Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Berlusconi: è davvero accanimento giudiziario?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2011

Rosario Amico Roxas è chi porta costantemente all’attenzione dei media e della rete numerosi aspetti cruciali della nostra esistenza: dal tema religioso e le sue contraddizioni a quello economico e sociale in una cultura capitalistica dove sembra passare in secondo ordine il fattore umano e alla politica dell’essere e del fare. In quest’ultimo campo siamo stati, da svariati anni a questa parte, sviati dall’esercizio del governo del paese dalla figura emblematica di un uomo che ha avuto il merito, se così si può dire, di offrirci un ruolo di cui avremmo volentieri fatto a meno. D’altra parte troppo forti restano, nel nostro immaginario, le figure di personaggi, per rimanere ai tempi più recenti, come De Gasperi, Moro, Fanfani che hanno fatto della presidenza del consiglio un punto di riferimento e di prestigio per le istituzioni.
Qui parliamo, se a qualcuno fosse sfuggito, di Silvio Berlusconi, già “palazzinaro” e tuttora patron di reti televisive e gestore mediatico multiforme. Si dice di lui, prima ancora di parlare di ciò che ha fatto nell’interesse del paese, dei suoi conflitti giudiziari e proprio perché tanti non ha trovato di meglio che definirli “accanimenti”. Ma non vorremmo associarci ai “ragazzi del coro” alias suoi critici per liquidarlo con una nota di biasimo. Vorremmo, semmai, considerare un aspetto che ci sconcerta: riguarda la emotività popolare e il suo metro di giudizio. In altre parole ci chiediamo il perché non ci siamo chiesti, tutti in coro, se dietro lo scudo dell’accanimento giudiziario sollevato dall’intrepido Silvio vi sia qualcosa del suo operato che non funziona e non si debba rimuoverlo prima di osannarlo, non per i suoi meriti, ma per i reati di cui è accusato e per i quali non si difende nelle aule dei tribunali ma preferisce svirgolare con leggi ad hoc, con prescrizioni e legittimi impedimenti. Non ha fatto, tanto per intenderci, come lo sdegnoso Bettino Craxi che ha scelto la via dell’esilio o di Giulio Andreotti che ha preferito farsi giudicare e persino condannare nel primo grado di giudizio (processo Pecorelli) ma poi essere assolto nei successivi giudizi. Egli ha, invece, preferito trasformare le accuse in un leit motiv dal quale trarne vanto. In questo bailamme Rosario Amico Roxas vi intravede un gioco ancora più raffinato riferendosi alla recente pronuncia della Consulta sul legittimo impedimento. In questo modo, per Rosario, l’argomento portante si focalizza sui tre processi in corso (Mills, Mediaset e Mediatrade), ma con il rischio che siano messi in ombra altri aspetti che riguardano direttamente il ruolo istituzionale del premier. Queste cose non le dice solo Rosario ma le riprende dagli scritti di Paolo Biondani e Vittorio Malagutti. Per costoro sono due gli aspetti che andrebbero approfonditi:
a)     I rapporti personali tra il presidente del consiglio e gli emirati arabi, che nulla hanno a che vedere con la politica estera italiana.
b)    Una nuova inchiesta per riciclaggio penetra nei segreti della Banca Arner.  Dove ci sono i conti della famiglia Berlusconi e dei suoi uomini di fiducia. E dove si intrecciano storie di fondi neri. Nel mirino ci sono giochi di sponda milionari con i paradisi fiscali. Almeno una decina di conti e società off shore di cui, secondo i rilievi degli ispettori della Banca d’Italia, non sarebbe possibile individuare il reale beneficiario. È un terreno minato per definizione, ma la vicenda rischia di trasformarsi in un caso politico. Perché la Arner da circa 15 anni è la banca di famiglia di Silvio Berlusconi.
Il tutto merita per me una riflessione finale: se i partiti sono tali in quanto li lega al loro elettorato un collante ideologico quello del Pdl del premier dovremmo definirlo un collante finanziario-economico di grandi interessi affaristici? Se è così che ci “azzecca” la fidelizzazione dei pensionati, dei disoccupati, dei cassa integrati, dei lavoratori dipendenti e autonomi monoreddito, dei detentori di medi e bassi stipendi ovvero, diciamo per non essere tacciati d’accanimento terapeutico, del 70% degli italiani? Ditemelo voi che mi leggete. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

