Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 8 gennaio 2011

La crisi dei livelli occupazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Oggi ci ritroviamo con milioni di disoccupati, cassaintegrati, precari, aree a rischio nel pubblico e nel privato, prepensionamenti e pensionamenti differiti. Così mentre ci lecchiamo le ferite la classe politica si diletta a discettare sul sesso degli angeli: crisi si, crisi no, occupazione inferiore a quella comunitaria o più grave, ripresa dell’economia o un nuovo default. Insomma il tutto e il contrario di tutto. Penso, a questo punto, di cercare un po’ di chiarezza riandando alla crisi dei primi anni novanta che ha preceduto questa e che in qualche modo ha segnato il declino del sistema paese sia dal punto di vista imprenditoriale sia occupazionale. Allora l’accresciuta flessibilità dei rapporti di lavoro favoriti dai cambiamenti normativi con il ricorso ai licenziamenti collettivi, consentì maggiori margini di aggiustamento dell’utilizzo di manodopera e del prodotto e a dare corso a rapidi aggiustamenti del trend imprenditoriale. Quella crisi oggi ci permette di rilevare la minore riduzione del numero degli occupati, ma non certo di sottovalutarne la criticità. Ciò comporterebbe una sottostima della crescita dell’occupazione nel periodo antecedente e una sottostima del calo durante la corrente fase emergenziale. Oggi secondo i dati della B.I., rilevati presso le imprese industriali e dei servizi, condotta nell’autunno del 2009, i settori imprenditoriali più esposti sono stati e continuano ad esserlo quelli correlati alla domanda mondiale. In questo senso dobbiamo dare ragione alle tesi sostenute da Tremonti che i nostri problemi occupazionali e imprenditoriali risentono delle difficoltà che provengono dall’esterno. Ciò non di meno buon senso avrebbe dovuto indurci a rivedere i piani di aiuto governativi e la stessa distribuzione delle risorse cercando, per lo meno, di non deprimere il mercato interno. Una via che non è stata praticata e oggi ci ritroviamo con il tentativo, da parte di alcuni settori industriali, vedasi la Fiat, di risolvere i problemi imprenditoriali e occupazionali con la stessa ricetta  degli anni novanta incidendo sulle normative sul lavoro. D’altra parte il Presidente del consiglio ha già reso chiaro il suo ragionamento, ripetuto giorni fa, secondo cui se in alcune aree del mondo gli operai sono pagati un dollaro ad ora, per poter reggere la concorrenza di quelle produzioni, a costi lavorativi tanto bassi, è necessario anche da noi “fare qualche sacrificio in più” (considerato che sarebbe stato scandaloso abbassare le retribuzioni) incidendo sulla maggiore produttività, minori diritti del lavoratore sull’assistenza sanitaria, maggiori costi gravati sulle famiglie riguardo i servizi, i trasporti, l’istruzione, ecc. E’ un ragionamento tipicamente autarchico, per non dire di un capitalismo che ci ricaccia agli anni bui del XIX secolo: ridurre la spesa pubblica contraendo gli esborsi per i servizi e caricandoli sulle famiglie. Questo significa che se vogliamo una scuola efficiente dobbiamo pagarcela. Lo stesso vale per la sanità, la giustizia, l’ordine pubblico, ecc. Se partiamo con queste premesse noi peggioriamo notevolmente il disagio esistenziale del 90% della popolazione e miglioriamo sensibilmente il benessere del restante 10%. Come potremmo uscirne? Incominciamo a dire che si rende necessaria la ridistribuzione delle risorse con delle priorità per vivacizzare la ripresa economica, senza farla ricadere necessariamente sui lavoratori, a ridurre gli elevati indebitamenti delle imprese, soprattutto le più piccole, nel ricorrere anche in maniera più intensa alla Cig che permette la riduzione dell’input di lavoro senza dover ridurre in modo permanente la forza lavoro e nel modificare la strategia investendo nel marchio e nella penetrazione nei mercati internazionali. Impegni che possono essere realizzati se si includono localizzazione, settore, dimensione, percezione della propria esposizione alla crisi e cambiamento della strategia di mercato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Germania: Mangimi, diossina in latte, uova e carne

