Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 3 gennaio 2011

Passeggiata letteraria nel Castello di Casanova

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Castello di Spessa a Capriva del Friuli, sera di San Valentino,  cibi stuzzicanti, nel nome e nella sostanza, accompagnati ciascuno da una musica, interpretata dal vivo: si inizia con La seduzione e il peccato (cappesante al profumo di agrumi di Sicilia e rosmarino), si prosegue con Il gioco ed il capriccio (carezze di Granzoporo e noci di Mare), e via via con altre inconsuete portate fino alle Dolcezze e provocazioni d’Oriente (goloso cofanetto di pasta di mandorle).
Atmosfere settecentesche, cibi raffinati, grandi vini: questi gli ingredienti di  “San Valentino nel Castello di Casanova”, due giorni da trascorrere nel rilassante scenario del Collio goriziano, terra di nobili vini. Ad attendere gli innamorati,  una sorpresa in camera, benvenuto nel resort  in nome di Casanova,  e una romantica passeggiata letteraria fra alberi secolari, bersò, balconate ornate di statue del parco del castello : 10 tappe scandite da tabelle in ferro battuto dove sono incise frasi di Casanova sull’amore, le donne, l’amicizia, la vita. E ancora: una camminata en plein air fra le viti delle tenuta che circonda il castello; una visita alla cantina di invecchiamento duecentesca, la più antica e scenografica del Collio, con degustazione guidata vini, definiti “di qualità eccellente” da Casanova nelle sue Memorie; un pranzo goloso davanti al caminetto a base di piatti e prodotti del territorio nell’Hosteria del Castello, ricavata dalla ristrutturazione di vecchi rustici e affacciata sul green di un campo da golf a 18 buche; una Vespa gialla, a  disposizione per vagabondare in libertà fra le dolci colline del Collio. E per finire, la Cena della seduzione a lume di candela.
Un susseguirsi di nobili signori e illustri personaggi hanno segnato la storia e la vocazione all’ospitalità del Castello di Spessa, dove oggi sono state ricavate 15 eleganti suites arredate con mobili del’700 e’ 800 italiano. Il Castello è il cuore di un ampio Resort con campo da golf, Azienda vinicola, l’elegante Tavernetta al Castello con un eccellente Ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country chic, e la caratteristica Hosteria del Castello.  Pacchetto: per 2 pernottamenti a persona €  270,00 € se si pernotta al Castello e € 225,00 € se si sceglie la Tavernetta al Castello.

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Memorie d’inciampo a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Roma 11 gennaio 2011, ore 11.00 Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales, 5  Memorie d’inciampo a Roma a cura di Adachiara Zevi organizzata dagli Incontri Internazionali d’Arte  sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
A distanza di un anno, l’artista tedesco Gunter Demnig torna in Italia, per posizionare a Roma, 54 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in 5 Municipi: I Municipio (Centro Storico); II Municipio (Flaminio, Parioli, Pinciano, Salario, Trieste); III Municipio (Castro Pretorio, Nomentano, Tiburtino), XI Municipio (Appio, Ostiense, Ardeatino); XVII Municipio, (Borgo, Prati, Balduina) per ricordare deportati razziali e politici. Intervengono: Paola Corcos, Stefano Gambari, Alessandro Portelli, Bruno Tobia, Adachiara Zevi Modera: Annabella Gioia

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Imprese italiane e confronto internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

(fonte B.I. di Antonio De Socio, servizio studi) “Le principali differenze, tra la struttura delle imprese italiane e quella dei paesi europei nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007, ossia negli anni che hanno preceduto la crisi finanziaria, presentano diversi fattori di debolezza rispetto a quelle europee. In primo luogo esse appaiono caratterizzate da una minore capacità di generare reddito dalla gestione operativa,benché nel periodo considerato abbiano registrato un’espansione dei volumi di fatturato leggermente superiore. In secondo luogo, un alto indebitamento, rispetto sia al fatturato sia al capitale di rischio, comporta una più elevata incidenza degli oneri finanziari. In terzo luogo, per le imprese italiane è maggiore il peso dell’indebitamento a breve termine e minore la disponibilità di attività liquide. Infine, è assai elevata la quota di crediti commerciali sul totale dell’attivo. Nel complesso la fragilità finanziaria è confermata dalla più elevata frazione di imprese italiane finanziariamente vulnerabili rispetto alla media europea. Ne consegue che queste fragilità delle imprese italiane si sono riverberate nell’attuale crisi in cui è stato, per giunta, peggiorato l’accesso al credito, in specie per le imprese di minore dimensione e solitamente meno capitalizzate. La presenza di una liquidità inferiore e di una quota di debito a breve termine superiore rispetto alle imprese europee possono aumentare le difficoltà in una situazione di crisi di liquidità e di difficoltà di rifinanziamento del debito. Un possibile elemento di criticità è rappresentato dall’elevato peso del debito commerciale: questo da un lato può essere positivo, nella misura in cui consente alle aziende di dilazionare i propri pagamenti, dall’altro può rappresentare un canale di propagazione della crisi, attraverso lo spostamento verso i propri fornitori delle difficoltà delle imprese di finanziare il capitale circolante”. E’ una sofferenza che le imprese rilevano e che, manco a dirlo, si acuisce nell’area del meridione d’Italia dove altri fattori come i trasporti e il mancato aggiornamento tecnologico territoriale e professionale degli operatori del settore, vanno ad aggiungersi pesantemente sul trend di sviluppo imprenditoriale.

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Esercito: Esclusa dal concorso perché incinta

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

(fonte GrNet.it) Il 1° Caporal Maggiore dell’Esercito Italiano Valentina FABRI certo non immaginava che, dopo aver servito le Forze armate per 5 anni, quale lavoratrice volontaria e quindi precaria, sarebbe stata esclusa dal concorso che avrebbe potuto stabilizzare il proprio rapporto di lavoro a causa di una asserita inidoneità al servizio militare. Tanto meno avrebbe immaginato che la causa della sua idoneità sarebbe stato il suo stato di gravidanza. La vicenda occorsa alla mamma con le stellette è davvero paradossale, se sei pensa che, dopo cinque anni in cui ha brillantemente servito lo Stato quale precaria, raffermata di biennio in biennio, oggi si vede privata del sogno di stabilizzare il proprio rapporto di lavoro, anche al fine di affrontare con maggiore serenità l’arrivo del suo primo figlio. «Contro il provvedimento di esclusione, abbiamo tempestivamente proposto ricorso al TAR Lazio, attesa la chiara violazione dell’articolo 3 del D.M. 4 aprile 2000, n. 114, il sui secondo comma dispone che lo stato di gravidanza costituisce impedimento all’accertamento temporaneo all’accertamento dell’idoneità», spiega l’avvocato Giorgio Carta che la assiste. «L’altro aspetto grottesco della vicenda è che la commissione medica concorsuale ha reiteratamente rinviato le visite previste avvertendo che lo stato di gravidanza sarebbe stato causa di inidoneità se si fosse protratto oltre il termine finale del concorso- gggiunge l’avvocato Carta – come se la ragazza potesse accelerare o contrarre il tempo fisiologico della gestazione». «Il Partito Sicurezza e Difesa darà battaglia e attiverà i propri canali parlamentari affinché sia fatta piena luce sulla vicenda – avverte Giuseppe Paradiso, segretario della neo formazione politica – perché appare intollerabile che nel 2011 la donna militare debba subire ancora siffatte discriminazioni».

