Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Cordoglio per la 36° vittima

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

“Esprimo le mie più profonde condoglianze alla famiglia del militare morto questa mattina all’interno dell’avamposto italiano “Higlander” nell’area di Bala Murghab e gli auguri di pronta guarigione al suo collega ferito.” – Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm). – “Un’altra vittima del dovere del servizio e dello Stato. Dalle prime dichiarazioni del Ministro sembrerebbe che i fatti si siano svolti con modalità poco chiare all’interno della base italiana e mi auguro che questa volta La Russa non incorra in problemi di comunicazione con i suoi vertici militari. Mi rammarica il fatto che mentre già circolavano le prime notizie sull’accaduto nessuno abbia pensato minimamente di interrompere i festeggiamenti per il cambio del capo di stato maggiore della difesa, che in quei momenti erano in corso presso il museo storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle. “ Precede la notizia: qui
Si chiamava Luca Sanna, 32 anni nato ad Oristano il 4 novembre del 1978 e la sua famiglia è residente a Samugheo (Oristano). Era caporalmaggiore scelto dell’ottavo reggimento alpini di Cividale del Friuli. Sanna si era sposato a metà settembre scorso a Samugheo (Oristano) con una compaesana. Dopo le nozze si erano stabiliti a Lusevera, in provincia di Udine, a circa 30 chilometri da Cividale, Era alla terza missione in Afghanistan. E’ stato colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco all’avamposto Highlander, a circa 10 km dalla base principale del contingente militare italiano a Bala Murghab. Non è morto subito. E’ stato trasportato alla base militare Columbus, dove è deceduto di lì a poco. Con lui vi era il secondo militare ferito al collo e al torace. Per questi si prevede un intervento neurochirurgico presso l’ospedale militare americano di Kandahar. La dinamica dell’uccisione e del ferimento del secondo militare è stata spiegata dal Ministro La Russa. Entrambi furono avvicinati da un uomo che indossava una divisa afghana. Con la scusa che aveva bisogno di aiuto, per pulire un’arma inceppata, ne ha approfittato per eseguire la sua aggressione. Subito dopo ha avuto modo di dileguarsi.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo affidando le indagini ai Ros per accertare la dinamica dell’aggressione. Al riguardo il reato ipotizzato è quello di attentato o di omicidio ai fini terroristici.

Una Risposta a “Cordoglio per la 36° vittima”

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