Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Attività economica mondiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

L’attività tende a riprendersi ma è disomogenea. In pratica ha perso slancio rispetto i primi sei mesi dello scorso anno. Il risanamento dei bilanci, le deboli prospettive del mercato del lavoro e la diffusa sfiducia dei consumatori costituiscono un freno alla ripresa. In questo scenario le spinte inflazionistiche sono fisiologiche nei paesi industrializzati mentre per gli emergenti appaiono consistenti. Dentro questo panieri i maggiori rincari si avvertono sui beni alimentari. L’effetto trascinamento ci porta a segnali di moderazione del commercio mondiale. Un aspetto che in qualche modo vanifica la robusta ripresa avvertita fra il terzo trimestre del 2009 e il secondo del 2010. Negli Usa il presidente Obama si dice moderatamente ottimista per una ripresa economica del Paese. In effetti stanno crescendo i consumi e l’attività economica è in graduale aumento, mentre il mercato del lavoro registra un recupero. Ma questi segnali ci sembrano poco significativi per arrivare alla conclusione che il peggio possa essere passato del tutto. Sull’altra sponda del Pacifico il Giappone segnala un ulteriore indebolimento dell’attività. Per il momento la crescitas è stata sorretta dalla domanda interna e i consumi privati non hanno ceduto per via dei sostanziosi sussidi governativi. Nel Regno Unito siamo in una fase di modesta crescita del quadro economico complessivo tra la modesta dinamica del mercato immobiliare, lo stimolo alla politica monetaria e il deprezzamento della sterlina nell’intento di sostenere l’attività economica e le esportazioni. L’inflazione, invece, tende a salire, sia pure di poco passando dal 3,2% di aprile del 2010 al 3,7% dell’ottobre scorso. Non di molto si è scostata la situazione negli altri stati membri dell’U.E. In Russia si puo dire che le condizioni climatiche hanno fatto la differenza sull’economia. E’ rallentata con l’ondata di caldo eccezionale nei periodi estivi, pur mantenendo uno slancio vigoroso. Elementi di favore sono stati la graduale riduzione delle politiche fiscali, una forte domanda interna e gli investimenti del settore privato. In Cina il dato più significativo è la crescita del Pil che è stata pari al 9,6% nel terzo trimestre dello scorso anno anche se si è mostrata inferiore al precedente periodo che è stato del 10,3%. Il punto debole continua ad essere l’inflazione che mediamente si colloca sul 4,4% su base annua. La Cina, senza dubbio, si trova in una situazione favorevole non solo tra le economie emergenti ma anche rispetto alle altre del mondo occidentale. Lo deve ad una abbondante liquidità e a condizioni creditizie favorevoli. In buona sostanza possiamo dire che tutti i paesi emergenti dell’Asia segnalano un’espansione economica significativa sebbene negli ultimi mesi è stato rilevato un sia pur modesto rallentamento. Nell’America latina la ripresa è moderata, sono forti le spinte inflazionistiche soprattutto in seguito ai rincari dei beni alimentari. Il trend è significativo per il livello elevato dei corsi delle materie prime e per le azioni di stimolo sul piano interno ai flussi di capitale.(Riccardo Alfonso)

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