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Nuovo scandalo alimentare: diossina in latte, uova e carne provenienti dalla Germania. Sotto accusa i soliti mangimi.  La notizia l’avevamo data gia’ il 4 gennaio scorso sul nostro sito web Ricordiamo che la diossina ha effetti cancerogeni, si accumula nel nostro organismo e viene molto lentamente eliminata. Che fare? Intanto per motivi precauzionali e fino a quando le competenti autorità non dichiareranno il “fuori pericolo”, sconsigliamo i consumatori di acquistare e assumere carne, latte e uova provenienti dalla Germania. Per le uova e la carne (almeno quella bovina) c’è l’indicazione del Paese di provenienza, per il latte si puo’ scegliere quello che riporta le informazioni relative (es. latte prodotto in Italia). Il problema si pone sui prodotti derivati, per esempio, il latte contaminato, la carne e le uova possono trovarsi in molti prodotti quali biscotti e dolci vari, yogurt e formaggi, paste alimentari, salsicce, ecc., dove non e’ indicato il Paese di origine. In questo caso il consumatore non ha molte difese se non la scelta di prodotti doc, che indicano il Paese e la zona di provenienza. Sarebbe opportuna una normativa generale sugli alimenti -che da tempo sollecitiamo- che indichi il Paese e le aziende di provenienza. Nel frattempo, occhio all’etichetta! (fonte Aduc)

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In certis fidelitas, in dubiis libertas

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Editoriale. Questa frase latina richiamata da un autore nel contesto di un suo saggio mi conforta nella mia scelta di dare spazio alle diverse voci critiche che mi giungono da taluni ambienti cattolici e laici che giudicano criticamente l’atteggiamento del Vaticano in favore dell’attuale governo e del suo Presidente del Consiglio. Mi sono messo nei panni di un cattolico praticante e mi sono chiesto se questa sorta di licenza nel vagliare la posizione di talune eminenze vaticane e di sottolinearne i comportamenti poco chiari fosse eticamente corretta o sarebbe stato più opportuno, per lo meno, tacere e alla fine ho convenuto che non è l’abito che fa il monaco e che in tutti noi vi può essere un monaco, sia pure in abiti civili. D’altra parte la fede, nella sua più ampia accezione, ci consente di valutare le cose con un metro di giudizio aperto al ragionamento, alla riflessione, alla critica e all’autocritica perché la formazione stessa di una linea di comportamento, di un rapporto con i nostri simili e la natura sottintende una continua revisione di tale prassi per costruire un mondo migliore fatto, di certo, non con gli annunci e i proclami ma con un impegno costante volto alla concretezza e alla consapevolezza che esiste un’area del disagio che va mondata, se vogliamo essere coerenti con la nostra etica, la nostra cultura, il rispetto che dobbiamo ai nostri simili ovunque si trovino e qualsiasi sia la loro condizione fisica, il loro colore della pelle o la professione religiosa e quanto altro. Lo dobbiamo perché in fondo al nostro animo sentiamo di essere costruttori di pace. Sentiamo il bisogno di crescere nelle opere virtuose e che tutti noi abbiamo un forte bisogno che chi ci guida possa identificarsi in un modello da seguire non solo per ciò che dice ma, soprattutto, per il modo come si identifica. Abbiamo seguito nelle alterne vicende della storia l’insegnamento dei grandi maestri della fede sia essa espressa laicamente o religiosamente e tutte le volte esse, per la forza che hanno espresso e la capacità di penetrare nel nostro animo per purificarlo, hanno travalicato la sfera temperale e hanno inondato lo spirito di intere generazioni senza soluzione di continuità e hanno reso possibile il superamento di terribili eventi e di grandi calamità naturali. Oggi il nostro grande travaglio sta nella caduta dei valori, nel bisogno di porre mano alle grandi riforme, ad una riflessione più accentuata sui temi dell’essere e dell’avere e se in tutto questo non ci sorregge il buon pastore a chi mai dovremmo rivolgerci? Ecco perché l’invito che ci facciamo è di non guardare le convenienze e i tatticismi ed essere capaci di affrontare la realtà con la forza delle nostre idee che scaturiscono dal profondo. E se il maestro sbaglia vuol dire che è sceso a valle e non riesce più a scrutare il mondo dalla cima del monte in cui era assiso. E’ tempo di riportarlo in vetta. Lo vogliamo sempre lì perché lui è e deve restare la nostra guida. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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New York e la body art