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Italia: il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Editoriale Molto spazio i media nazionali hanno riservato al discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che si è incentrato sulla questione giovanile e il disagio che ne emerge. La prima nota da evidenziare è l’invito alle forze politiche di non sottovalutare la situazione ma di affrontarla con la necessaria determinazione. E’ un aspetto che in questo momento coinvolge tutta la forza lavoro italiana e sta diventando strutturale. Un recente studio promosso dalla Banca d’Italia e affidato agli specialisti del settore quali Federico Cingano, Roberto Torrini e Eliana Viviano ha inteso analizzare le cause tenendo conto dell’ampiezza del calo del prodotto. Vale, innanzitutto, una precisazione: “Il lavoro mostra che l’andamento dell’occupazione residente misurato dall’indagine delle forze del lavoro può sottostimare il calo dell’occupazione complessiva, residente e non, se esiste, come è presumibile, uno scarto temporale tra l’effettivo ingresso degli immigrati in Italia e la loro iscrizione all’anagrafe. La dinamica del tasso di disoccupazione è invece stata contenuta dall’intenso ricorso alla Cassa integrazione nelle regioni settentrionali e dal forte calo della partecipazione al mercato del lavoro nel Mezzogiorno. Sulla base dei risultati del sondaggio congiunturale condotto dalla Banca d’Italia nel settembre del 2009 presso le imprese industriali e dei servizi, si rileva che i maggiori effetti della crisi sull’occupazione riguardano le imprese maggiormente esposte al calo della domanda estera. Infine, date le previsioni del prodotto interno lordo della Commissione Europea e nostre stime dell’elasticità dell’input di lavoro, si presenta un esercizio di valutazione delle prospettive per il corrente anno, dal quale emerge che l’input del lavoro rimarrà verosimilmente su livelli decisamente inferiori al periodo precedente la crisi.” In altre parole questo significa che se pure vi sarà a breve una ripresa dell’attività imprenditoriale ciò non vuol dire che l’occupazione possa procedere di pari passo. Il riassorbimento della manodopera eccedentaria sarà più lento e finirà con influire negativamente proprio nel settore giovanile. Ragionevolezza imporrebbe di cogliere l’occasione per alzare il livello tecnologico e infrastrutturale del sistema Italia dalle regioni meno dotate per rendere più competitive a livello globale. Pensiamo, ovviamente, al Sud del Paese. Ciò richiede investimenti e anche una scelta economica e finanziaria con il miglior utilizzo delle attuali risorse: come dire la torta da dividere è piccola ma nell’affettarla cerchiamo di non fare molte briciole, alias evasione fiscale, alias sprechi, alias corruzioni, alias investimenti improduttivi, alias capacità di recupero risorse lasciate inattive. E’ questa la strada per garantire un futuro agli italiani. Tutta la classe politica italiana dovrebbe farsene garante mandando in pensione la politica degli annunci e delle promesse, che da anni i vari governi, dalla destra alla sinistra, hanno proclamato a gran voce, passando finalmente alla politica dei fatti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Un anno di Sudan

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Si chiude un anno importantissimo nella storia del Sudan e un altro altrettanto decisivo si apre. Il 2010 è stato l’anno delle prime elezioni multipartitiche dal colpo di stato che, nel 1989, aveva portato al potere il presidente Bashir. L’appuntamento, previsto dagli accordi di pace del 2005, avrebbe dovuto essere un passaggio decisivo nel processo di democratizzazione necessario per rendere l’unità del paese attraente per tutti i suoi cittadini. Si è risolto invece in una prova di forza e destrezza tesa a rinsaldare il potere dei due partiti di governo, il Ncp al Nord e lo Splm al Sud.
La comunità internazionale, chiamata in causa a più riprese dall’opposizione politica e dalla società civile democratica, ha avvallato i risultati, pur ammettendo che tutto il processo elettorale era ben lontano dagli standard necessari per definirlo libero e credibile. L’obiettivo ultimo era portare a termine il percorso previsto dagli accordi di pace con il referendum di autodeterminazione, che si terrà dal 9 al 13 di gennaio di quest’anno, il 2011. È ormai evidente che il sostanziale fallimento del processo di democratizzazione porterà con ogni probabilità alla secessione del Sud. Cosa succederà dopo è difficile da prevedere. Troppe sono le variabili in gioco e gli scenari possibili sono innumerevoli.   Il nuovo paese si affaccia alla storia in un contesto particolarmente difficile. Sul piano interno molte questioni rimangono aperte: i confini tra il Nord e il Sud; la gestione di risorse strategiche come l’acqua del Nilo e il petrolio; l’instabilità di vaste regioni al conflitto sempre aperto in Darfur;  i diritti di cittadinanza, il rispetto dei diritti umani, politici e civili in genere.  Sul piano internazionale i due potenziali paesi hanno già ora una storia differente: il Nord rischia l’isolamento, soprattutto a livello regionale, dove si attribuisce al governo di Khartoum la responsabilità della secessione del Sud, che potrebbe aprire molte altre rivendicazioni in tutto il continente; il Sud ha per ora molti sostenitori, soprattutto in Occidente, ma sono già vive le preoccupazioni per la gestione complessiva del paese. Nel corso del 2011 la Campagna italiana per il Sudan seguirà l’evolversi di questa complessa situazione, dando particolare attenzione al contesto regionale in cui si inscrive e all’uso delle risorse, da cui dipende il consolidarsi di una pace sostenibile o lo scoppio di altri conflitti. http://www.campagnasudan.it

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On violent attack on the Saints Church

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

His Eminence Metropolitan Emmanuel of France, President of the Conference of European Churches (CEC), expresses his sorrow and concern for those affected by the attack on worshipers, during their midnight mass, at the Saints Church in Alexandria, Egypt.  His Eminence sends his condolences to all the Coptic Christians in Europe, to all of the Egyptian people, and to the Primate, Pope Shenouda III of Alexandria.  Rev. Dr Prof. Viorel Ionita, Interim General Secretary CEC, stated that: “Acts of terrorism such as this remind us all that we must stand united, Christians and Muslims, through these dangerous times. All places of worship must be safeguarded, and at this moment in time we gather around our brothers and sisters in Egypt and, with them, speak out for their fundamental right of freedom to worship.”

