Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

I partiti e le ideologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

Editoriale. Ogni partito sogna una sua ideologia. Lo considera il collante necessario per aggregare correnti di pensiero considerate in “libera uscita” ma abbordabili con un progetto finalizzato a dei problemi esistenziali di una certa natura e affinabili attraverso una qualificata visione politica. Ma, a volte, i partiti sono diventati anche una sorta di longa manus delle grandi consorterie economiche, industriali, finanziarie et similia. E l’ideologia, in questi casi, è stata asservita al solo scopo di combinare l’interesse di pochi assoldando i molti dietro la bandiera dei “sogni e delle illusioni”. Sono diventati il miraggio che ha tentato di combinare l’essere e l’avere in un unico ideale riformista. Se da queste considerazioni ci caliamo nella fattispecie pratica e guardiamo gli eventi italiani di questi giorni, cercando di analizzare il supporto ideologico che i partiti in varia misura si sentono o vorrebbero sentirsi portatori di una certa ideologia, ci rendiamo conto delle forti suggestioni per le quali siamo vittime e carnefici. Ma va fatta ancora una premessa. La quasi totalità dei partiti italiani, non volendo entrare nel merito degli altri che albergano altrove, si muove entro in sistema che è definito capitalista. Cosa vuol dire? Che esso rispetta le logiche del capitale e del profitto e dalle quali la forza lavoro è subordinata. Intendiamo dire che la diversità indicata nei programmi dei singoli partiti è dentro questo sistema, non ne prospetta un altro. In questa misura tutti i partiti tendono a delle variabili formali ma prive di una proposta alternativa all’attuale andazzo. In pratica ci troviamo davanti ad una opposizione che se diventa maggioranza ben poche variabili potrà proporre se non quella di attenuare il rigore di una logica capitalistica sempre e comunque orientata verso il profitto e lo sfruttamento delle classi più deboli. In questi casi l’ideologia, che può fare la differenza, è nella ricerca di un compromesso tra le varie proposte estreme tra chi tende a rafforzare il potere del 10% della popolazione a scapito della restante parte. Da qui nasce la crisi di una democrazia che sbriciola sotto i nostri occhi la ragione di una ideologia che tutto vuole cambiare per nulla cambiare. Ma se vogliamo salvare non tanto e non solo le parole per quelle che sono nei loro valori contenutistici e culturali allora dobbiamo riscattare l’ideologia dal servaggio imposto dai poteri forti e riconoscere nella forza di chi ha i numeri la sua potenzialità a dispetto delle ideologie aberranti che appartengono alla logica delle promesse e delle illusioni. Chiediamo solo che chi ha occhi per vedere li apra bene e chi ha orecchi per sentire ne faccia tesoro perché se l’essere umano è umiliato pur rappresentando il 90% della popolazione mondiale qualcosa che non funziona ci deve pur essere. E’ tempo di ravvedersene ed esserne conseguenti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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