Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Secondo Forum Nazionale geologi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Firenze il 21 Gennaio 2011 ospita il Forum Nazionale dei Geologi, organizzato dagli Ordini Regionali e dal Consiglio Nazionale dei geologi italiani, giunto al secondo appuntamento. Il primo si svolse a Roma ed in quella sede i geologi rilanciarono con forza l’appello alla prevenzione sul fronte del dissesto idrogeologico. A Firenze, i Presidenti degli Ordini Regionali, il Consiglio Nazionale dei Geologi completamente rinnovato con alla guida il nuovo Presidente, Gian Vito Graziano e le centinaia di geologi, focalizzeranno l’attenzione sul rischio sismico, in particolare sulle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni .
“L’Italia è un paese giovane dal punto di vista geologico, con catene montuose in piena formazione, per questo si verificano annualmente un elevato numero di terremoti, non tutti percepiti dall’uomo – ha affermato Roberto Troncarelli, neo – pesidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – e risulta essere una delle zone più sismiche del mediterraneo.  Le aree maggiormente colpite, in cui gli eventi hanno raggiunto il X e XI grado d’intensità  della scala Mercalli, sono le Alpi Orientali, l’Appennino settentrionale, il promontorio del Gargano, l’Appennino centro meridionale, l’Arco Calabro e la Sicilia Orientale. Nell’ambito dei rischi naturali che caratterizzano il nostro Paese, il rischio di terremoti è quello con impatto sociale ed economico più  elevato, per l’alta densità
“Secondo uno studio del CRESME – ha precisato il presidente dei geologi laziali – che ha incrociato i dati della localizzazione delle scuole con le mappe sismiche della Protezione Civile, in Italia più di 20.000 edifici scolastici, pari al 46% delle scuole, e il 41% degli ospedali si trovano in aree ad elevato rischio di terremoti, per un totale di circa 4,7 milioni di utilizzatori. Napoli è la Provincia con il maggior numero di unità a rischio,  La Protezione Civile valuta in oltre 100 miliardi di euro il costo cumulato dei terremoti negli ultimi 40 anni.
La pericolosità  degli eventi sismici risulta, purtroppo, amplificata dall’elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano: il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1971 e la normativa antisismica è entrata in vigore nel 1974. Questo benché, come si è potuto osservare nel recente terremoto dell’Aquila, la vetustà non necessariamente implica un cattivo stato di conservazione delle strutture e di risposta alle sollecitazioni sismiche, ma è sicuramente indicativa della tecnica costruttiva e del non utilizzo di tecnologie antisismiche”.   La sismicità  di un dato territorio viene infatti attribuita a seguito di qualche evento sismico che l’ha coinvolto.
In Italia l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mediante l’analisi delle registrazioni della Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC), localizza dai 1700 ai 2500 eventi di magnitudo pari o superiore a 2.5 ogni anno. Dall’analisi della sismicità storica è emerso che in media in Italia ogni 100 anni si verificano più di 100 terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 6.0 e dai 5 ai 10 terremoti di magnitudo superiore a 6.0”.  Il terremoto più distruttivo in Italia è stato quello di Messina del 1908. Ebbe una magnitudo pari a 7.1 e causò circa 80.000 vittime.“L’effetto di un terremoto, tuttavia, non dipende solo da fattori intrinseci, legati all’intensità dello stesso – ha concluso il Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – ma anche dall’assetto geologico e geomorfologico del sito dove si verifica.

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