Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Caso Ruby. Questione politica e pompieri di turno

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

Editoriale Fidest. Il ministro Maroni in una lettera aperta sul ”Corriere della Sera” invita maggioranza e opposizione a deporre le armi della sfida quotidiana “su teoremi, complotti e persecuzioni e di tornare ad occuparci a tempo pieno di quello per cui siamo stati eletti, affrontare i problemi e risolverli”. Questa proposta trova, ovviamente, concorde tutta la maggioranza e in tal senso vanno le dichiarazioni di Sandro Bondi, Angelino Alfano e di Silvano Moffa che, nello specifico, considera la proposta ragionevole. Ma non è stata detta la cosa più importante: solo Berlusconi può far abbassare il tono delle polemiche. Se da una parte i magistrati della procura di Milano hanno formulato nei suoi confronti l’ipotesi reato di concussione e ricorso alla prostituzione minorile, dall’altra non è venuto un chiarimento sul merito ma solo dichiarazioni “difensive e aggressive”. Lo sono, infatti, quanto Berlusconi dice che i magistrati milanesi sono incompetenti a giudicarlo, che hanno violato la privacy, che sono eversivi, che nei suoi confronti vi è accanimento giudiziario, che si sente spiato, che per difendersi ha già speso 300 milioni di euro e via di questo passo. Ora si aggiunge  pure l’ipotesi governativa di Lodo Ruby con l’intento di declassare l’accusa di prostituzione minorile abbassando la maggiore età con un decreto legge ad effetto retroattivo. Se è questo un polverone di parte che va ad aggiungersi al “cicaleccio” sull’entità delle misure adottate per accusarlo consistente in centomila intercettazioni, sei mesi di indagini, il coinvolgimento di centinaia di poliziotti, e che, manco a dirlo, sono destituite di fondamento e sono solo capaci di provocare reazioni e distrarre l’opinione pubblica dal nocciolo del problema. La questione è una sola: l’accusa ha un fondamento o no? E credo che non c’è bisogno di sprecare tanto tempo e tante energie. Basta un si e un no e credo che proprio agli innocenti convenga che si faccia chiarezza, punto su punto e subito. Dopo di che interessiamoci dei problemi reali del Paese e non ne parliamo più. E’ chiedere troppo? Maroni, a questo punto, farebbe bene a rivolgersi solo al diretto interessato. E’ lui e non altri la ragione di tanto clamore e, per quanto si sa, se l’è andato a cercare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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