Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Quale scienza per il XXI secolo?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Albert Einstein

Image via Wikipedia

L’evo moderno per la scienza parte dalla meccanica classica di Galilei-Newton, si dispiega con la relatività di Einstein ed oggi tende ad affrontare “l’insondabile” cercando di ridurre sempre più lo spazio che ci divide con l’ignoto che va oltre le stelle e va oltre la nostra vita. Non vi è dubbio che il principio di relatività di Einstein formulato nel 1905 è l’effettivo classico giro di boa della scienza contemporanea. Con lui abbiamo digerito non senza qualche difficoltà di comprensione il modo di stabilire una profonda connessione tra spazio e tempo o cronotopo a quattro dimensioni, l’uso della geometria degli iperspazi, cioè a più di tre dimensioni. Senza voler avere la pretesa di addentrarmi in una materia certamente affascinante ma altrettanto ostica per i nostri palati di non addetti ai lavori posso semplicemente dire che il vero segreto sulle origini della vita, intendo nella forma scientifica testata, resta inaccessibile, anche se la fantascienza più volte vi soccorre con teorie suggestive ma che hanno il solito difetto di non essere provate di là di ogni ragionevole dubbio. Penso, ad esempio, all’Universo e al problema cosmologico. “Le difficoltà della cosmologia – osserva Giuseppe Arcidiacono – derivano dal fatto che noi non possiamo muoverci liberamente nello spazio e nel tempo e quindi ci dobbiamo limitare ad osservare l’universo.” Questa impotenza della scienza di produrre dal sapere scientifico un sistema di verità definitive, ma di procedere solo per tentativi ed errori ci da la misura dei complessi problemi che sono a monte e delle sfide che noi abbiamo lasciate ai posteri, sia pure ad torto collo. Posso solo aggiungere l’interessante riflessione che ho proposto nel mio libro “Le ombre” dove la risposta sui temi della vita e della morte pur non trovando una spiegazione definitiva in termini scientifici in un certo qual modo li affianca con una conversazione da me avuta con una “entità” che vi appare e vi scompare e che sembra volermi dire che esiste una attiguità di mondi paralleli che la nostra vista non riesce ad individuare, colta da cecità spaziale, e che la loro interdipendenza ci rende meno soli nell’universo ma non ci spiega il perché dei nostri errori e delle nostre malvagità se non come uno specchio delle “cattive brame” che spettatori di una immaginaria platea assistono allo spettacolo che noi offriamo loro con trame da film degli orrori. Siamo i guitti dell’universo, ma specializzati in parti drammatiche. Forse la scienza potrà renderci tutto ciò più consapevoli o escluderlo in modo definitivo. Forse è proprio questo l’altro giro di boa che ci attendiamo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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