4 Risposte a “Berlusconi: è davvero accanimento giudiziario?”

  1. Rosario Amico Roxas said

    Caro direttore,
    devo usufruire dello spazio nella tua attenta agenzia, perchè non mi è dato commentare e inviare agli iscritti nella mia rubrica, perchè la mia posta elettronica risulta oscurata; sembra paradossale, ma è così; ci sono fior di tecnici che stanno lavorando per scoprire l’arcano.
    Intanto proseguo senza tentennamenti, grazie alla ospitalità di vari quotidiani, nonchè di parecchie agenzia, con in testa la sua.
    Di seguito un commento pubblicato sui quotidiani:
    E’ vergognoso che un Emilio Fede diriga ancora un TG ed abbia accesso alla pubblica opinione, alla quale propina menzogne su misura per scagionare il suo padrone, mentre gode di scorta protettiva che usa per accompagnare le escort al “bunga bunga” del padrone,
    E’ vergognoso che una Nicole Minetti rivesta ancora la carica di consigliere regionale della Lombardia percependo una salario a carico dei contribuenti.
    Lele Mora fa il suo mestiere, quindi nulla da eccepire; è vergognoso che ci sia un presidente del consiglio che si serva di un simile procacciatore favorendo lo sfruttamento anche di minorenni
    …. a questo è ridotta l’Italia grazie al “miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni”.

  2. Rosario Amico Roxas said

    Una risposta ad un lettore che pone un quesito:
    Ma Ratzinger e le eminenze vaticane non hanno nulla da dire a riguardo?
    I suddetti si sono già ampiamente pronunciati: Ratzinger salutò la vittoria elettorale del cavaliere affermando “Finalmente si respira aria più pulita”, stiamo infatti respirando l’aria pulita che viene emessa dalle ville del cavaliere.
    La contestualizzazione con la quale viene perdonato tutto al cavaliere e, se fosse necessario, anche di più, la dice lunga circa i rapporti tra le due sponde del Tevere, con un mercimonio identificabile con la SIMONIA.
    Benedetto XVI tollera che Berlusconi offra esempio di pubblico scandalo, trovando nelle dorate stanze vaticane chi ne assume la difesa.
    Cristo perdonò la Maddalena, ma per redimerla; oggi si perdonano le escort e chi ne fa uso, non a fini di redenzione ma di appannaggio.
    Dov’è finita la memoria dei grandi pontefici che hanno promosso il Magitero sociale della Chiesa ?
    Credete che basti anticipare la beatificazione di Giovanni Paolo II per poter assurgere a Suo continuatore?

  3. Rosario Amico Roxas said

    Una “imprudente dichiarazione di Barbara Guerra: «Silvio è il mio secondo papà»
    Il Messaggero del 16 gennaio)
    ***********

    Da queste affermazioni si deduce che può esserci anche un terzo papà, un quarto, un quinto,,, senza limiti, perchè…..
    Mater semper certa est, pater nunquam.
    La madre è sempre nota, il padre mai.

    Vuoi vedere che aspira anche lei ad una quota della miliardaria eredità ?
    Chiamala fessa…!!!!

  4. Rosario Amico Roxas said

    Italia pirandelliana.

    Il tribunale dei ministri, sotto l’alto patrocinio del presidente del consiglio, giudicherà le accuse e deciderà se concedere o meno l’autorizzazione a procedere contro il presidente del consiglio.
    Non è la Sicilia la patria di Pirandello, ma tutta l’Italia:

    *** Così è se vi pare !

    *** Chi è Silvio Berlusconi ? Uno, nessuno, centomila !

    *** Chi sono i suoi più stretti collaboratori ? Sei personaggi in cerca d’autore !

    *** Quale linea difensiva inventeranno i suoi avvocati ? Il gioco delle parti !

    *** Si dimetterà Berlusconi ? Pensaci Giacomino !

    *** Ma con queste performances sessuomani cosa cerca il cavaliere ? La patente !

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