Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 9 gennaio 2011

Quale scienza per il XXI secolo?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Albert Einstein

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L’evo moderno per la scienza parte dalla meccanica classica di Galilei-Newton, si dispiega con la relatività di Einstein ed oggi tende ad affrontare “l’insondabile” cercando di ridurre sempre più lo spazio che ci divide con l’ignoto che va oltre le stelle e va oltre la nostra vita. Non vi è dubbio che il principio di relatività di Einstein formulato nel 1905 è l’effettivo classico giro di boa della scienza contemporanea. Con lui abbiamo digerito non senza qualche difficoltà di comprensione il modo di stabilire una profonda connessione tra spazio e tempo o cronotopo a quattro dimensioni, l’uso della geometria degli iperspazi, cioè a più di tre dimensioni. Senza voler avere la pretesa di addentrarmi in una materia certamente affascinante ma altrettanto ostica per i nostri palati di non addetti ai lavori posso semplicemente dire che il vero segreto sulle origini della vita, intendo nella forma scientifica testata, resta inaccessibile, anche se la fantascienza più volte vi soccorre con teorie suggestive ma che hanno il solito difetto di non essere provate di là di ogni ragionevole dubbio. Penso, ad esempio, all’Universo e al problema cosmologico. “Le difficoltà della cosmologia – osserva Giuseppe Arcidiacono – derivano dal fatto che noi non possiamo muoverci liberamente nello spazio e nel tempo e quindi ci dobbiamo limitare ad osservare l’universo.” Questa impotenza della scienza di produrre dal sapere scientifico un sistema di verità definitive, ma di procedere solo per tentativi ed errori ci da la misura dei complessi problemi che sono a monte e delle sfide che noi abbiamo lasciate ai posteri, sia pure ad torto collo. Posso solo aggiungere l’interessante riflessione che ho proposto nel mio libro “Le ombre” dove la risposta sui temi della vita e della morte pur non trovando una spiegazione definitiva in termini scientifici in un certo qual modo li affianca con una conversazione da me avuta con una “entità” che vi appare e vi scompare e che sembra volermi dire che esiste una attiguità di mondi paralleli che la nostra vista non riesce ad individuare, colta da cecità spaziale, e che la loro interdipendenza ci rende meno soli nell’universo ma non ci spiega il perché dei nostri errori e delle nostre malvagità se non come uno specchio delle “cattive brame” che spettatori di una immaginaria platea assistono allo spettacolo che noi offriamo loro con trame da film degli orrori. Siamo i guitti dell’universo, ma specializzati in parti drammatiche. Forse la scienza potrà renderci tutto ciò più consapevoli o escluderlo in modo definitivo. Forse è proprio questo l’altro giro di boa che ci attendiamo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Democrazia e diritti dell’uomo

