Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

La vita di Gesù e le sciocche critiche

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

Lettera al direttore. Gentile direttore, ho ricevuto critiche e complimenti per il mio scritto dal titolo: “Tu scendi dalle stelle o Re del Cielo, e vieni in una grotta al freddo e al gelo”.  Ben vengano le critiche costruttive e intellettualmente oneste, che fino ad ora non ho visto, al contrario di quelle pessime di chi, non avendo argomenti, tenta di screditare l’autore e malevolmente di attribuirgli concetti che non ha mai espresso. Io mi sono limitato ad affermare che Gesù non era povero. Solo, e nient’altro che questo. Gesù non nacque povero, e non visse povero.
Ma chi bisogna contestare, Renato Pierri, oppure gli evangelisti? Renato Pierri, oppure i documenti? In Palestina, al tempo di Gesù, esistevano i poveri, ma Gesù non era fra questi. Henri Daniel – Rops, celebre storico – saggista francese, Accademico di Francia, da me già citato, nel suo libro La vita quotidiana al tempo di Gesù, (Mondadori), testo approvato dalla Chiesa, scrive: “Diventato adulto e avendo certamente imparato il mestiere di suo padre, quello di carpentiere, Gesù, come la maggior parte degli ebrei del suo tempo, lavora con le propri mani, fabbricando aratri e gioghi per i buoi…I suoi contemporanei lo vedono quindi con un truciolo dietro l’orecchio, segno distintivo dei falegnami, spingere il piallone e usare il martello” (pag. 490). Un bravo artigiano in Palestina non era povero.   Ma torniamo ai vangeli e vediamo cosa racconta Luca: “Quando ebbero compiuto tutto quello che riguardava la  legge del Signore, ritornarono in Galilea, nella loro città di Nazaret. Intanto il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia era in lui. I suoi genitori erano soliti andare a Gerusalemme ogni anno, per la festa di Pasqua. Ora, quando egli ebbe dodici anni, i suoi salirono a Gerusalemme, secondo il rito della festa. Trascorsi quei giorni…” (Lc 2, 39 – 43).  Ecco: i “poverissimi”  ogni anno andavano a Gerusalemme per la Pasqua e vi si trattenevano alcuni giorni. E passiamo al Vangelo di Giovanni: “Maria, presa una libbra di profumo di nardo autentico, molto prezioso, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli. La casa fu ripiena della fragranza di quel profumo” (Gv 12, 3). E ancora Giovanni: “Siccome Giuda teneva la borsa, alcuni supponevano che Gesù gli avesse detto: – Compera quanto ci occorre per la festa -, oppure che gli avesse ordinato di dare qualcosa ai poveri -” (Gv 13,29). Gesù e gli apostoli tenevano una borsa di denaro, spendevano per la festa e facevano l’elemosina ai poveri. Non sto ad elencare tutte le volte che troviamo Gesù nelle case di parenti e amici. E mi pare sin troppo ovvio che viveva sobriamente e dignitosamente, così come i primi cristiani. Magari un bicchiere di buon vino a tavola, non di più. Del resto, non lo bevve anche nell’Ultima Cena? (Renato Pierri Ex docente di religione cattolica e autore dei libri: “La Sposa di Gesù crocifisso”- Kaos edizioni; “Il quarto segreto di Fatima” – Kaos edizioni; “Sesso, diavolo e santità” – Coniglio editore). (n.r. in un poscritto Pierri a proposito dei suoi critici precisa: Non mi sono giunte da persone competenti, per il semplice motivo che le persone competenti queste cose le sanno perfettamente. E’ questa un chiarimento che condividiamo poichè di là del caso specifico molte volte siamo costretti ad annotare argomenti “campati in aria” per il semplice e stupido gusto della polemica fine a se stessa. Siamo un po’ tutti lontani dal renderci consapevoli che non basta aprire la bocca per darle fiato ma bisogna fare buon uso della ragione e della riflessione in specie se trattiamo argomenti che presumono una adeguata preparazione e uno studio approfondito delle fonti.)

Una Risposta a “La vita di Gesù e le sciocche critiche”

  1. Aldo Cannavò said

    Gesù non era di famiglia povera,ma ha scelto di nascere in una grotta,come un povero e di avere per primi adoratori dei pastori,che allora appartenevano ad una classe considerata infima.
    Dopo due anni viene adorato dai Re Magi,che rappresentano tutta l’umanità,compresi i ricchi e potenti. Nella sua Vita predicativa ha sempre privilegiato gli ultimi,compreso i lebbrosi e le prostitute.Pure in quel periodo,il denaro che Giuda amministrava proveniva da donazioni ed è facile intuire che non tutti i giorni Lui ed i suoi Apostoli fossero accolti in case accoglienti e comode.Gesù,seconda persona della Santissima Trinità,come Dio è padre dei ricchi e dei poveri ed ama tutti ugualmente,ma il suo messaggio evangelico è di non cercare la ricchezza, ma la Vita Eterna.Il fatto che potesse appartenere ad una classe od a un’altra è assolutamente inconsistente.

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