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Nuovo presidente Boehringer Ingelheim Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Dal 1° gennaio 2011 Enrique Manzoni è il nuovo Presidente di Boehringer Ingelheim Italia. Nato a Buenos Aires da genitori italiani, 54 anni, una laurea in economia e commercio, Manzoni dopo una prima esperienza professionale nel settore servizi informatici dell’attuale Gruppo Novartis, svolge la propria carriera manageriale all’interno del Gruppo Boehringer Ingelheim. Nel 1988 è responsabile dei servizi informatici in Argentina e nel 1992 si trasferisce presso la sede di Ingelheim in Germania. Tre anni dopo, sempre presso l’headquarter, è responsabile del Controlling per la produzione farmaceutica e, dopo aver ricoperto per sette anni l’incarico di Chief Financial Officier in Grecia, nel 2005 ritorna in Germania come Head of Corporate Department Controlling Operations. In Italia arriva nel 2007 come Direttore Amministrazione e Finanza.Enrique Manzoni subentra a Sergio Daniotti che per 10 anni ha diretto la Country italiana che, con un fatturato nel 2009 di 496 milioni di euro, si colloca, a livello nazionale, tra le prime venti aziende farmaceutiche, a testimonianza del valore strategico dell’Italia nella politica industriale del Gruppo, soprattutto per la ricerca, sia di base che clinica, e la produzione dei principi attivi.“E’ un onore e un importante impegno ricevere il testimone da un personaggio di indiscusso valore come Sergio Daniotti – dichiara Enrique Manzoni – Un impegno che si traduce nella continuità dei nostri valori tra i quali, in primo luogo, la cultura dell’evoluzione e del miglioramento e la spinta all’innovazione, accompagnati dal rispetto della persona, che non può mancare nel DNA di chi opera per il miglioramento della salute”.“Importanti prove attendono il nostro Gruppo, che nel 2010 ha festeggiato 125 anni di storia – prosegue Manzoni – I prossimi anni saranno, infatti, cruciali: è in previsione il lancio di nuovi prodotti attualmente in fase di sviluppo che riteniamo possano cambiare il quadro terapeutico nelle rispettive aree, dall’ictus, all’oncologia, al diabete. L’innovazione – conclude Manzoni – sarà, dunque, l’elemento centrale su cui puntare per vincere le sfide poste dai nuovi scenari internazionali e per rendere sempre più competitivo il comparto in Italia”.
Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 142 affiliate in 50 paesi e più di 41.500 dipendenti. Sin dalla sua fondazione nel 1885, l’azienda indipendente a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria. Nel 2009 Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di 12,7 miliardi di euro, investendo il 21% del fatturato netto della sua maggiore divisione “Farmaci da Prescrizione” in ricerca e sviluppo.

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Venezia capitale del collezionismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Cambia data la seconda edizione del “Salone del Collezionismo” che si terrà  nella Stazione Crociere di Venezia, Terminal 103, dal 29 aprile al 1 maggio 2011. Una manifestazione  organizzata da Adriano Cattani in collaborazione con  VTP Events,società che gestisce gli spazi espositivi,  la Federazione fra le Società Filateliche Italiane di Rimini, Poste Italiane e l’Associazione per lo Studio della Storia Postale di Padova. La rassegna porterà in laguna, appassionati, estimatori  ed esperti da tutta Italia ed Europa, alla ricerca del pezzo introvabile per completare la propria collezione. Un evento che si rivolge ad amanti di francobolli, monete, carte, stampe, libri antichi e tanti oggetti curiosi e rari. Nell’ultimo appuntamento erano presenti, oltre 70 espositori dall’Italia, Svizzera, Austria e Germania, con autentiche rarità, tra cui la Raccolta completa della prima rivista filatelica italiana risalente al 1874, uscita soli vent’anni dopo l’emissione del primo francobollo italiano.  Due le anime del salone: una sezione culturale, ed una parte espositiva dedicata ai vari ambiti del collezionismo. La prima ospiterà la più importante kermesse dedicata al  mondo della filatelia, l’Esposizione Filatelica Nazionale. Organizzata dalla Federazione fra le Società filateliche Italiane, presenta le collezioni più rare e preziose, ed i prodotti filatelici di ogni genere. La sezione riservata al mercato è divisa in tre segmenti. Nel primo, spazio alla numismatica e filatelia,  in cui si potranno acquistare, scambiare o vendere singoli pezzi o intere raccolte. Nell’area destinata al fumetto e collezionismo cartaceo, in mostra albi d’eccezione, edizioni storiche ed introvabili ( comics americani, fumetti italiani, strisce)  affiancati da rare documentazioni, fotografie e  cartoline d’epoca. Completa l’offerta un settore riservato al piccolo antiquariato ed al collezionismo navale con riproduzioni in scala statiche e dinamiche, piani e registri navali, uniformi, strumenti e carte di navigazione, oggettistica e suppellettili provenienti da navi, volumi a tema marino. In programma anche un convegno che si rivolge a operatori del settore, associazioni di categoria e pubblico interessato,  approfondendo temi legati al mercato filatelico / numismatico  e all’aspetto commerciale. L’ingresso al Salone del Collezionismo è gratuito.