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Editoriale. L’esigenza fondamentale dell’uomo è quella di essere considerato “persona” e, di conseguenza, soggetto di diritto. E’ il suo modo di essere derivante dalla sua esistenza e dai rapporti che instaura con un altro uomo-soggetto. Da questa relazione di reciprocità si fonda la società e la sua complessa rete intersoggettiva sia nei contatti personali sia in quelli correlati alle rispettive attività. Ne scaturisce uno studio approfondito sulla questione di sapere in che consistano questi diritti e se essi debbano essere considerati come dei diritti naturali o solo risultanti dal diritto positivo. Ma su tutto ciò vi presiede il diritto di libertà sia pure acquisito secondo i luoghi, le epoche e la natura dello Stato in cui vive. In pratica può verificarsi che l’uomo creatore dello Stato diventi a sua volta un sottoposto al potere di un’autorità divenuta autonoma e dominante e che potrebbe vanificare in parte o in tutto i suoi diritti. Da qui la nascita dei conflitti ma anche dei riconoscimenti che intendono prescindere da tutto il resto. Pensiamo al diritto alla vita. Dire, ad esempio, che l’essere vivente vuole morire è un concetto irrazionale e va respinto. Di conseguenza il diritto alla vita “è il diritto che ha la sua origine nell’uomo-soggetto, che è soggetto del diritto, un diritto pertanto incontestabile” come ha affermato in suo scritto Guido Gerin. Ma, aggiungerei, non basta. Lo Stato in quanto tale deve farsi carico di qualcosa in più. Il diritto alla vita non si apre e si chiude al primo vagito. Vanno soddisfatte le sue esigenze di nuovo venuto dalla tutela alla sua salute, all’istruzione, ad avere un tetto dove ripararsi, un lavoro. Ma anche di una società che soddisfi il suo bisogno di conoscere e anche di interrogarsi sul come “egli possa giungere a dar vita a uno stato che salvaguardi la libertà e la vita dell’uomo soggetto.” Dobbiamo, purtroppo, rilevare che la libertà posta a fondamento degli altri diritti acquisibili dall’uomo soggetto è di continua minacciata e a volte con forme subdole, camuffate. Non basta, infatti, ad una democrazia affermare di garantire i diritti ma deve saperlo dimostrare con i fatti. Oggi, invece, lo stato-partito cerca di conservare in tutti i modi il monopolio del potere e non si fa scrupoli nell’esercitare la pressione della paura nei cittadini, isolandoli, disarmandoli e soprattutto sopprimendo tutte le forme di pluralismo reale e concreto come la libertà d’informazione e di associazione. Ma oggi non dobbiamo considerarlo solo un “vezzo” delle ideologie totalitarie ma anche il sottile veleno che si insinua negli stati liberal democratici, e contro la stessa volontà di coloro che lo hanno creato, e lo fanno in nome di interessi mercenari, di gruppi di potere senza scrupoli e quanto altro. A questo punto quale potrebbe essere l’antidoto?  E’ semplice e complesso in pari tempo: dobbiamo vigilare ed essere sempre più consapevoli che come difendiamo la nostra privacy, la nostra famiglia così dobbiamo farci carico di difendere la democrazia per individuare ed eliminare la gramigna prima che soffochi la spiga di grano perché anche ciò che si presenta fuori dalle nostre mura ci appartiene e ci influenza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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“L’uccellino della radio”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Bologna 14 a domenica 16 Gennaio, feriali ore 21, domenica ore 16, Teatro Dehon Via Libia, 59 – 40138 Prezzo: Intero: 20 Euro – Ridotti: 17 Euro la Compagnia della Quarta e Blue Penguin presentano “L’uccellino della radio” testi e arrangiamenti di Andrea Rizzi. Narrazione musicale a cappella sugli anni ‘40 di Bologna. Con Blue Penguin e Giuseppina Randi. Regia Mario Coccetti. Audio Marco Vallin  (MV Studio Service). Disegno luci Carlo Massari.   Uno spettacolo musicale e di narrazione sulle canzoni della radio degli anni ‘40, quando l’Italia in guerra cantava le canzoni di Rabagliati e del Trio Lescano. L’occupazione di Bologna del triennio 1943-45 è qui rivissuta nelle storie di due famiglie attraverso gli occhi di Guido, un bambino di dieci anni che ricorda la guerra come un grande gioco in cui il lato tragico è sempre nascosto alla sua vista. Un racconto, dolce e amaro allo stesso tempo, che prende spunto da fatti realmente accaduti e descrive fedelmente testimonianze storiche con apparente spensieratezza, rivisitando le sofferenze imposte dalla guerra alle famiglie comuni del territorio bolognese, dalla città dentro le mura fino alle zone dell’Appennino e della bassa.
Con L´uccellino della radio i Blue Penguin e la Compagnia della Quarta si cimentano in un progetto di grande impegno sociale, basato sulla rievocazione della memoria storica del nostro territorio, per non dimenticare le radici culturali da cui è nata la società del dopoguerra. C’è Vittoria che perde tutti i suoi averi insieme alla casa nel primo bombardamento. C’è Benedetto che deve fare tutti i giorni Argelato-Bologna in bicicletta per andare a lavorare. Fedora, che falsifica un visto senza sapere una parola di tedesco e riesce a fare il suo trasloco insieme alla Wermacht. Augusto, che preso prigioniero, viene lasciato libero da un ufficiale di buon cuore. C’è la zia Norma, che si porta sempre dietro una bandiera americana. C’è il nonno Ettore detto Enzo, che ad ogni visita di Mussolini viene messo in galera a scopo preventivo. C’è Piero, partito per il fronte senza lasciare nessuna notizia. E ci sono Guido, Paola e Carlina, tre bambini che vivono i sacrifici della guerra con tranquillità, come se fosse normale vivere in una grotta, dormire in tre per ogni letto, mangiare solo mele e castagne, o vedere da lontano i fuochi dei bombardamenti. E così Guido si ricorda dei momenti più belli di quegli anni: gli innamorati che dal balcone si lanciano messaggi scritti sugli aeroplanini di carta, le ricette per poter cucinare quello che offriva la giornata, le partite a tresette tra il nonno incarcerato e i secondini, la prima cioccolata regalatagli da un soldato americano il giorno della liberazione. E infine c’è la radio. Una radio che dà speranza e che si ascolta la sera a volume basso per non farsi sentire, con le notizie degli Alleati da Londra e con i ritmi spensierati delle orchestre dell’EIAR, per alleviare il dolore e restituire un po’ di leggerezza ai cuori sofferenti. http://www.teatrodehon.it (l’uccellino della radio)