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Si è fatta conoscere dal pubblico con la body art e apprezzare dalla critica per i tratti decisi della sua pittura informale. Ucraina di nascita ma lombarda d’adozione, Natali Grunska è oggi tra gli artisti emergenti più rappresentativi e la conferma arriva direttamente dal successo di “The Odissey Within”, l’ultimo prestigioso evento che l’ha vista protagonista a New York, ospite di Agora Gallery. Una decina in tutto le opere esposte, per oltre tre settimane, accanto ai quadri dei più grandi maestri della pittura contemporanea e di giovani promesse dell’arte provenienti da tutta Europa. In migliaia hanno affollato la galleria in questi giorni di festa per ammirare i colori emotivi delle tele di Natali. In mostra il meglio della produzione informale, ma anche pezzi dedicati al paesaggio lombardo e ai laghi piemontesi, poi  spazio alla figura femminile, interpretata abilmente con occhi disincantati ed estro particolare.
Natali Grunska, da oltre 5 anni, vive e lavora a Origgio, piccolo centro industriale alle porte di Milano e proprio nell’hinterland del capoluogo ha sviluppato alcuni dei suoi progetti più importanti, dalla body-art all’arteterapia negli ospedali, senza mai abbandonare l’amore per la pittura tradizionale. Bambina talentuosa, a soli 8 anni Natali Grunska vinse un prestigioso premio d’arte in patria. “Il tema era quello del cosmo e dei bambini – ricorda l’artista – fu il Presidente Gorbaciov a premiarmi, un’emozione indimenticabile”. Oggi le sue opere fanno parte di importanti collezioni private e Natali è conosciuta per la partecipazione artistica ad eventi nazionali prestigiosi, come il concorso di bellezza Miss Italia, dove si è esibita nella body-art. Di recente, l’artista ha presentato una nuova serie di opere dedicata a uno dei grandi temi dell’umanità, quello della conoscenza e dell’astrologica. Tema antico e complesso per un artista che indaga l’anima umana con la delicatezza e la curiosità tipica della coscienza femminile. Colori accesi e tratti decisi sono il punto di forza delle sue opere, in un perfetto connubio tra natura e cultura. (www.nataligrunska.it) (quadri, natali)

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La “Fòcara” di Novoli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Novoli (Lecce) fervono i preparativi per la magica notte del 16 gennaio La “Fòcara”, il fuoco più grande del bacino del Mediterraneo, tornerà a bruciare il prossimo 16 gennaio. A Novoli, il piccolo comune nel cuore del Salento, sono già iniziate ad arrivare le prime fascine di tralci di vite secchi, sapientemente assemblate con tecniche antichissime, tramandate gelosamente di padre in figlio. E saranno proprio queste a costruire il falò di 25 metri di altezza e 20 metri di diametro, che verrà acceso a conclusione di un lungo percorso costellato di eventi.La “Fòcara” è un antichissimo rito nato per la Festa di Sant’Antonio Abate, patrono della città, che ancora oggi racconta dell’identità popolare di questa terra.
Promosso da Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Novoli in collaborazione con numerosi partner pubblico-privati, l’evento è carico di simboli legati alla cultura popolare e contadina del territorio.  Il fuoco sacro e rigenerante della terra ogni anno, da secoli, viene acceso la sera della vigilia della festa con una gragnuola di fuochi pirotecnici. Così il “fuoco buono di Puglia, messaggero di pace nel mondo” diventa universale simbolo di pace e di solidarietà. Attorno al fuoco, sono tanti gli eventi che rendono questo appuntamento unico e davvero imperdibile. Dalla riscoperta di un tratto meno noto e celebrato della medievale via Francigena a cui verrà dedicato un convegno, alla vetrina di prodotti tipici e enogastronomici di questa terra, dal concorso fotografico “La Fòcara, paesaggi di fuoco e spirito mediterranei” alla collaborazione con l’associazione “Forlife onlus” per la realizzazione di progetti umanitari per l’Africa “Fòcara for Africa”, fino ai concerti e agli spettacoli intorno al fuoco che quest’anno vedono ospiti d’onore Elio e le Storie Tese, l’inverno del Salento si scalda in questo particolarissimo weekend di gennaio a  Novoli. (focara)

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Sandokan, o la fine dell’avventura