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Movimento per il Sud: auguri agli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

In occasione dell’augurio di un felice e soddisfacente anno nuovo, il Presidente del Movimento per il Sud, Antonino Calì, in una nota ha voluto esprimere il suo pensiero sugli ultimi 20 anni di politica italiana, lanciando un chiaro messaggio anche a proposito del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. << Con le vicende del ’92 – afferma Calì – l’Italia ha subito un brusco scombussolamento politico-sociale dal quale ancora non si è ripresa. Lo scardinamento del sistema politico di fine anni ’80 ha rotto tutti gli equilibri che, per mezzo dell’assetto politico-sociale più affidabile dall’era post-borbonica in poi, la Democrazia Cristiana aveva promosso e consolidato in quasi 50 anni di storia italiana. Ancora oggi gli italiani assistono al propagarsi di quell’esplosione politica che, strumentalizzata dalla sinistra italiana (e non solo), è stata architettata con cura ed aggravata dalle infami stragi di mafia dello stesso anno. All’alba del 150° anniversario dell’Unità d’Italia – continua Calì – oggi quale Nazione si accinge a preparare tale evento e quale società si affaccia alle nuove necessità sociali euromediterranee? Il risultato è che, in questo ventennio, si è tentato di edificare un nuovo sistema politico in grado di governare il Belpaese, imposto con un bipolarismo muscolare che ha snaturato l’essenza socio-politica italiana e promosso da chi detiene il potere economico e mediatico in Italia. La connivenza di variegate culture ed ideologie nel tessuto sociale italiano non consentono, a mio parere, la sussistenza di un sistema politico dipartitico e bipolare. L’Italia è un Paese che presenta ideologie, culture e vocazioni diverse che devono essere tutte democraticamente tutelate e rappresentate. Dal ’92 ad oggi non è assolutamente finita tangentopoli. Tangenti e clientelismo, oltremodo, hanno avuto uno sviluppo smisurato: si è passati dal contorto sistema socialista-democristiano all’ancor più contorto sistema clientelare dell’odierna oligarchia politica. Negli anni ’80, però, si riusciva anche solo a partecipare a concorsi pubblici e sperare in un posto di lavoro.  Quest’anno verranno spese ingenti forze per l’organizzazione di manifestazioni celebrative del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ma quale Italia troviamo oggi dopo un secolo e mezzo di menzogne, silenzi e sorprusi? L’Italia del nuovo millennio è quella di Bossi e Berlusconi? E’ quella dei governi presi alla gola da quei padani che 150 anni fa, per rimpinguare le casse del Piemonte hanno saccheggiato e stuprato il fiorente e ricchissimo Sud borbonico? Ecco! Questa è l’Italia di oggi e questo è il motivo per cui non posso non ricordare a tutto il popolo meridionale che siamo in procinto di festeggiare i 150 anni di un’Italia unita a spese del Sud. Questi sono i 150 anni dell’olocausto meridionale. Ormai l’Italia c’è e ce la teniamo, ma non dimentichiamoci di quanto è stato compiuto da quelle genti che, dopo essersi arricchite e civilizzate grazie al saccheggio del Sud, oggi ci definiscono razza inferiore e vorrebbero pure separarsi dal resto della Nazione. Noi crediamo nella Costituzione italiana e nei valori che da Essa vengono espressi. Noi crediamo in un’Italia a vocazione europeistica ma che deve, per natura, storia e rispetto, guardare verso Sud, verso quella parte della penisola che, da 150 anni, ha dato il sangue per il bene di tutti >>

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Lucio Battisti: La vera storia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Lucio Battisti

Image via Wikipedia

Roma 8 gennaio ore 18.30 Via Reggio Emilia 89, Libreria L’Argonauta Presentazione del libro Lucio Battisti: La vera storia dell’intervista esclusiva (Coniglio editore – pp. 174 – € 14,50) di Renato Marengo Introduce e coordina: Dario Salvatori Enrico Di Troia leggerà alcuni brani dell’opera Intervento di ospiti musicali a sorpresa http://www.librerialargonauta.com
Sono oltre 50 i libri pubblicati su Lucio Battisti e in quasi tutti viene citata quella che fu l’unica, o per lo meno la più esaustiva intervista da lui mai rilasciata, in seguito alla quale il cantautore di Poggio Bustone, a parte un’intervista per la TV svizzera e una per la radio, non rilasciò più dichiarazioni alla stampa. La storia di questa intervista, con i suoi retroscena – tra aneddoti e contesti che descrivono un momento importante della musica leggera italiana – è ricordata ora dal giornalista e produttore musicale Renato Marengo che nel 1974 riuscì a superare la barriera di silenzio che avvolgeva Battisti ormai da tempo, trascorrendo con lui cinque giorni al “Mulino”, sede degli storici studi discografici della Numero 1 dove Battisti stava registrando Anima latina: dialogarono di tutto, ma soprattutto di musica.
Lucio Battisti: La vera storia dell’intervista esclusiva, edito da Coniglio editore è già diventato un cult non solo per gli operatori del settore, ma per quei giovani che vogliono scoprire un “altro” mondo e quelle persone mature che hanno bisogno di rinverdire il tempo che fu.
Renato Marengo (Vibo Valentia, 1943), operatore culturale tra i più noti del settore musicale, è giornalista, scrittore e autore radiofonico e televisivo. I suoi interessi spaziano da sempre dalla musica contemporanea al rock, dal mondo delle immagini all’etno, al progressive, scoprendo e promuovendo sin dagli anni Settanta la migliore musica italiana di avanguardia.  In radio e in televisione è autore di numerosi programmi di successo della Rai realizzando (tra gli altri) il Concerto per Demetrio Stratos, speciali su John Cage e sul rock italiano.
Ha pubblicato diversi libri sulla musica italiana e napoletana, come Song ’e Napule (1998) e l’Enciclopedia del pop-rock napoletano (2003), entrambi scritti con Michael Pergolani con il quale da 10 anni è autore e conduttore di Demo, programma “cult” di Radio1 RAI.

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Lettera aperta di Rita Manzani Di Goro