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“Un bel casein”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Bologna 14 Gennaio alle ore 21Teatro Tivoli Via Massarenti, 418 la Compagnia Arrigo Lucchini presenta Annamaria Lucchini in “Un bel casein” di Arrigo Lucchini. Regia di Pier Luigi Foschi. Prezzo: Intero: 10 Euro – Ridotto: 8 Euro
La trama, molto semplice, vede coinvolte tre coppie in un vorticoso carosello di gelosie, tradimenti e piccoli sotterfugi degni del grande Feydeau. E in mezzo a tutti un capro espiatorio: il signor Ciriaco Guzzaroli! Ma niente paura: tutto si risolverà per il meglio… tranne che per il povero Guzzaroli. http://www.teatrotivoli.it

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Del Greco in memoria di Mario Gangi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Marco Del Greco renderà omaggio alla memoria del grande maestro Mario Gangi nel primo anniversario della scomparsa. Il chitarrista, reduce dalla recentissima vittoria alla 53esima edizione del Tokyo International Guitar Competition, secondo italiano in oltre mezzo secolo di storia del concorso, lo ha annunciato in una intervista resa a Francesco Vergovich nel corso della trasmissione “Un giorno speciale” in diretta su Radio Radio. “Per me Mario Gangi è stato un vero e proprio nonno musicale. Lo ricordo così dai tempi degli studi a S.Cecilia” ha detto Del Greco. “Sto lavorando a un cd che sappia rendere onore alla figura del fondatore della scuola chitarristica romana e sappia mostrare tutti i lati della sua vena compositiva: quello classico ma anche quello jazz” ha aggiunto il giovane maestro che quest’anno sarà impegnato anche in una tournée di un mese in Giappone. “La grande chitarra romana di Gangi ha saputo toccare davvero tutte le corde di uno strumento – ha concluso l’artista –  che da sempre sa tenere insieme al meglio le sue due anime, appunto: quella colta ma anche quella popolare”. Gli ascoltatori di Radio Radio hanno quindi potuto apprezzare le note di Gangi suonate magistralmente dal vivo da Marco Del Greco che ha eseguito il celebre brano “Con tanta tenerezza”.

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OPV: appuntamento con la musica classica

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Padova 13 e venerdì 14 gennaio 2011 ore 20.15 Auditorium Pollini, Orchestra di Padova e del Veneto Riconosciuto come uno dei migliori pianisti italiani, Davide Cabassi ha intrapreso una brillante carriera internazionale esibendosi in veste di solista con le maggiori orchestre e importanti direttori, affrontando repertori che spaziano dal Barocco al primo Novecento. Sotto la direzione di Philipp von Steinaecker debutterà con l’OPV.
Primo italiano ammesso alla Fondazione Internazionale per il Pianoforte di Cadenabbia, Cabassi debutta con l’Orchestra Sinfonica della RAI di Milano all’età di 13 anni. Da allora ha suonato per le più importanti associazioni musicali italiane ed internazionali, nominato ‘top prizewinner’ del Twelfth Van Cliburn International Competition è regolarmente in tournée negli Stati Uniti dove ha suonato in più di 30 stati. Davide Cabassi ha al suo attivo numerose registrazioni per radio e televisioni, nel 2006 è stato pubblicato per la Sony-BMG il suo esordio discografico con musiche di Stravinskij, De Falla eRavel premiato da ‘Classic Voice’ come miglior album di debutto.
Cabassi dividerà il palco con Philipp von Steinaecker, giovane violoncellista di origine tedesca  che da alcuni anni all’attività solistica ha affiancato con grande successo quella di direttore. Fondatore e direttore dell’orchestra ‘Musica Saeculorum’ in Alto Adige con cui ha debuttato alle Settimane Mahleriane del 2008 a Dobbiaco, Steinaecker dirigeanche i Solisti della ‘Mahler Chamber Orchestra’. Viene regolarmente invitato come primo violoncello dagli English Baroque Soloists e dall’Orchestre Révolutionaire et Romantique  e Camerata Academica Salzburg.
Tutto incentrato su musiche di fine Ottocento e primo Novecento il programma delle due serate. A partire da Maurice Ravel con il Concerto per pianoforte (1931) seguito da Ma Mère l’Oye (1910) originale suite composta da cinque movimenti ispirati da altrettante illustrazioni tratte da un libro di fiabe per l’infanzia. Aprirà la serata la suite n.1 tratta da Il cappello a tre punte (1919) di Manuel de Falla, balletto in due atti di G. Martínez Sierra, in cui emergono i tratti esemplari del compositore spagnolo: dalle influenze di Ravel all’utilizzo della musica popolare andalusa. A chiudere la celebre Carmen (1875) di Georg Bizet di cui verranno riproposti alcuni movimenti scelti dalle suite n. 1 e n. 2.
Biglietti. Concerto: intero € 20, ridotto € 16, ridotto speciale giovani fino a 30 anni € 8. Prova generale: intero € 5, ridotto studenti € 3. http://www.opvorchestra.it,

