Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Caso Berlusconi: Perché non sentire i parroci?

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Commento ad un articolo su Bagnasco: «La Cei affronterà lunedì la vicenda Ruby» (Il Messaggero del  21 gennaio) Del concistoro dei cardinali non mi fido; si tratta di persone (non ministri di Dio), fatti salvi pochissimi dei quali potrei fare uno striminzito elenco,  più interessati alla diplomazia, all’economia, agli interessi terreni della Chiesa che alla Testimonianza di Fede. Della Cei  c’è da attendere il pronunciamento con una ipotesi di contestualizzazione che salvi la capra di Berlusconi e i cavoli del Vaticano. Ma perchè non fanno pronunciare una riunione plenaria dei parroci, ma di quelli lontanissimi dalle aspettative  di promozioni…?  Parroci adusi alla confessione e, quindi, alle miserie umane, suggeritori  del sincero pentimento che elargisce il perdono di Dio, condizionato oltre che dal pentimento anche dalla ricerca della redenzione dal peccato. Parroci che vivono in ristrettezze e, quindi, in grado di capire i bisogni dei fedeli, con quella partecipazione che dimostra la testimonianza Una domenica di molti anni addietro, dopo aver servito la messa,  mi sono attardato con l’arciprete officiante; passeggiavamo tra le navate della “Matrice” di San Cataldo, quando l’attenzione fu attirata da un uomo che pregava inginocchiato sull’inginocchiatoio. L’arciprete  (padre Petrantoni, uomo di grandissima umanità) si avvide che quel fedele aveva forzato il lucchetto delle elemosine per impossessarsi del contenuto. Con fare “fraterno” si avvinò all’uomo, che si mostrò immediatamente imbarazzatissimo gli fece presente che i soldi lì contenuti  appartenevano ai poveri e, quindi, anche a lui che certamente  aveva bisogno. Quell’uomo superò l’imbarazzo e si fece riconoscere come un padre di famiglia che doveva sfamare i figli, così prese ciò che gli serviva. Ecco, vorrei sentire parroci così che alla preghiera sanno unire  i fatti e i gesti che sgorgano dalla coscienza, capaci di dialogare con l’Eterno per affidarGli  il destino dei suoi fedeli.  Parroci che non saprebbero cosa farne  delle adulazioni dei potenti, capaci di fustigare, ma anche di perdonare,  seguendo la sola legge che anima la loro esistenza:  l’amore verso il prossimo come diretta dipendenza dell’Amore di Cristo. (Rosario Amico Roxas)

2 Risposte to “Caso Berlusconi: Perché non sentire i parroci?”

  1. fidest said

    A seguito del mio articolo “Perchè non ascoltare i parroci” inviato a tutti gli indirizzi della mia rubrica (ormai oltre le 900 unità, vicino alla soglia di mille), mi ha colpito una mail di ritorno, che riporto nella parete più significativa e di seguito la mia risposta.
    Caro Rosario
    Io, che non frequento la chiesa, ho un’immensa stima del parroco della nostra zona: è un vero, autentico (raro, però), esempio di dedizione ai poveri, ai bisognosi. Sono certo che, da solo, saprebbe dire la parola giusta perfino al Papa! Ma, don Giovanni (Ercolino), non sarà mai consultato! Ciao.enzo
    Caro Enzo
    Qualche tempo addietro scrissi un articolo indicando i migliori personaggi indicati a ricoprire le più alte cariche.
    Per la presidenza del consiglio suggerii un bravo ragioniere, esperto di partita doppia (entrate e uscite), padre di quattro figli tutti impegnati negli studi e prossimi alla ricerca di lavoro, moglie casalinga e madre attenta e premurosa.
    Come Sommo Pontefice indicai un bravo parroco, aduso alla confessione e con la confessione a contatto con le miserie umane del peccato e la misericordia divina nel pentimento (quando è sincero e non occasionale); un parroco che vive di stenti e, spesso, di elemosina dei fedeli; rigorosamente vestito in bianco e nero, privo di colorati orpelli, esibizionistici anelli, ermellini e codazzo di servitori al seguito.
    Nessuno ha ascoltato i miei disinteressati suggerimenti, così ci ritroviamo con Berlusconi e Bossi da una parte e Ratzinger e Fisichella dall’altra, pronti a sorreggersi a vicenda come ubriachi, per non sbattere il muso a terra.
    Cari saluti
    Rosario Amico Roxas

  2. Tommaso Delle Cave said

    Mi dispiace, ma non posso essere daccordo con le vostre idee, non perche` i fatti riportati non siano eccellenti, ma perche` guardate con un occhio ristretto. La Chiesa siamo tutti noi. Incominciando dal Papa sino all`ultimo fedele o all`ultimo parroco (don Giovanni Ercolino, come dite voi). Il Papa puo` solo dichiarare dei principi, far osservare e seguire il Vangelo. E` colui che ci rappresenta, e` il tronco di un albero che porta tutti i rami a se` attaccati. E` poggiato sulle radici di Cristo che aiuta con la sua grazia la Chiesa. Ma come si fa con dei rami secchi che vogliono il divorzio, l`eutanasia, l`aborto! Avete letto tutti idocumenti che il Papa ha emanato in questi pochi anni del suo pontificato? Avete cercato di divulgarli? Avete capito il messaggio? Avete cercato di farlo capire agli altri? E` facile criticare, ma non e` facile muoversi in un mondo dove il diavolo e` nascosto ad ogni angolo. Cristo dice che dobbiamo essere piu` furbi dei serpenti, usare diplomazia, sapere vedere il bene anche tra le spine e le rocce. Un solo esempio: Ormai anche i singoli possono adottare bambini! Io non sono contro il principio in se stesso, ma e` stata aperta una porta ai pedofili, ai pederasti. La porta un volta aperta e` difficile chiuderla!Noi guardiamo a Berlusconi che a me fa pena e che finche` rimane al governo mi fa vergognare, non per le sue debolezze ma per il modo di presentarsi. Voi pensate alla Chiesa che cerca di accettare l`elemosina dello Stato. Ma secondo voi puo` rifiutarla anche se fatta da persone indegne secondo noi? Finisco con Charles de Foucauld: Se gli altri sapessero il perche` delle nostre buone azioni, arrossiremmo tutte le volte”, ma io aggiungo meno male! Se non ci fosse l`atto sessuale non si avrebbero figli, se non ci fosse amor proprio non si amerebbero gli altri, se non ci fosse il diavolo non ci sarebbero santi. Percio` quando guardiamo la Chiesa guardiamo noi stessi, non solo il Papa o Mons. Fisichella. La Chiesa siamo tutti noi con i nostri difetti e i nostri peccati, ma anche forse con tanti pregi che gli altri fanno finta di ignorare!

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