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

E’ del Presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana ed è indirizzata A Marco Filisetti M.I.U.R. D.G. Bilancio Direttore Generale: “Egr. Direttore Generale, come promesso vengo a chiarire meglio il nostro pensiero, visto che il mezzo non è dei più efficaci e lascia spazio a possibili incomprensioni. Per meglio chiarire, mi permetto da subito di contestare una Sua affermazione circa il fatto che i bilanci non siano di prioritario interesse per i genitori. Di fatto noi teniamo da alcuni anni corsi di formazione sui bilanci delle scuole, abbiamo sul nostro sito http://www.agetoscana.it una pagina web consultatissima da genitori di tutta Italia (oltre 15.000 visite in 11 mesi) e riceviamo continue richieste di consulenza. Sono certa Lei rimarrebbe favorevolmente sorpreso dalla competenza e dalla passione con cui tanti genitori seguono l’argomento. In fondo i figli sono nostri e nostri sono anche i fondi, in quanto i genitori sono i principali finanziatori delle scuole dopo lo Stato, per cui è nostro precipuo interesse vedere come sono utilizzate queste risorse e con quale ricaduta sui nostri figli.
Anzi la nostra proposta come Associazione è quella di instaurare un rapporto di fiducia fra genitori e scuola tale da incentivare i genitori a versare di più alle scuole, tramite un dialogo improntato alla trasparenza e alla condivisione degli obiettivi nonché attraverso l’estensione delle detrazioni fiscali alle principali spese scolastiche (es: viaggi d’istruzione e libri di testo). Siamo certi che i genitori, che già oggi danno tantissimo alle scuole dei propri figli, sarebbero incentivati a dare sempre di più, trasformandosi da rassegnati contribuenti in appassionati sostenitori proprio per il sentirsi parte attiva nella qualità dell’istruzione offerta ai loro figli. Il punto centrale, a nostro avviso, è lo scostamento fra le disposizioni ministeriali -che Lei cortesemente riporta e che inutilmente abbiamo oppugnato alle scuole- e la prassi con cui ci confrontiamo ogni giorno all’interno delle istituzioni scolastiche.  Ciò che ci ha reso la vita particolarmente difficile è stata la più volte citata Nota 9537 del 14.12.2009, là dove si dice: “I finanziamenti non vincolati dovranno essere impegnati al perfezionamento dell’obbligazione giuridica (es. contratto collettivo integrativo d’istituto, contratti di supplenza breve, contratti di servizio per la pulizia dei locali, ecc…)”.
Come Lei ci insegna, i finanziamenti non vincolati sono: i fondi per il funzionamento, il contributo volontario dei genitori, gli interessi bancari, i contributi per il diritto allo studio da parte degli enti locali, le sponsorizzazioni ecc. Dire nelle indicazioni per il Programma annuale 2010 che  essi debbono essere utilizzati per fondo istituto, supplenze e pulizie ha dato una grande arma in mano ai dirigenti scolastici, tant’è che numerose scuole hanno posto 0,00 euro per il funzionamento 2010 e tantissime altre hanno deliberato una cifra di gran lunga inferiore all’effettiva necessità, riversando tutto il resto sulle spese per gli stipendi.
La domanda è: con quali fondi sono state coperte le esigenze di funzionamento amministrativo? La risposta non può essere che: con quelli destinati all’ampliamento dell’offerta formativa. Su questo noi genitori non possiamo essere d’accordo. Dopo il danno anche la beffa, perché, quando la sentenza della Corte di Cassazione n. 207/2010 ha stabilito che le visite fiscali debbono essere pagate dalle scuole, Lei correttamente ha dato disposizione affinché si attingesse ai fondi per il funzionamento, che come abbiamo visto in alcuni casi erano inesistenti, in molti altri casi del tutto insufficienti per coprire una spesa di alcune migliaia di euro, compresi anche gli arretrati. Tutto questo deve essere emerso dall’analisi dei flussi di cassa, e probabilmente anche dalle proteste che noi genitori abbiamo avanzato, perché correttamente per l’anno 2011 codesto Ministero ha fissato a priori l’importo del finanziamento per il funzionamento amministrativo e didattico in misura quasi uguale a quella di qualche anno fa, il che è un fatto sicuramente positivo, anche se resta da coprire il fabbisogno per le visite fiscali. Vi sono poi alcune sfasature nei tempi di comunicazione e di erogazione che hanno contribuito a rendere ancor più complesso il panorama generale. Alle scuole ad esempio è giunta ripetutamente l’intimazione a non aprire residui attivi se non su autorizzazione di codesto Ministero, ma solo successivamente, a metà dicembre, sono state informate circa le ulteriori dotazioni approvate. E’ giusto ciò che Lei dice, ossia che ogni scuola sa di cosa ha bisogno, ma se le risorse su cui sa di poter contare sono inferiori a ciò che le necessita, inizia allora una spiacevole caccia alla quadratura di bilancio, dove sono proprio i finanziamenti meno tutelati da disposizioni e normative, come appunto il contributo volontario dei genitori, a soccombere. L’effetto di queste comunicazioni in tempi differenziati è stato dunque quello di mettere le scuole in allarme, convinte come erano di non avere fondi a sufficienza per coprire le spese impegnate. L’episodio riportato dal Presidente dell’A.Ge. Arcipelago Toscano ben illustra il modo in cui alcune scuole hanno rispettato la lettera, ma non lo spirito delle disposizioni ministeriali, operando un triplice travaso di fondi che aveva l’unico effetto di coprire il fabbisogno sugli stipendi con fondi provenienti dai genitori. Questo ovviamente prima che giungessero le circolari sui finanziamenti da Lei richiamate, ma ormai il danno era fatto e legittima e doverosa è stata la nostra denuncia. Un caso analogo si è verificato in occasione dell’approvazione del Programma annuale 2010, quando in ossequio alla nota 9537/2009 le scuole hanno spostato sull’aggregato Z01 l’equivalente dei finanziamenti per stipendi già pagati ma mai riscossi relativi ad anni precedenti attingendo a voci del tipo: – Contributo genitori 2007 non utilizzato – Finanziamento L 440 per il 2008 – Contributo genitori 2008 non utilizzato – Finanziamento del Comune di … per progetto … non utilizzato
Ci sembra grave che il finanziamento da Lei citato per il miglioramento dell’offerta formativa, che come sembra di capire afferisce alla L. 440/97, sia stato finalizzato unicamente al finanziamento di compensi accessori per il personale, quando già importanti risorse sono destinate al personale in sede di Fondo dell’istituzione scolastica, Funzioni strumentali, Finanziamento per aree ad alto rischio, mentre restano finanziariamente scoperti settori importanti per la didattica come l’aggiornamento, i contratti con gli esperti e l’acquisto di materiali didattici, che usualmente erano soddisfatti proprio grazie alla Legge 440”. Rita Manzani Di Goro (in sintesi)

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Ogni anno muoiono 10 milioni di bambini

