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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Wikileaks: non solo parole

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

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Image via Wikipedia

(Di don Luigi Merola) La pubblicazione sul sito Wikileaks di atti riservati, datati 2008, inviati a Washington e scritti dall’allora console generale Usa, J. Patrick Truhn. In sintesi il console afferma, dal suo punto di vista, che la criminalità organizzata la fa da padrona in buona parte delle regioni meridionali. Qualcuno si è scandalizzato di quello che il console ha scritto come se non fosse vero. Abbiamo dimenticato, eppure è davanti ai nostri occhi, che i clan camorristici gestiscono ogni tipo di mercato e ogni attività lecita o illecita: dalla mozzarella alla frutta, dal vestiario alla tecnologia, dalle costruzioni di palazzi ai centri commerciali. E che cosa fa la politica? Poco o nulla è stata la risposta che il console ha dato, ascoltando persone impegnate in prima persona nel tessuto civile e sociale di queste regioni del Sud. Ad un certo punto della sua relazione-riservata il Truhn parla anche di me. Non c’è da scandalizzarsi, perché il console, che ho conosciuto personalmente, ha creduto nel riscatto di Napoli. Si presentò un giorno nella fondazione “A voce de creature” sita a corso Malta e mi domandò che cosa poteva fare per i miei bambini. Risposi: faccia lei? Da quel giorno il console sposò la nostra causa: credeva molto nel recupero e riscatto di questa regione. A luglio 2010, nel saluto finale alle istituzioni, pianse e capii che questa città gli era entrata dentro perché per tre anni era diventata la sua casa: veniva ogni lunedì pomeriggio ad incontrare i miei bambini, insegnando loro la lingua inglese. Negli ultimi anni il console generale aveva anche organizzato uscite pubbliche con i miei educatori e bambini per far conoscere le potenzialità di questa città del sole. Patrick è venuto qui per lavoro, ma anche per “sporcarsi le mani”. Questo gemellaggio Italia e Usa continuerà oggi, perché il nostro cardinale Crescenzio Sepe è in partenza per gli Stati Uniti. Il giubileo davvero vuole dare uno scossone a questa regione e far capire, che tutti insieme e uniti, possiamo crescere e diventare la motrice dell’Italia. Napoli deve ritornare a splendere. Il cardinale Sepe ha lanciato alla Chiesa napoletana e a tutta la città, un forte grido di speranza: «La camorra non vincerà!». Il nostro arcivescovo, a voce alta e con chiarezza, ha schierato la Chiesa tutta in questa lotta contro il degrado e la criminalità, che soffocano ormai lo sviluppo del nostro territorio e distruggono i sogni dei giovani. Napoli deve ritornare ad essere una grande città; qui a Napoli nacque la prima azienda tessile, il primo cantiere metallurgico, la prima ferrovia, la prima nave-crociera. Napoli aspetta, non la grazia dal Cielo. Aspetta che ricominci una storia e si allontani questo senso di vuoto che si respira quotidianamente da un po’ di tempo.

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