Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

In certis fidelitas, in dubiis libertas

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Editoriale. Questa frase latina richiamata da un autore nel contesto di un suo saggio mi conforta nella mia scelta di dare spazio alle diverse voci critiche che mi giungono da taluni ambienti cattolici e laici che giudicano criticamente l’atteggiamento del Vaticano in favore dell’attuale governo e del suo Presidente del Consiglio. Mi sono messo nei panni di un cattolico praticante e mi sono chiesto se questa sorta di licenza nel vagliare la posizione di talune eminenze vaticane e di sottolinearne i comportamenti poco chiari fosse eticamente corretta o sarebbe stato più opportuno, per lo meno, tacere e alla fine ho convenuto che non è l’abito che fa il monaco e che in tutti noi vi può essere un monaco, sia pure in abiti civili. D’altra parte la fede, nella sua più ampia accezione, ci consente di valutare le cose con un metro di giudizio aperto al ragionamento, alla riflessione, alla critica e all’autocritica perché la formazione stessa di una linea di comportamento, di un rapporto con i nostri simili e la natura sottintende una continua revisione di tale prassi per costruire un mondo migliore fatto, di certo, non con gli annunci e i proclami ma con un impegno costante volto alla concretezza e alla consapevolezza che esiste un’area del disagio che va mondata, se vogliamo essere coerenti con la nostra etica, la nostra cultura, il rispetto che dobbiamo ai nostri simili ovunque si trovino e qualsiasi sia la loro condizione fisica, il loro colore della pelle o la professione religiosa e quanto altro. Lo dobbiamo perché in fondo al nostro animo sentiamo di essere costruttori di pace. Sentiamo il bisogno di crescere nelle opere virtuose e che tutti noi abbiamo un forte bisogno che chi ci guida possa identificarsi in un modello da seguire non solo per ciò che dice ma, soprattutto, per il modo come si identifica. Abbiamo seguito nelle alterne vicende della storia l’insegnamento dei grandi maestri della fede sia essa espressa laicamente o religiosamente e tutte le volte esse, per la forza che hanno espresso e la capacità di penetrare nel nostro animo per purificarlo, hanno travalicato la sfera temperale e hanno inondato lo spirito di intere generazioni senza soluzione di continuità e hanno reso possibile il superamento di terribili eventi e di grandi calamità naturali. Oggi il nostro grande travaglio sta nella caduta dei valori, nel bisogno di porre mano alle grandi riforme, ad una riflessione più accentuata sui temi dell’essere e dell’avere e se in tutto questo non ci sorregge il buon pastore a chi mai dovremmo rivolgerci? Ecco perché l’invito che ci facciamo è di non guardare le convenienze e i tatticismi ed essere capaci di affrontare la realtà con la forza delle nostre idee che scaturiscono dal profondo. E se il maestro sbaglia vuol dire che è sceso a valle e non riesce più a scrutare il mondo dalla cima del monte in cui era assiso. E’ tempo di riportarlo in vetta. Lo vogliamo sempre lì perché lui è e deve restare la nostra guida. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta a “In certis fidelitas, in dubiis libertas”

  1. Aldo Cannavò said

    Condivido completamento l’articolo,aggiungendo che il maestro spesso deve giungere a valle,per vedere il particolare,mentre dalla cima del monte può osservare l’insieme,ma non il particolare. Apprezzo molto la riflessione sui “costruttori di pace”, che fà parte delle beatitudini evangeliche.

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