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

“Ogni anno quasi 10 milioni di bambini muoiono prima del quinto anno di vita: la metà di questi decessi avviene in Africa. Nelle comunità in cui vi sono sistemi sanitari integrati a livello locale molte vite possono essere salvate”. Secondo il rapporto su ‘La condizione dei bambini in Africa’, i 5 paesi africani che si estendono prevalentemente a nord del Sahara – Algeria, Egitto, Libia, Marocco e Tunisia – hanno ridotto i rispettivi tassi di mortalità infantile di almeno il 45% tra il 1990 e il 2010, mettendosi sulla giusta rotta per conseguire l’Obiettivo di sviluppo del millennio relativo alla sopravvivenza infantile, che mira a ridurre di 2/3, entro il 2015, la mortalità sotto i 5 anni.  In occasione del lancio del rapporto, l’UNICEF ha lanciato un appello per ingenti investimenti diretti a migliorare i sistemi sanitari dell’Africa sub-sahariana, per mettere a frutto i risultati conseguiti negli ultimi anni ed aiutare i bambini che non hanno adeguato accesso all’assistenza sanitaria.  In 4 dei paesi meno sviluppati – Eritrea, Etiopia, Malawi e Mozambico – i tassi di mortalità infantile sono stati ridotti di oltre il 40% dal 1990; Le morti da morbillo in Africa sub-sahariana sono crollate di un sostanzioso 91% tra il 2000 e il 2010; Dal 2000, 16 paesi africani hanno triplicato la copertura di zanzariere trattate per la protezione dalla malaria; I tassi di allattamento esclusivo al seno sono aumentati in tutta l’Africa sub-sahariana dal 22% del 2000 al 34% nel 2010; L’utilizzo di micronutrienti è aumentato; L’accesso ai trattamenti per le madri e i bambini sieropositivi sta aumentando da una bassa base di partenza (dal 17% nel 2009 al 20% nel 2010); Tra il 2009 e il 2010, la copertura di trattamenti antiretrovirali per la prevenzione della trasmissione madre-figlio dell’HIV è triplicata nell’Africa orientale e meridionale; Un consenso crescente sta montando tra i governi ed altri importanti attori internazionali sulle corrette strategie dirette a migliorare ulteriormente le opportunità di sopravvivenza materna e infantile. Il rapporto enfatizza anche la necessità di un’assistenza continuativa nel tempo e nello spazio: dalla gravidanza, al parto, al periodo neonatale e della prima infanzia fino all’infanzia e all’adolescenza, estendendo i servizi alla famiglia, alla comunità fino alle cliniche locali, gli ospedali di distretto ed oltre.

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Astr–Azione: Mostra collettiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Roma dall’8 al 21 gennaio 2011  inaugurazione: sabato 8 gennaio 18.30 (dal lunedì al venerdì 14.00-19.30, sabato 17.00-19.30)  VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, (zona Colosseo) : Mara Valente e Marina Zatta Info: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004 http://www.soqquadro.eu
“Vista” è uno spazio espositivo che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.  Con questa mostra Soqquadro vuole indagare le ultime ricerche nel campo dell’Arte Astratta ed Informale. Gli artisti partecipanti, pur seguendo tutti il filo conduttore dell’espressione  artistica non figurativa, elaborano in modo molto diverso tra loro, con diversi stilemi e tecniche, le loro opere.  Benché l’arte astratta abbia ormai un secolo di vita, molte persone faticano ad avere un confronto con questo stile artistico.  Contrapposta spesso all’arte figurativa, l’astrazione non è in realtà un modo di descrivere il mondo tendente ad annullare la figurazione, ma semmai è complementare a essa, svolgendo il ruolo di rappresentare ciò che attraverso la riconoscibilità del soggetto diviene difficile illustrare.
Lo scopo della mostra è aprire uno squarcio su questo genere artistico che coinvolge le ricerche di tantissimi artisti, offrendo una panoramica delle diverse possibilità che un racconto slegato dal riconoscibile offre.  Forme geometriche o informali, materie velate o corpose, colori neutri o molto accesi, dire arte astratta non significa parlare di un mondo di espressione artistica, ma aprire una finestra su mille mondi diversi che, con un filo sottile che li lega, svolgono tutti una funzione di racconto del sentire umano. (simone, elisabetta, gisella)

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Antinomie: di Oscar Morosini

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Milano, 13 gennaio – 8 febbraio 2011, ore 18.30 Castelli  Gallery– Via Cerano 15 Mostra in cui l’artista, ricollegandosi alle ricerche della scuola americana (A.Wieth, Homer, Hopper, Rockwell ed ai nostri giorni C. Jhonson e B.Tilton) esplora con la pittura quanto di bello gli capita di osservare nella vita di tutti i giorni, ponendolo al di là del Tempo e dello Spazio, in una dimensione platonica. Se l’acquarellista tradizionale con le sue macchie, cerca di rendere su carta il divenire,  Morosini lo trascende, nella ricerca dell’Eterno e del Razionale.
Oscar Morosini nasce a Milano nel 1956, dove vive e lavora. Autodidatta, dipinge da oltre venticinque anni. Ha cominciato a partecipare a collettive di strada dagli inizi degli anni ’90, nell’area milanese e lombarda.  Quello che ha iniziato a cogliere fin da subito è stato il desiderio di evidenziare come al di là delle apparenti contraddizioni del Reale, delle contrapposizioni tra Natura e Cultura, vi è un’ armonia di fondo che richiama le riflessioni rinascimentali tra Micro Cosmo e Macro Cosmo.