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Roma  11 (ore 21) al Teatro Biblioteca Quarticciolo è di scena la rivisitazione della celebre storia del pirata della Malesia, con echi shakespeariani e un’interpretazione assolutamente originale: “Sandokan, o la fine dell’avventura”, liberamente tratto da “Le Tigri di Mompracem” di Emilio Salgari. Lo spettacolo, scritto da Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Giulia Gallo e Giulia Solano, anche in scena con Gabriele Carli ed Enzo Illiano, replica mercoledì 12 gennaio (ore 17).  Il luogo in cui si svolge l’azione è una cucina: attorno ad un tavolo si raccolgono i quattro personaggi che, indossato il grembiule, iniziano a vivere le intricate gesta del pirata malese. Perno dell’azione è l’ortaggio, in tutte le sue declinazioni: carote-soldatini, sedani-foresta, pomodori rosso sangue, patate-bombe, prezzemolo ornamentale. E poi cucchiai di legno come spade, grattugie come cannoni, una bacinella piena d’acqua per il mare del Borneo, scottex per cannocchiali, e ancora sacchetti di carta, coltellini, tritatutto. Il racconto si affaccia alla mente degli spettatori, per poi esplodere con una frenesia folle che contagia. La cucina è casa di Sandokan, nave dei pirati, villa di Lord Guillonk, foresta malese, spiaggia di Mompracem. Fedele all’ideale di un ironico esotismo quotidiano (Salgari non si avventurò mai oltre l’Adriatico) lo spettacolo – attraverso la rifunzionalizzazione di semplici oggetti d’uso – è un elogio all’immaginazione, che rischia di naufragare nel blob superficiale dei nostri tempi e al tempo stesso una satira di costume. Piccoli uomini ù e i loro grandi sogni si scontrano in un gioco scenico buffo ed elementare. (Sandokan)

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Concorso giornalisti del mediterraneo

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Bari – Al via la 3° edizione del concorso Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo”. Il premio,  organizzato dall’Associazione “Terra del Mediterraneo”,  è in partnership con Europuglia, portale di promozione delle attività e dei progetti del Servizio Mediterraneo della Regione Puglia, e con il patrocinio della Rai-Segretariato Sociale; dell’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia; Provincia di Bari; Comune di Bari e Corpo Consolare di Puglia, Basilicata e Molise, nonché, di Università italiane, Centri Culturali e Istituzioni regionali, nazionali e internazionali. Il concorso si articolerà in quattro sezioni: Economia e politica internazionale; Donne e integrazione sociale; Carceri e diritti umanitari; Turismo religioso e promozione del territorio. E’ possibile scaricare il bando dal sito http://www.terradelmediterraneo.it o chiedere informazioni chiamando il numero 346/82.62.198. I lavori dovranno prevenire entro e non oltre il 12 aprile 2011. Dunque, prende forma la 3° edizione dopo l’exploit della sua 1° edizione nel 2009, con oltre 100 giornalisti provenienti dall’Italia, dall’Albania, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Romania, e quella del 2010 che annovera, tra candidati e vincitori, giornalisti delle più importanti testate nazionali ed internazionali quali Panorama, Ansa, Rai News24, La7, Rete4, TGR Rai, Il Messaggero, La Stampa e le Scuole di Giornalismo di Perugia e Torino.
Nell’ambito della manifestazione, riceveranno il Premio “Caravella del Mediterraneo” i giornalisti Gino Falleri, segretario aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa; Giuseppe De Tomaso, direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno;  Padre Gianfranco Grieco, già inviato de “L’Osservatore Romano” al seguito di Paolo VI e di Giovanni Paolo II e direttore responsabile della rivista “Familia et Vita”. Premio alla Memoria a Pietro Virgintino, giornalista del Resto del Carlino e critico cinematografico. (fausto)

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Il gatto con gli stivali

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Roma 8 e domenica 9 gennaio (ore 17) al Teatro Tor Bella Monaca è di scena la favola del gatto reso celebre dalle penne di Giambattista Basile, Charles Perrault e dei Fratelli Grimm: “Il gatto con gli stivali”, uno spettacolo del Teatro delle Marionette degli Accettella.  Un gatto parlante dalla coda intelligente mette nel sacco il re Pappone facendogli credere qualcosa. Ma non finisce qui! Compagnia Teatro delle Marionette degli Accettella  Autore: Icaro Accettella  regia: Alessandro Accettella.  Fascia d’età: dai 3 ai 7 anni
Un gatto parlante dalla coda intelligente sfida l’orco di Carabas a trasformarsi in un piccolo piccolo Topolino, per mangiarselo in un sol boccone. Ma non finisce qui! Un gatto parlante dalla coda intelligente fa sposare Masino, il povero del mulino, con la principessa Caramella. E qui finisce.  Perché  vissero tutti felici e contenti tranne l’orco!   Gli Accettella portano sul palcoscenico la celebre favola che ha deliziato generazioni di bambini, papà, mamme e nonni, raccontata attraverso le marionette in legno di Ferdinando Codognotto.  (il gatto)

