Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Storie di infanticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Il nuovo anno ha fatto registrare, purtroppo, l’inizio di una serie di tragici delitti intrafamiliari, molti dei quali dettati dalla gelosia, altri dallo sconforto e dalla depressione. “Il tragico evento di Fidenza non è un caso isolato atteso che malattie psichiche come la depressione, specie post partum, sono l’origine della maggior parte dei tanti infanticidi in Italia (dal 1970 ad oggi hanno superato quota 400 con una media di 12 all’anno)”, dice l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani. “Anche in questo – continua – le coppie italiane sono lasciate al proprio destino da una politica familiare che negli ultimi decenni si è dimostrata assolutamente fallimentare. Tutti i casi di depressione grave che colpiscono i genitori ed in particolar modo le neo madri, non possono essere sottovalutati dalle autorità sanitarie e giudiziarie in quanto, come le cronache dimostrano, i soli psicofarmaci non possono scongiurare la commissione di gravi delitti. Un gran numero di crisi e tragedie familiari potrebbero e dovrebbero essere prevenute attraverso misure molto più incisive: l’osservazione discreta ma sistematica e costante dell’equilibrio psichico di tutte le donne che partoriscono con conseguente organizzazione di adeguati servizi di sostegno psicologico.
La depressione post partum è da considerarsi una vera e propria malattia dagli sviluppi assolutamente imprevedibili. Le madri che uccidono sono le prime vittime della depressione e dell’abbandono da parte di chi avrebbe dovuto aiutarle con tutti i mezzi possibili. L’infanticidio, infatti, è il crimine più innaturale che possa esistere, soprattutto se commesso da una madre. L’auspicio è che la tragedia di Fidenza chiuda l’epoca della mera conta dei morti in famiglia ed inauguri quella caratterizzata dalla sistematica organizzazione della prevenzione di tutti i fatti di sangue derivanti da problematiche psichiatriche (in Italia, oggi, il 40% degli omicidi in famiglia è consumato da soggetti psicolabili)”.

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