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Per la sospensione della pena per George Ryan

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Former Illinois Governor George Ryan

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“Ci appelliamo al suo senso di umanità per chiederle una moratoria della esecuzione della pena a sei anni e mezzo, per la metà già scontata, comminata all’ex Governatore dell’Illinois George Ryan, perché egli possa recarsi al capezzale della moglie Lura in fin di vita”. Con queste parole i dirigenti di Nessuno tocchi Caino Marco Pannella, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti si rivolgono al Governatore dell’Illinois Pat Quinn. Lura Lynn Ryan, moglie di George Ryan da cinquanta anni, è da giovedì scorso ricoverata nel reparto di terapia intensiva in un ospedale di Kankakee a causa delle gravi complicazioni intervenute nel ciclo di chemioterapia a cui la donna era sottoposta per un cancro ormai esteso a numerosi organi vitali. “Il Governatore Ryan – ricordano i dirigenti Radicali –, nonostante le sue iniziali convinzioni a favore della pena di morte, dieci anni fa ha avuto la onestà di riconoscere che il braccio della morte del suo Stato ospitava
condannati a morte innocenti a rischio di essere giustiziati, ragione per cui decise coraggiosamente di stabilire una moratoria delle esecuzioni”. “La imploriamo – scrivono i Radicali al Governatore Quinn – di voler concedere all’artefice della moratoria delle esecuzioni in Illinois, da Lei confermata, una seppur breve e individuale moratoria della pena inflitta a George Ryan, perché egli possa stare vicino alla moglie Lura nel momento in cui la sua vita si sta spegnendo”.
“Siamo sicuri che lei voglia condividere con noi il principio di umanità della pena che, se priva di senso di pietà, rischia di divenire crudele, tanto più se come in questo caso le conseguenze ricadono su familiari innocenti”, concludono nel loro appello i dirigenti di Nessuno tocchi
Caino. Per la decisione, nel 2000, di introdurre una moratoria delle esecuzioni e, nel 2003, di commutare tutte le 167 condanne a morte in Illinois, George Ryan ricopre la carica di Presidente onorario di Nessuno tocchiCaino.
George Ryan ha oggi 77 anni e ha avuto sei figli da Lura Lynn. Nel 2006 è stato condannato per corruzione e dal 7 novembre 2007 sta scontando in un carcere federale una condanna a sei anni e mezzo.

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Premio Giornalistico Pietro Di Donato