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Lecture by HE Tim Fischer AC

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Roma 11 gennaio 2011, alle 18:30 Istituto Tevere Centro pro Dialogo, Via di Monte Brianzo,82  Lecture by HE Tim Fischer AC Australian Ambassador to the Holy See At the start of a New Year by the Gregorian Calendar in Rome, As viewed from the new Australian Chancery to the Holy See, looking both East and West: Communications that count in  the 21st century.
H. E. The Honourable Timothy Andrew Fischer AC was born on 3 May 1946 in Lockhart,  New South Wales, and educated at Boree Creek and Xavier College, Melbourne. He is  married with two sons. After graduating as an Australian Army Officer he served in the infantry in Australia and  Vietnam (1966-1969).  He served in the New South Wales Parliament (1971-84) and the Australian Federal  Parliament (1984-2001) including as Leader of the National Party, Minister for Trade and  Deputy Prime Minister (1996-99).  Mr Fischer was Leader of the Official Australian Delegation which oversaw the ballot held  on 30 August 1999 in East Timor.  In 2005 Tim Fischer was appointed Companion of the Order of Australia. On the 12 February 2009 he presented Credentials to Pope Benedict XVI as Ambassador to the Holy See.

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Barbera: dichiarazioni ingiuriose

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Roma.”Non bastano le parole di condanna del Sindaco Alemanno nei confronti delle allucinanti dichiarazioni sul 25 aprile di un consigliere del suo stesso partito, Ugo Cassone, per considerare chiuso il ‘caso’. Non è, infatti, la prima volta che il suddetto esponente politico, proveniente dalle fila dell’estrema destra romana, si caratterizza per  affermazioni o iniziative che sono assolutamente incompatibili con i principi della nostra Costituzione e che offendono la coscienza civile e democratica dei cittadini italiani e romani. Forse, alcuni esponenti politici, prima di candidarsi ai ruoli istituzionali, dovrebbero dimostrare alla collettività di conoscere per lo meno la storia del proprio Paese e della loro città. E’ una vera vergogna che un membro di un organo istituzionale che rappresenta  una città che è Medaglia d’Oro alla Resistenza possa ‘sputare’ impunemente sul 25 aprile”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera,   esponente del Prc-Federazione della Sinistra  e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

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Pisistrato, Pericle e… Berlusconi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Dopo la lezione sulla Democrazia del discorso di Pericle agli ateniesi del 461 a.Ch., che ho inviato a tutti gli amici virtuali della mia rubrica, proseguo nel revival classico, ricordando loro la figura di Pisistrato,. Personaggio ambiguo, tiranno ateniese  del VI secolo a. Ch. Si tratta di una memoria storica che deve chiarirci i presupposti culturali dell’approccio alla politica da parte dell’attualissimo presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Certamente non poteva prendere ad esempio Pericle con quelle sue imprudenti dichiarazioni sulla democrazia, sull’uguaglianza, sul rispetto delle leggi, specialmente intorno all’onore dovuto ai magistrati, così, per rimanere in tema classico ecco emergere Pisistrato, il grande suggeritore, dal profondo della storia, distante 26 secoli  e rotti. Pisistrato  dopo vari tentativi riuscì a instaurare la dittatura ad Atene, con abili manovre si inserì nella politica ateniese, già allo sbando.  Ma come fece ad ottenere il consenso popolare? E qui sta l’originalità di Pisistrato. Praticamente si autolesionò, provocandosi piccole ferite insignificanti, ma sanguinolenti e si mostrò al popolo sanguinante, recitando alla perfezione la parte del ferito; attribuì l’attentato ai suoi nemici e al clima di violenze contro di lui che si era instaurato ad Atene. Il popolo, abilmente manovrato  dai servi di Pisistrato, si mosse a compassione, al punto da creare una guardia personale all’infido personaggio, composto da 300 fedelissimi, anche stavolta controllati dai servi ben remunerati di Pisistrato. Con quell’esercito personale, Pisistrato potè occupare  l’Acropoli  (il Quirinale di Atene !) e mettere in atto la sua dittatura. Ma nella democrazia ateniese esistevano gli oppositori, i quali, superando dissidi personalistici, si coalizzarono e riuscirono a scacciare Pisistrato, che fuggì in esilio in un’isola dell’arcipelago greco (l’Antigua di allora). E’ abbastanza chiaro l’insegnamento della storia? (Rosario Amico Roxas)

