Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Testamento biologico, legittimo impedimento, ecc.

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Editoriale Fidest I politici coinvolti nei casi giudiziari e quelli che stanno alla finestra, certamente in modo più  defilato, concordano nel fatto che la magistratura stia svolgendo un ruolo di supplenza del legislatore. D’altra parte la stessa opinione pubblica ne è convinta e non è solo una pura percezione. Ma chi è di questo avviso e vive nelle prestigiose sale del “palazzo” non ci dice tutta la verità. Questo “sostituto” del legislatore è lo stesso legislatore che lo ha spinto a fare ciò che oggi per altri versi si rimprovera. Pensiamo a “mani pulite”: ci voleva proprio una equipe di magistrati della procura di Milano per perseguire quegli amministratori pubblici corrotti e corruttori? E dire che un 20 anni prima di Mani pulite a parlarne e a denunciare il malcostume imperante dei politici e i loro intrallazzi con la malavita organizzata ci furono uomini politici d’eccellenza a partire da Amintore Fanfani ad Aldo Moro e Berlinguer. Rimasero inascoltati. Lo stesso caso Berlusconi, e non mi riferisco solo al legittimo impedimento ma anche ai processi che sono stati avviati a suo carico oramai da 17 anni a questa parte e il suo conflitto d’interessi potevano essere risolti da anni. La verità è che conveniva a molti tenere sulla brace il Presidente del Consiglio per varie convenienze di natura strettamente politica. E allora perché ce la prendiamo con la magistratura se è il sistema che non funziona poiché, a dir poco, è assurdo che si debba processare a vita una persona senza che si arrivi ad un atto conclusivo. Perché non abbiamo una autorità che ad un certo punto sentenziasse che prima di diventare presidente del consiglio occorresse che Berlusconi e anche altri come lui chiudessero in via definitiva il loro contenzioso con la giustizia? Lo stesso discorso vale per il testamento biologico, l’eutanasia et similia. Noi formalmente ci scandalizziamo che si possa legiferare contro la “morte a richiesta” dei congiunti o dello stesso malato terminale, ma in pratica tutti i giorni si arriva alla stessa conclusione allorché facciamo mancare l’assistenza ai malati gravi, per lo più anziani, perché si dice, dal sommo della saggezza di questi signori, che se l’assistenza non ha risorse le poche che esistono dobbiamo riservarle ai giovani. Ma non ci dicono che la scarsezza delle risorse dipende anche dagli sprechi, dagli abusi, dagli scarsi controlli esistenti. E allora invece di provocare conflitti generazionali perché non facciamo tutti insieme una seria riflessione sulle tante cose che potremmo evitare se si pensa che a fronte di pochi che vivono nell’agiatezza il restante 90% della popolazione mondiale ne resta emarginato. Ciò che ci manca è una seria ridistribuzione delle risorse e un deciso taglio agli sprechi che si chiamano guerre, armamenti, logiche consumistiche e quanto altro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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