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Il Comune di Taranta Peligna, in collaborazione con INAIL Abruzzo, Fondazione Carichieti, Ordine dei Giornalisti e con il patrocinio della Presidenza della Repubblica e dell’ANCI organizza la prima edizione del Premio Pietro Di Donato, Concorso Giornalistico riservato al miglior articolo/inchiesta (carta, tv, radio ed internet) sul tema della sicurezza in ambiente di lavoro. I giornalisti ed i pubblicisti che intendano partecipare al Premio PIETRO DI DONATO candideranno i servizi giornalistici pubblicati dal 01.01.2010 al 31.01.2011, riguardanti il tema della sicurezza in ambiente di lavoro. La partecipazione è riservata ad un solo servizio. I materiali (nei diversi formati indicati nella modulistica di adesione: http://www.premiopietrodidonato.it ) dovranno essere inviati alla Organizzazione entro il 15 Febbraio 2011:
1. per posta ordinaria, all’indirizzo: Comune di Taranta Peligna piazza municipio, n° 5- 66018 Taranta Peligna (ch);
2. per posta elettronica, all’indirizzo mail: info@premiopietrodidonato.it
La Giuria del Premio Pietro Di Donato è composta da Fausto Bertinotti, Presidente della Fondazione Camera dei Deputati e Presidente di Giuria, da Tiziano Treu, Senatore della Repubblica e già Ministro del Lavoro, da Silvano Moffa, Deputato alla Camera e Presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, da Enzo Jacopino, Giornalista e Presidente dell’Ordine dei Giornalisti e da Lucia Annunziata, scrittrice e giornalista. La segreteria organizzativa è a cura del Comune di Taranta Peligna.
Entro il 15 marzo 2011, la Giuria, con giudizio insindacabile, selezionerà i due servizi giornalistici più rispondenti ai motivi ed agli obiettivi del Concorso. Ne sarà data ampia e diffusa comunicazione.
All’Autore dell’articolo/inchiesta primo classificato sarà assegnato il Premio Giornalistico PIETRO DI DONATO con Medaglia del Presidente della Repubblica e con un assegno di Euro 5.000,00 (cinquemila/00). Al secondo classificato sarà conferito il premio speciale del Comune di Taranta Peligna ed un assegno di Euro 2.500,00 (duemilacinquecento/00) Si potranno attribuire altre menzioni.
La cerimonia di premiazione e la consegna dei riconoscimenti avranno luogo a Taranta Peligna (CH) fra il 1° ed il 3 aprile 2011, in concomitanza con le celebrazioni relative al centenario della nascita dello scrittore italo americano Pietro Di Donato. I vincitori dei Premi, di cui all’articolo 4, dovranno essere personalmente presenti alla cerimonia di premiazione. La mancata partecipazione non dà diritto al ricevimento del premio, né della somma assegnata. La somma destinata al vincitore non presente in occasione della cerimonia è cumulata a quella destinata ai premi previsti per l’anno successivo. http://www.premiopietrodidonato.it

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Croppi su Salatto

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Roma «Leggo oggi la dichiarazione in cui Potito Salatto critica l’operato politico del sindaco Alemanno.  Mi spiace contraddire l’on. Salatto, il quale è liberissimo di esprimere le proprie opinioni – che io, nella circostanza, non condivido affatto altrimenti sceglierei di lasciare la giunta di cui faccio parte – La cosa che va chiarita è che lui dice di parlare in qualità di ‘coordinatore provinciale’ del FLI, mentre il costituendo movimento non ha alcuna struttura territoriale e l’unico livello di rappresentanza politica è quello dei coordinatori regionali. Quando ci si esprime come organo di un partito si presume che lo si faccia interpretando una linea politica e il comune sentire degli aderenti, non mi pare che esistano, allo stato, le condizioni che legittimino prese di posizioni così radicali nei confronti del sindaco di Roma». È quanto sostiene in una nota l’assessore alle Politiche Culturali Umberto Croppi.

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Storie di infanticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Il nuovo anno ha fatto registrare, purtroppo, l’inizio di una serie di tragici delitti intrafamiliari, molti dei quali dettati dalla gelosia, altri dallo sconforto e dalla depressione. “Il tragico evento di Fidenza non è un caso isolato atteso che malattie psichiche come la depressione, specie post partum, sono l’origine della maggior parte dei tanti infanticidi in Italia (dal 1970 ad oggi hanno superato quota 400 con una media di 12 all’anno)”, dice l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani. “Anche in questo – continua – le coppie italiane sono lasciate al proprio destino da una politica familiare che negli ultimi decenni si è dimostrata assolutamente fallimentare. Tutti i casi di depressione grave che colpiscono i genitori ed in particolar modo le neo madri, non possono essere sottovalutati dalle autorità sanitarie e giudiziarie in quanto, come le cronache dimostrano, i soli psicofarmaci non possono scongiurare la commissione di gravi delitti. Un gran numero di crisi e tragedie familiari potrebbero e dovrebbero essere prevenute attraverso misure molto più incisive: l’osservazione discreta ma sistematica e costante dell’equilibrio psichico di tutte le donne che partoriscono con conseguente organizzazione di adeguati servizi di sostegno psicologico.
La depressione post partum è da considerarsi una vera e propria malattia dagli sviluppi assolutamente imprevedibili. Le madri che uccidono sono le prime vittime della depressione e dell’abbandono da parte di chi avrebbe dovuto aiutarle con tutti i mezzi possibili. L’infanticidio, infatti, è il crimine più innaturale che possa esistere, soprattutto se commesso da una madre. L’auspicio è che la tragedia di Fidenza chiuda l’epoca della mera conta dei morti in famiglia ed inauguri quella caratterizzata dalla sistematica organizzazione della prevenzione di tutti i fatti di sangue derivanti da problematiche psichiatriche (in Italia, oggi, il 40% degli omicidi in famiglia è consumato da soggetti psicolabili)”.