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Quando è esploso l’integralismo islamico?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Il fatto stesso che il fenomeno integralista e fondamentalista sia esploso in forme violente dopo gli episodi delle guerre del Golfo (prima e seconda) e dell’Afghanistan, ci dimostra come si sia trattato di fatto reattivo e non attivo. Per avallare le guerre preventive gli USA hanno messo avanti l’11 settembre, trascurando che la prima guerra del Golfo di Bush padre ebbe inizio molti anni prima e non ebbe mai occasione di finire, in quanto la presenza americana e i bombardamenti sull’Iraq non ebbero mai soluzione di continuità. La reazione fondamentalista, sbrigativamente chiamata “terrorismo” nacque come risposta contro l’imperialismo americano, e fu, inizialmente, gestita dall’alta borghesia nazionalista che vedeva minacciati i propri interessi di privilegio; si trattò allora dei vari “signori della guerra”, in realtà capi delle tribù che tutt’ora dominano l’Iraq, l’Afghanistan, l’Iran, il Pakistan e la Siria, Giordania e Arabia Saudita: Fra di loro divisi da differenti interpretazioni dell’Islam e ognuno con una propria legittimazione, trasportarono il loro dissenso dalla politica alla religione, per attirare le masse islamiche fin allora solo vittime di entrambe le parti.
L’integralismo islamico, sorto agli inizi dello scorso secolo, era sciita e riuscì a radicarsi nel tessuto sociale favorito dalle minacce che arrivavano dall’Occidente. L’adesione popolare alle forme fondamentaliste e integraliste acquistò un significato politico, staccandosi dai valori esclusivamente religiosi; in pratica si trattò di un regresso verso l’antica tradizione religiosa e sociale, che comprendeva anche il rapporto tra le classi, con una forma di accettata sudditanza della classe popolare a quella medio e alto borghese. Ma dall’Occidente arrivarono anche i principi del capitalismo che portava in sé i germi della crisi che provocarono un sempre maggiore accentramento del potere economico nelle mani degli USA, in termini internazionali, e nelle mani di capitalisti privi di scrupoli sociali nelle singole nazioni. Il lancio imposto della globalizzazione dei mercati sanzionò la frattura tra classi e tra nazioni. Tra le classi si disegnò il confine tra produttori e consumatori, tra proprietari dei mezzi di produzione e prestatori d’opera, tra creditori e debitori, dilatando la forbice dei consumi con eccesso del superfluo e mancanza del necessario.
A livello internazionale la frattura divise il mondo in nazioni opulenti, nazioni in via di sviluppo, terzo mondo e quarto mondo, queste ultime ricchissime di materi prime ma prive del potenziale culturale ed economico per lo sfruttamento in proprio delle loro ricchezze, diventando preda dei famelici “esportatori di democrazia. Nell’ambito della globalizzazione emersero nuove esigenze dell’apparato capitalistico, primo fra tutti la disponibilità di manodopera a basso costo, flessibilità del lavoro, decrescenti garanzie sindacali e, a volte, totalmente carenti. La conseguenza diretta fu la distruzione e, a volte la non formalizzazione dello Stato sociale, privatizzando i servizi essenziali che diventarono così non più costi dello Stato, bensì proventi dei privati; la classe lavoratrice è stata attaccata sul terreno normativo e salariale, quindi su quello assistenziale. Mentre tutto ciò accadeva a livello internazionale, molte nazioni, fra cui l’Italia, imitarono tali modelli in nome di un rinato liberismo che avrebbe migliorato le condizioni disagiate delle classi più deboli, favorendo un maggiore arricchimento delle classi capitalistiche, in quanto tale arricchimento si sarebbe dilatato anche alle fasce più povere. Iniziò la pretesa esportazione della democrazia, facendo credere alle masse popolari prese di mira che tale forma di governo, partendo dalla base popolare diventava garantista nei confronti delle classi emarginate. Ma cosa sta accadendo in realtà ? La democrazia, già a breve termine, se non tenuta rigorosamente nell’alveo della vera pluralità, produce il capitalismo, perchè ne ha bisogno per generare lavoro e dilatare il benessere all’interno di uno sviluppo equilibrato dell’economia, ma quando il capitalismo arriva ad avere il sopravvento non ha bisogno di democrazia e promuove una deriva autoritaria, la sola che può imporre il mantenimento dei privilegi che il mondo capitalista ha proditoriamente conquistato. L’esigenza dell’Occidente di manodopera a basso costo si è aggravata nel secolo scorso con la pretesa occidentale di controllare le fonti energetiche per averne il monopolio. Combinate in questo modo, le due esigenze messe insieme, e sostenute anche con guerre chiamate “preventive”, hanno consentito agli USA sia di gestire la forza lavoro di interi continenti per sfruttare la delocalizzazione produttiva, sia di impadronirsi della rendita parassitaria delle risorse petrolifere. Le conseguenze per le popolazioni sono state, sono e diventeranno sempre più devastanti, perché alle già precarie condizioni ambientali, il cui sviluppo è stato mortificato dalle colonizzazioni, si aggiungono le condizioni disumane e affamanti della globalizzazione dei mercati. E’ l’impostazione dell’imperialismo, sia di quello democratico occidentale che di quello socialista orientale; entrambi hanno rinnovato quella colonizzazione che nei secoli scorsi fu militare, con la nuoca colonizzazione economica. Questo è stato il brodo culturale nel quale il fondamentalismo prima e l’integralismo poi hanno fatto proliferare il nazionalismo arabo, coniugandolo con la religiosità.
La religione diventa supporto delle esigenze sociali mortificate prima dal colonialismo su base militare di conquista, ora dell’imperialismo che vuole imporre il suo “nuovo ordine” su base economica e di sfruttamento di intere popolazioni, sia sotto il profilo del lavoro che delle materie prime. La realtà odierna si scontra con la sua stessa storia che trova nei secoli l’accoppiamento religione-potere, con una continuità nel tempo che non trova riscontri nei governi occidentali.
Le borghesie islamiche di tutte le etnie, che hanno detenuto il potere nelle sue varie forme, ma sempre centralizzato e assolutistico, hanno utilizzato i precetti coranici per supportare il loro potere politico, economico e sociale. Trattandosi, per lo più, di sciiti nell’area medio-orientale, ogni etnia si è sempre richiamata ad una pretesa discendenza diretta dal profeta, identificandosi con una confessione che fornisce il suggello al dominio di classe. Gli esempi non mancano, suggellati da ragioni storiche, da antiche consuetudini e da radicate convinzioni.
• I sovrani del Marocco vantano la diretta discendenza da Maolmetto.
• I sovrani della Giordania preferiscono definirsi “re degli hascemiti” piuttosto che dei giornani; gli hascemiti appartengono alla tribù di appartenenza di Maometto, e vantono il diritto di essere considerati “custodi delle città sante”, che si trovano in Arabia, sotto la dinastia Saud che ne rivendica l’appartenenza, con una insanabile frattura tra le due case regnanti.
• A loro volta i Saud legittimano il loro potere con l’appartenenza alla confessione Waabita, alla quale, per motivi di cartello petrolifero, hanno aderito gli emiri del golfo , gli Al Sabbah del Kuwait, e i gli Yemeniti e i teocratici Omanidi.
• La Siria ufficialmente è una repubblica presidenziale, ma presidenziale al punto da non potersi distinguere da una monarchia assoluta, anch’essa avallata dall’appartenenza alla confessione alawita.
• Anche il laico libano di Jhumblat è governato in nome di una enclave drusa che trae origine da Al Darazi, che secoli fa fondò una delle tante scissioni sciite che approdò ad un movimento politico del quale oggi Walid, come prima di lui il padre, è signore e padrone. (Rosario Amico Roxas)

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Egitto: solidarietà ai cristiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Roma «Esprimo il mio plauso e garantisco il mio pieno appoggio all’idea lanciata dal sindaco Gianni Alemanno di organizzare una grande manifestazione per dare voce e forza a tutti coloro che nel mondo soffrono per la loro fede. La strage compiuta ad Alessandria d’Egitto è l’ultimo atto di una spaventosa persecuzione a livello internazionale ai danni dei fedeli cristiani. È giunto il momento di lanciare un monito forte e chiaro contro questo aberrante disegno criminale e dire basta al terrorismo e al fondamentalismo». Lo dichiara Lavinia Mennuni, delegata del Sindaco di Roma per le Pari opportunità e i rapporti con il mondo cattolico.  «Mi attiverò già da domani per mobilitare le associazioni cattoliche e delle altre confessioni e tutti coloro che credono nella libertà religiosa e pongono un rifiuto netto ad ogni forma di violenza e intolleranza. Da Roma, città del dialogo e della convivenza pacifica fra i popoli, dovrà partire un messaggio corale, a partire delle istituzioni, di fermezza e condanna contro chi, ancora oggi, semina odio e morte».

