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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Lara Kobal: “Le Maliziose“

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Trieste  La mostra rimarrà aperta fino al 3 febbraio 2011 nelle sedi: Conestabo Artgallery
via della Fonderia, 5 (primo piano) – Trieste  e Vetrina, via Udine, 2/1 – Trieste. “Gli acquerelli di Lara Kobal sono il suo diario intimo, fatto di colori ed energia che scorrono e si rincorrono sull’accogliente superficie della carta.  Attraverso di essi la giovane artista approfondisce la conoscenza di sé, raccoglie e tesse le proprie emozioni e le fa defluire, affacciandosi al mondo con semplicità, senza filtri, orpelli e sovrastrutture.  Il colore, fluido e vitale, si rapporta con lo spazio bianco del supporto, in una ricerca che si collega idealmente all’arte giapponese, in cui la nozione di vuoto, shunya non indica la vacuità, il nichilismo,  come lo intende l’occidente, ma rappresenta una condizione di possibilità, un potenziale dinamico in  continua trasformazione.  Nelle composizioni di Lara il vuoto non si oppone al pieno, ma dialoga incessantemente con esso; il vero  soggetto è quello che non viene immediatamente rivelato, ciò che si cela nell’intervallo tra un filamento  di colore e l’altro, tra il raccoglimento mentale e la gestualità della pennellata. Uno spazio vibrante, che  racconta più di tante stratificazioni. In esso percepiamo una svariata gamma di emozioni: i colori  vitali indicano l’entusiasmo non lambito da oscure pulsioni, la fiducia nell’aprirsi allo sguardo degli altri;  le volute cromatiche, ingentilite dalla diluizione dell’acqua, si muovono con un incantato stupore, fatto di slanci e riflessioni. Ma vi è anche una profondità dettata dal costante processo di maturazione, dalle esperienze che giorno dopo giorno si sedimentano e germogliano: ecco allora la Malizia che dà il titolo alle opere, sentimento sottile, in bilico tra eros e giocosità, che illumina l’artista e definisce la donna, le sue pulsioni, i suoi desideri. Pagina dopo pagina il diario si apre davanti ai nostri occhi, energico e raffinato, delicato e indissolubile  intreccio tra l’arte e la vita”. (Lorella Klun) (kobal)

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