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Il libro nero della pedofilia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Di Massimiliano Frassi, Prefazione di Alessia Sinatra, Edizioni La Zisa, pp. 144, euro 12 Negli ultimi anni la pedofilia è diventata uno dei fenomeni raccapriccianti che più ha occupato le prime pagine dei mezzi di comunicazione. Si tratta certamente di una forma di criminalità non nuova nella storia dell’umanità, ma che in conseguenza dei più moderni e sofisticati ritrovamenti tecnologici (internet, soprattutto)  ha facilitato e reso più visibili i contatti tra questi mostri, che si annidano dappertutto e spesso in luoghi ritenuti i più sicuri (scuole, parrocchie, gli stessi nuclei famigliari), e la conseguente diffusione di materiale pedopornografico giunto ormai a livelli di inaudita barbarie. Questo libro-denuncia racconta, senza inutili ipocrisie e infingimenti, tutto ciò che si muove dentro e attorno a questo mondo disumano, non escluse le potenti coperture di cui gode a livello internazionale, in aggiunta alle tante omertà di cui si circonda, tali da renderlo, ancora e purtroppo, un morbo di difficile estirpazione. Massimiliano Frassi, giornalista e scrittore, è da anni impegnato in attività sociali di scottante attualità. Le sue denunce, spesso scomode e per questo mal tollerate dai corifei del potere, hanno, al contrario, raccolto il consenso di migliaia di cittadini. Autore di numerose pubblicazioni di successo sull’argomento e del blog più consultato tra quelli dedicati all’infanzia violata, è presidente della Associazione Prometeo Onlus. Negli ultimi anni ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero.
Le Edizioni La Zisa aderiscono ad “Addiopizzo” e a “Libera” di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati “pizzo free”.

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Radicali: intervento Pannella

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Roma 9 gennaio, Marco Pannella interverrà ai lavori del Comitato nazionale di Radicali italiani, riunito presso la sede del Partito radicale, a Roma, in via di Torre Argentina 76, presumibilmente nella seconda parte della mattinata.

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Cecilia Falasca: ModulArt Forme in Movimento

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Pescara 26 gennaio alle ore 18:00 presso il MediaMuseum, in Piazza Alessandrini 34, si inaugura la mostra personale di Cecilia Falasca, ModulArt Forme in MOVIMENTO. a cura di Maddalena Rinaldi.
L’esposizione ha un taglio curatoriale atto a ripercorrere le tappe principali dell’attività dell’artista e traccia nello spazio del Museo un percorso lineare, organizzato per aree tematiche. Ogni sezione della mostra si pone come un momento di riflessione sul percorso estetico di Cecilia Falasca, dalle prime Tavole 1986, alle opere più recenti come le installazioni site specific, Aquatic 2010 ed Ever green Ever love 2010. Un’intera sala è dedicata alla consultazione di materiali documentari, cartacei e multimediali, relativi ai momenti più significativi della ricerca dell’artista. Nodo centrale della mostra è l’esposizione delle Sculture iXi 2009 (itineranti ed interattive), sculture mobili e sempre in divenire, con le quali lo spettatore è invitato ad interagire.
ModulArt Forme in Movimento, affronta con brio uno dei filoni di ricerca sperimentale dell’arte contemporanea, l’estetica relazionale, su cui oggi tutta la scena artistica e curatoriale si interroga, rientrando in quella sfera delle produzioni artistiche tese alla realizzazione di modelli di partecipazione sociale atti a produrre delle relazioni interpersonali. Il tema è approfondito nel catalogo della mostra, disponibile durante l’inaugurazione.

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Agenda sindaco di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Roma 9/1/2011  Ore 10.30    Altare della Patria, piazza Venezia Il  sindaco, Gianni ALEMANNO, interviene alla cerimonia in occasione del 111° anniversario della costituzione della Società Sportiva Lazio.
Ore 12,00 Angelus, piazza San Pietro Il sindaco, Gianni ALEMANNO, partecipa all’appuntamento domenicale del Santo Padre per pregare a favore dei cristiani perseguitati.
ore 12.25    Rai3, teleCamere Il sindaco, Gianni ALEMANNO, è ospite della trasmissione condotta da Anna La Rosa.