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Creme solari in montagna: Consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Tempo di montagna, di neve, sole, freddo e vento. La neve  riflette i raggi del sole 4 volte piu’ della sabbia (+400%) ed ha effetti piuttosto aggressivi  sulla pelle. La minore distanza dal sole e il conseguente aumento delle radiazioni, il freddo e il vento completano l’opera. Occorre quindi una buona crema solare per evitare le scottature e danni maggiori, quali il melanoma. Ricordiamo che il sole e’ responsabile per il  70% dell’invecchiamento della nostra pelle. Molti consumatori utilizzano le creme tenute in cassetto dall’estate scorsa. Sono ancora efficaci? Anche le creme solari hanno una scadenza. La legge prevede che, oltre all’elenco degli ingredienti, sia mostrata anche la data di scadenza post apertura. L’indicazione e’ effettuata a cura del produttore. Le creme solari sono costituite da una emulsione di grasso, acqua e filtro solare ed e’ proprio la presenza del grasso che pone il problema della durata delle creme, perche’ puo’ rapidamente degradarsi, soprattutto se viene esposto al calore, e far perdere efficacia al prodotto. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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L’appello per Bersani

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

“L’appello lanciato  al segretario del PD a tutte le forze dell’opposizione, affinché trovino insieme la spinta necessaria a riformare l’agenda del Paese, denota responsabilità e lungimiranza. Lungimiranza perché la costruzione dell’alternativa, per essere solida e duratura, richiede una prospettiva più lunga e nobile di quella asfittica del ‘giorno dopo giorno’ alla quale ci inchiodano Berlusconi e i suoi consulenti di comunicazione. Responsabilità perché, pur nel riconoscimento reciproco delle differenze che esistono nel fronte composito delle opposizioni, è indispensabile oggi individuare una più ampia convergenza di visione e di azione per restituire all’Italia un futuro dignitoso. Bersani dimostra così esplicitamente di rigettare le sterili contrapposizioni ideologiche di chi antepone i propri piccoli interessi di parte a quelli generali del Paese.  Le riforme non sono più rinviabili. I conservatorismi e il populismo, di destra e di sinistra indistintamente, non servono all’Italia e men che meno potranno farci uscire dal lungo incubo berlusconiano. Il messaggio non poteva essere più chiaro di così. L’auspicio è che con la stessa franchezza si avvii da oggi un confronto il più possibile proficuo tra tutti quelli che si sono sentiti chiamati in causa dall’intervento del segretario del PD”. Lo afferma, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta, Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del Partito Democratico.

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Le supposte del cavaliere

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

(Commento a Il Messaggero del  7 gennaio 2011 su dichiarazione Bonaiuti: “Da tre giorni su diversi giornali sono spuntate supposizioni prive di fondamento”) Si tratta dell’antico vezzo italico di sostenere e auspicare supposte illazioni nella speranza che possano avverarsi. Ma si tratta di ipotesi sperate, agognate, sognate (forse), ma pur sempre supposte e non verificabili nella concretezza. Il presidente del consiglio si diletta in questo esercizio presentando una realtà di comodo, in modo che il popolo italico possa elaborare i suoi sogni in supposte illazioni e poter dare fiato alle trombe per esorcizzarle.  Ma la collaudata consuetudine all’ascolto sempre più distratto, porta a non credere più alle affermazioni cavalleresche, sapendo benissimo che saranno smentite dai vari portavoce sempre pronti a confermare o smentire a seconda, e in ossequio,  degli ultimissimi ordini ricevuti. Affermazioni e smentite, accuse e ritrattamenti, insulti e negazione di averle mai proferite, il tutto nella incertezza di dover decidere quale sia la verità del giorno (che sarà smentita in serata).
Agli attoniti e sempre disponibili seguaci, non resta che elaborare le vicissitudini raccontate  e trasformarle in supposte certezze. ma prevalentemente supposte. (Rosario Amico Roxas)