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VIII edizione del Galà della Solidarietà

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Roma- 5 Gennaio 2011 ? Hotel Marriott Rome ParkNella notte della Befana, una cena spettacolo per aiutare i bambini nel mondo più sfortunati. L’associazione ‘Un cuore per tutti’ Tutti per un cuore’ organizza l’evento che apre l’anno all’insegna dell’altruismo. Carrellata di personaggi dello spettacolo e dello sport per il sostegno concreto a tre importanti organizzazioni attive nel campo del volontariato internazionale: Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, Associazione Italiana Nomadi dell’Amore (Opera Don Orione) e Associazione Bambini Tibetani nel Mondo. Direttore artistico: Little Tony. Coordinatore artistico: Giovanni Galassi. Segreteria organizzativa: Michael Alexander Barnes. Patrocinano la serata: Sua Santità Il XIV Dalai Lama Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso,  Regione Lazio,  Provincia di Roma, Comune di Roma. Il Presidente della Repubblica Italiana ha conferito la Medaglia quale Premio di Rappresentanza alla Manifestazione
Prendono parte all’evento: Little Tony e la figlia Cristiana Ciacci, Miss Italia accompagnata da Enzo e Patrizia Mirigliani, Sergio Cammariere, Manuela Villa, Manuela Aureli, Enrica Bonaccorti, Fioretta Mari, Giucas Casella, Fabrizio Frizzi, Laura Vernizzi Campionessa mondiale di ginnastica ritmica, Pippo Baudo, Al Bano, Cesare Guidetti, Renato Balestra, Giovanni Pocaterra, Enrico Giovagnoli, Francesca Carli, Franco di Mare, Gazebo, Gabriele Valè, Marco Zeroundici, Marco del Freo, Hernan Gypsy, Annalisa Minnetti, Maurizio Gaglione, Philippe Leroy, Igor Barbazza, Nancy Squiteri, Olen Cesari, Franca Sebastiani, Ground Zero, Giovanni Baglioni, Massimo di Cataldo, Pino Insegno, Luca Barbarossa, Amedeo Minghi, Aldo D’Agostino, Giampiero Lattanzi, Voci del verbo essere, Le Iene –  Paolo Calabresi, Piero Giarrizzo, Antonio Zequila, Linda D, Elena Presti, Jessie Lee, Giusy Anna Vitola, I Bambini della trasmissione Rai ‘Ti lascio una canzone’ (Veronica Liberati, Sebastiano Cicciarella, Giuseppe di Lorenzo), il fotografo Raffaele Fazioli, il principe Emanuele Filiberto. Ed inoltre esponenti della SS Lazio e del Gran Premio del Motociclismo. In programma anche la sfilata delle creazioni dello stilista Cesare Guidetti: in passerella Miss Italia.
Decine i progetti già finanziati grazie alle passate edizioni. Ed anche questa volta i fondi raccolti verranno interamente devoluti a favore di tre importanti organizzazioni attive da tempo nel campo del volontariato internazionale: Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, Associazione Italiana Nomadi dell’Amore (Opera Don Orione) e Associazione Bambini Tibetani nel Mondo.
Per comprendere quanto prezioso sia il volontariato in questo ambito basti pensare che ogni anno nascono nel mondo circa 800mila bambini affetti da cardiopatie congenite di cui più della metà, in assenza di interventi chirurgici, non ha la speranza di vivere. (Claudio Bonato in sintesi)

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Roma F1: Da Pd solo polemiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

«Sul tema del Gran Premio di Formula 1 a Roma l’opposizione è capace di produrre solo polemiche infondate, velenose e invidiose. Lo spot sul progetto Roma Formula Futuro, passato la notte di San Silvestro su Rai Uno, non è stato finanziato da Roma Capitale, anche se l’Amministrazione capitolina è, ovviamente, interessata a cogliere tutte le opportunità economiche ed occupazionali connesse all’organizzazione di un evento sportivo di livello mondiale. Voglio ricordare che a questo scopo, da tempo, sono state attivate tutte le procedure amministrative previste per portare, quanto prima, all’esame dell’Assemblea capitolina il progetto definitivo del Gran Premio». È quanto afferma Luca Gramazio, capogruppo del Pdl in Campidoglio. «Roma Capitale – prosegue Gramazio – continuerà a sostenere con tutti i mezzi questa candidatura, ma nel rispetto del ruolo pubblico che gli compete. Un conto sono le procedure istituzionali – sottolinea Gramazio – un altro gli oneri e le sponsorizzazioni finanziarie che spettano, esclusivamente, ai promotori dell’evento. Il Pd, invece di riconoscere gli sforzi fatti dalla nuova Amministrazione per rimettere a posto conti pubblici disastrati da anni di malgoverno, inventa spese folli inesistenti e, dimostrando tanto fasulla ostinazione quanto scarsa lungimiranza, continua a opporsi in modo semplicemente ottuso a qualsiasi iniziativa che sia capace di dare a questa città la chance di poter finalmente competere con le altre grandi capitali europee, anche sul piano dello sviluppo e delle sue prospettive economiche».

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Decima edizione di Ice Master

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Valle Di Daone (Trentino) La decima edizione di Ice Master della Valle di Daone porta con se’ una grandi novita’. Dal 2011 la celebre gara di Coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio si disputa infatti per la prima volta su una struttura fissa, costruita durante l’estate in località Limes, ad alcune centinaia di metri rispetto da quella, mobile, utilizzata negli scorsi anni nel celebre anfiteatro di Pracul. Per la struttura di gara – una costruzione in gabbie tubolari fissata su tre blocchi di cemento armato rivestite di plastica verde riciclata per inserirsi al meglio nel contesto paesaggistico – i volontari sono al lavoro per allestire gli ultimi ritocchi al percorso ghiacciato, sotto la supervisione dell’ing. Maurizio Gallo. Un tracciato a mezzaluna, molto tecnico, che presenta pendenze e un grado di difficoltà maggiori, al quale saranno aggiunti negli ultimi giorni a ridosso della gara, alcuni “blocchi” di ghiaccio di forma cilindrica, lunghi 3 metri e dal diametro di circa 70 cm, realizzati in speciali celle frigorifere. Struttura nuova dunque, affidata ad una squadra di tracciatori collaudata, e – si può dire senza tema di smentita – uno dei team più competenti al mondo per gare di questo tipo.

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