Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Clamore mediatico e strumentalizzazioni politiche

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Editoriale. Silvio Berlusconi è, chiaramente, sotto assedio. Le accuse non solo sono gravi ma infamanti. Ci sembra sbagliato battere la pista mediatica dove si alternano solo le voci pro e contro  le indagini svolte. Occorre chiarire tutto e in sede giudiziaria. Il rito abbreviato è l’unica strada percorribile. Non capiamo questa idiosincrasia del Presidente a presentarsi davanti ai magistrati inquirenti. Se è innocente gli sarà facile smontare il castello accusatorio. Non presentandosi o adducendo pretesti di varia natura e li abbiamo sentito snocciolare dai suoi fedelissimi: procura incompetente territorialmente, abuso d’ufficio, ecc. D’altra parte non si può, come giustamente ha affermato il filosofo e politologo Cacciari durante una trasmissione televisiva, stare dietro alle vicende personali del presidente, e lo stiamo facendo da 16 anni a questa parte, mentre il Paese ha bisogno di essere governato per risolvere i gravi problemi del paese che partono dalla disoccupazione giovanile, l’incapacità delle nostre aziende di fare mercato, la crisi della giustizia, le ambiguità nella lotta alla criminalità organizzata, la scuola, la sanità in affanno e l’occupazione in generale dove si deve subire il ricatto delle multinazionali con il sistematico assalto ai diritti dei lavoratori. Un tempo, ma non parliamo di molti anni fa, se un certo personaggio e non solo della politica, era indagato dalla procura si dimetteva per permettersi una migliore e più efficace difesa. Oggi chi ci dice che proprio perché Berlusconi è Presidente del Consiglio non faccia in modo d’inquinare le prove addotte a suo carico? Non diciamo che lo faccia ma che questa impressione potrebbe essere percepita dall’immaginario collettivo. E allora? Rimarrebbe sempre il sospetto e monterebbe sempre di più la rabbia sia dei suoi sostenitori sia degli oppositori. Ciò che  ci sembra ragionevole per tutti è che si chiuda subito questo capitolo: se Berlusconi ha ragione e crede di averne lo dimostri e se i suoi accusatori hanno inventato un castello accusatorio inconsistente che siano subito arrestati e condannati per direttissima. Non intravediamo altra strada se vogliamo veramente andare al nocciolo della questione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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