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Roma: multe nel centro storico

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Il Primo Gruppo della Polizia Municipale chiude il 2010 con quasi 205mila multe elevate: 173.104 sono quelle che per infrazioni alla sosta e 31.372 quelle relative alle norme di comportamento al volante. In particolare, sono state 26.468 le contravvenzioni per violazioni della sosta nelle isole pedonali e 23.725 quelle per intralcio alla circolazione.  Per quel che riguarda le isole pedonali, la “classifica” delle multe vede in testa via del Corso (2.856 contravvenzioni) seguita da piazza Farnese (2.773), piazza di Spagna (2.654), piazza Navona (1.375) e piazza S. Pantaleo (1.208). La lotta all’intralcio alla circolazione vede in testa via Giulia (4.026 multe), in via di Propaganda con 1724 sanzioni, piazza del Popolo (1.437) via Marsala  (541) e di nuovo via del Corso con 460 contravvenzioni. Particolarmente attivi, poi, gli uomini del Primo Gruppo nel controllo delle aree adibite al carico e scarico merci e per la repressione della sosta in doppia fila.  Per il carico e scarico delle merci, sono state registrate 10.432 contravvenzioni. Le aree vicine alla Stazione Termini le più interessate: via Giolitti (725) via Principe Amedeo (706), via dei Sabini (584), via Marsala (572) e piazza di Spagna (536). Sempre nella zona della Stazione Termini si sono registrate le violazioni più ricorrenti per la sosta in doppia fila: via Filippo Turati (838) via Principe Amedeo (600), via Merulana(458) via Giolitti (380) e via Cavour (323) guidano questa lista.  L’analisi delle sanzioni per la violazioni “dinamiche” conferma l’idoneità del sistema di “controllo a rete” della Municipale del Centro Storico: 506 le sanzioni per transiti irregolari nelle zone pedonali e 2.637 vetture sono state multate per indebito accesso in Zone Traffico Limitato. Ma anche il controllo della mobilità dei veicoli pubblici ha segnato un punto a favore dei Vigili: 3.223 veicoli multati per aver occupato indebitamente le corsie degli autobus Atac e, nell’ambito della sicurezza stradale, 3.381 automobilisti sono stati sanzionati per guida con il cellulare senza auricolare. Il passaggio con il semaforo rosso, infine, considerato il comportamento stradale più pericoloso, è stato sanzionato 4.236 volte. Anche qui, una piccola classifica: gli automobilisti più insofferenti alla luce rossa si sono registrati a Porta Maggiore/ Giolitti (1000 multe), Numa Pompilio (417), Bocca della Verità/Via della Greca (306), viale Manzoni/E. Filiberto (115) e Via Labicana/ Merulana (108).

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L’Italia e il tricolore

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

“Ritengo che la celebrazione di oggi che rimette al centro dell’attenzione un simbolo di unità e di appartenenza nazionale come il Tricolore, rappresenti il lodevole punto di partenza per un percorso di comprensione e commemorazione di uno dei momenti più importanti della storia del nostro Paese, che deve innanzitutto coinvolgere i più giovani e vedere impegnate in prima linea le istituzioni oltre ogni steccato ideologico o meramente politico”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato Fli. “Al di là del carattere celebrativo, la valorizzazione del simbolo per eccellenza della nostra Italia – spiega – deve rappresentare il veicolo attraverso cui avviare un processo di rafforzamento e rinvigorimento della coscienza di unità nazionale per la quale, come ricordava oggi il Presidente Napolitano, tanti italiani in ogni momento della storia hanno dato la vita”. “Il tricolore infatti rappresenta il vessillo di un Italia a volte anche lontana – conclude – il legame di appartenenza che unisce molti connazionali oltre confine con la loro terra di origine. E per questo le celebrazioni di quest’anno hanno un ulteriore valore quello di unire in un unico abbraccio ogni italiano sparso in ogni parte del mondo, per ritrovare e rinnovare i sentimenti di orgoglio, rispetto ed onore verso il proprio Paese”.