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Imprese e consumatori: Istituzionalizzare gli illeciti?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Le sanzioni dell’Antitrust sono deducibili dal reddito di impresa ai sensi dell’art. 109 del Tuir. Così ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Milano con sentenza 427/03/10. Assume così un sostegno anche giuridico quanto da tempo sostengono all’Associazione dottori commercialisti e all’Assonime  (associazione fra le società italiane per azioni).  E, pur se l’Agenzia delle Entrate ha sempre mantenuto ferma la sua contrarieta’ e la Cassazione abbia fatto lo stesso, visto che ogni tanto riemerge, vuol dire che non è questione sopita su cui, le parti interessate, ci hanno messo una pietra sopra.E’ qui, infatti, il “nodo del problema”. L’Aduc ha a che fare ogni giorno con tanti utenti che ricevono multe per violazione al codice della strada e ci viene chiesto se ci sono gli estremi per contestarle. Una quantita’ cosi’ grande che, inevitabilmente, contiene anche richieste bizzarre come, per l’appunto, la possibilità di deduzione fiscale degli importi pagati. Bizzarrie che, invece, non sembrano essere tali quando, invece che materia di comuni mortali, si ha a che fare con le aziende. Un metodo dell’uso del diritto che trova conforto anche in altri contesti.
Per esempio: se una banca non risponde a tempo debito alle richieste di chiarimenti dell’Arbitro Bancario Finanziario a cui si è rivolto un risparmiatore che contesta loro qualcosa.. .viene sanzionata? No, viene iscritta in una lista di quelli che rispondono tardi. Ma se un utente, per esempio paga in ritardo la tariffa sui rifiuti urbani (Tarsu o Tia), viene per caso iscritto in una lista di quelli che pagano tardi? No! Paga una penale del 100%; e così con altri esempi della vita quotidiana. Non solo ma, ancora un esempio su come il meccanismo è solo penalizzante per gli utenti: i risparmiatori che pagano tardi la rata di un debito finanziario, vengono si’ iscritti in una lista di cattivi pagatori, ma questo non e’ alternativo al procedimento anche giudiziale che ogni creditore gli intenta; e, come se non bastasse, succede che l’iscrizione a questa lista di cattivi pagatori gli inibisce l’accesso a qualunque altro credito. Succede altrettanto con le banche di cui sopra? Non ci sembra! C’e’ qualcosa che non torna. Soprattutto se consideriamo che la nostra Costituzione ha tra i suoi fondamentali principi quello che tutti sono uguali di fronte alla legge, invece così non è se, come nel caso nostro, il soggetto e’ un’azienda e non un semplice cittadino. La sanzione, quindi, come fatto abituale di un’azienda? Sembra di sì. E non sarebbe una novita’, ma l’istituzionalizzazione di comportamenti gia’ molto diffusi, soprattutto nelle telecomunicazioni: le basse e rare multe di Antitrust e Agcom per violazioni delle norme, oggi sono incasellate nei bilanci dei gestori che violano sempre la normativa: siccome si tratta di piccoli importi e la maggior parte degli utenti non contesta perche’ spenderebbe di piu’ per farlo rispetto al rimborso del maltolto, quanto speso dai gestori in multe e’ sempre piu’ basso rispetto agli illeciti ricavi. E poi c’e’ qualcuno che continua a lamentarsi che il nostro Paese va a rotoli… se questi sono i presupposti e le applicazioni giuridico-normative….. (fonte Aduc)

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Tariffe postali: altro salasso per le famiglie

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

L’anno nuovo comincia male per i consumatori ed utenti, così Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, perché oltre al “caro-benzina”, si uniscono una serie di aumenti tariffari e tra questi si aggiungono ahimè anche quelli postali a seguito della pubblicazione sulla G.U. del 29.12.2010 del decreto ministeriale del 25.11.2010 recante “Disposizioni in materia di invii di corrispondenza rientranti nell’ambito del servizio postale universale e tariffe degli invii di corrispondenza raccomandata e assicurata attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie, nonché degli invii di posta non massiva per l’interno e per l’estero”. Già a partire dal 30.12.2010 la raccomandata per atti giudiziari (A.G.) costa 6,60 euro. Successivamente anche Poste Italiane ha comunicato ufficialmente che anche le tariffe di CAN e CAD sono aumentate, rispettivamente a 3,30 euro e 3,90 euro.   Purtroppo tale serie di aumenti, che vanno a colpire soprattutto le spese di giustizia costituiscono un ulteriore aggravio che rende l’accesso alla giustizia sempre più oneroso per i cittadini.