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Bossi e l’Unità d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

“La frase pronunciata dal leader del Carroccio sulla presunta negatività dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia senza il federalismo è indegna e disonorevole. Umberto Bossi dovrebbe ricordare che il suo attuale ruolo di Ministro delle Riforme per il Federalismo gli impone rispetto e lealtà verso tutte le Istituzioni e soprattutto verso la sua Patria. Si vergogni e sappia che, se queste sono le premesse del federalismo, non sarà difficile votargli contro in Parlamento”. Quanto dichiara l’on Roberto Menia (FLI).

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Inconciliabile con la scienza… perché?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

(Margherita Hack: inconciliabile con scienza Il Messaggero del 7 gennaio 2011 – nota a commento) La ben nota astrofisica, orgoglio della scienza nazionale, sembra, talvolta, portare occhiali forniti di paraocchi, che costringono ad una visione limitata e unidirezionale.
Trascura infatti il binomio che regola il rapporto tra scienza e Fede, un rapporto che identifica due livelli separati, pur se paralleli nel loro andamento: il livello immanente, di pertinenza scientifica che coinvolge l’intelletto e la ragione e il livello trascendente che coinvolge la coscienza e la Fede. Premesso che il big bang è una ipotesi plausibile e che è probabile che l’universo sia in un momento di espansione a cui seguirà una implosione con conseguente raccolta di tutta la materia dell’universo in un buco nero, da cui è plausibile prevedere, essendo l’isteresi energetica nulla, il ripetersi del big bang…e così via di seguito…, mi viene da pensare che questo sistema si sia ripetuto da sempre…per cui la  materia, è da dedurne, sia stata CREATA da SEMPRE  (… Dio creatore, Dio Eterno e, quindi, creatore da sempre, non occasionalmente come espressione della volontà, ma “da sempre” come essenza stessa della Sua natura divina e creatrice).  Questo concetto “della materia eterna” non è in contrasto con l’eternità di DIO essendo quest’ultima al di fuori del tempo e dello spazio nel trascendente  (nella eternità del presente), mentre la prima nell’immanente, dentro le dimensioni spazio-temporale che rappresentano il suo limite e  la sua finitezza. (Rosario Amico Roxas)

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Formula uno a Roma?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

«Esprimo il mio apprezzamento al presidente della Commissione Sportiva Automobilistica italiana (Csai), ingegner Angelo Sticchi Damiani. Infatti, il Comitato Esecutivo della CSAI ha pronunciato l’auspicio che, in Italia, venga disputato un secondo Gran Premio di Formula 1, invitando l’Aci, tramite il suo presidente, avvocato Enrico Gelpi, ad indirizzare tale richiesta alla Federazione Internazionale e alla FOM di Bernie Ecclestone, titolare dei diritti. Questa decisione è un passaggio preliminare di grande importanza per portare la Formula 1 nella Capitale e testimonia la bontà dell’intero progetto anche per la più autorevole delle Commissioni tecniche dello sport automobilistico italiano. Voglio, inoltre, rimarcare come anche il Comitato Esecutivo CSAI – assolutamente in linea con quanto io stesso ho sempre sostenuto – ha riconfermato la prevalenza di Monza nel caso in cui ci sia un solo Gran Premio per Nazione». Lo afferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma.

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Il federalismo è un imbroglio?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Dichiarazione del Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini “Il federalismo rischia di rivelarsi l’ennesimo imbroglio dei partiti ai danni dei cittadini, spostando solamente la sede della spartizione partitocratica dal centro alla periferia. Per evitare che questo accada, è necessario che al federalismo si accompagni una grande riforma americana delle istituzioni, a partire dal sistema elettorale”, ha dichiarato Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, nel corso dei lavori del Comitato Nazionale riunito da oggi a domenica nella sede di Via di TorreArgentina. “Le opposizioni – ha aggiunto – dovrebbero esigere una riforma in senso maggioritario, in particolare il Pd che già nel 2008 l’aveva promessa ai propri elettori. Non si può mantenere un parlamento di nominati, né credere di governare con l’appoggio di pochi deputati disposti a cambiare casacca un giorno sì e l’altro no”. “Noi Radicali continueremo, attraverso la ricerca di dialogo e confronto a tutto campo, a batterci per una riforma dello Stato, come unica soluzione per invertire la tendenza sessantennale che ha spinto il nostro Paese sull’orlo del collasso democratico”, ha concluso Staderini.

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