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Alemanno oggi a San Pietro

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Roma 9/1/2011 Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, accogliendo l’invito di mons. Enzo Leuzzi, prende parte, oggi alle ore 12 in piazza S. Pietro, all’Angelus di Sua Santità, papa Benedetto XVI, per pregare per la libertà religiosa dei cristiani nel mondo e per testimoniare la vicinanza della città di Roma ai cristiani copti. Lo rende noto l’Ufficio Stampa del Campidoglio.

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I cattolici e l’unità d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Nel mentre ci apprestiamo a festeggiare i 150 anni dall’Unità d’Italia è d’obbligo, a mio avviso, pensare al ruolo svolto non tanto dai cattolici quanto dalla chiesa di Roma. La prima impressione è che essa ha affrontato con un certo ritardo i nuovi problemi posti dalla trasformazione della società al momento dell’unità. Ma va poi, doverosamente, aggiunto che alla vecchia querelle risorgimentale si pose rimedio da ambo le parti allorchè il gruppo finanziario del Vaticano trovò modo d’allearsi con i gruppi di “aristocrazia finanziaria” del triangolo ligure-toscano-piemontese, con cui iniziò un lungo e cordiale confronto. Fu il tempo del Galliera, del Bomprini, della Società generale di credito mobiliare, ecc. Parliamo di un gruppo che dominerà la finanza italiana fino al 1893. E’ il tempo in cui furono costruite ferrovie, imprese siderurgiche, ci fu il controllo delle compagnie di navigazione, l’appalto delle imposte, l’attività edilizia e mineraria e anche la “aristocrazia nera” delle banche romane e della campagna laziale. Fu anche il tempo in cui il capitalismo italiano, ammantato di provincialismo, indirizzò il suo principale interesse alla speculazione edilizia e al monopolio industriale. Un periodo di discutibili manovre creditizie e di conseguenti scandali bancari. Nel frattempo esplodeva la questione sociale che vide come maggiore attore proprio il Sud mentre la borghesia stava alla finestra non riuscendo a rendere stabile la propria egemonia. In questa serie di eventi balzò palese la questione contadina che fu in un certo senso monopolizzata dalla Chiesa e che si poneva come contro altare all’insorgenza della questione operaia e al pericolo del socialismo “urbano” anche se quest’ultimo seppe poi infiltrarsi abilmente nel mondo contadino attraverso l’anello più debole, quello dei braccianti. (il tema è stato approfondito dal libro di Riccardo Alfonso e Raffaele Ferraris dal titolo “Gli umili figli della terra” dove si parla ampiamente della lotta dei braccianti agricoli e delle mondine nel vercellese a cavallo dei due secoli) Il clero, in questa fase commise, a mio avviso, un primo grosso errore cercando di costituire una sorta di “cordone sanitario” nel mondo agricolo ma senza aprirsi al nuovo che avanzava sia in agricoltura sia nella classe operaia delle città. Ma il movimento operaio, pur rafforzandosi, fu incapace, essendo mal guidato, di sprigionare una iniziativa che sapesse esercitare una sorta di egemonia o di attrazione nei confronti dei gruppi sociali intermedi, o altrimenti detti piccola e media borghesia. Per fortuna dei cattolici ci fu l’iniziativa di Luigi Sturzo che preparò un programma di rinnovamento della società italiana mediante quello che fu definito il “pluralismo” cattolico attraverso una serie infinita di “corpi intermedi”: comuni, banche, scuole cattoliche, parrocchie, associazioni di categoria, ecc. Un programma che fu definito ardito e tradizionale poichè si collegava ad un certo indirizzo di stampo liberistico e autonomistico. Sturzo ebbe il merito di coniugare la tradizione risorgimentale liberale con il mondo cattolico, ma perse la possibilità di una “fuga in avanti” in chiave riformista per evitare di chiudersi a riccio nei confronti delle masse socialiste e marxiste. Il massimo di concessione sturziana venne con la dottrina del “dualismo” per non confondere le sue posizioni con i “clerico-fascisti” e per rivendicare una concezione laica dello Stato. Queste sono le premesse di una costruzione politica che nel periodo fascista lo condusse all’esilio e per la Chiesa l’accettazione più completa del capitalismo e dei suoi effetti distorsivi. (prima parte del saggio di Riccardo Alfonso “I cattolici e l’Unità d’Italia” edito dalla Fidest per conto dei suoi centri studi)

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