Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Tra chi crede e non crede

Posted by fidest press agency su sabato, 29 gennaio 2011

Di questi tempi è forte la tensione tra chi sostiene una causa e i suoi oppositori. A sentirli pare, per quelli che credono, non sia necessario esibire prove mentre quelli che non credono nessuna prova è sufficiente. Se ci riferiamo ai due fatti politici che riscaldano il clima di questi giorni niente appare più calzante. Prendiamo l’appartamento che si dice svenduto da un partito di cui era segretario Gianfranco Fini, attuale presidente della camera, recando di conseguenza un danno economico al suo movimento e un vantaggio personale. L’ultima prova esibita è una dichiarazione del Ministro Frattini, resa in Senato, per rispondere ad una interpellanza di un senatore, dove si precisa che è stata ufficializzata la proprietà dell’appartamento di Montecarlo e che ora risulta del cognato di Fini. Manco a dirlo il diretto interessato e i suoi amici gridano “allo scandalo” perché si sta facendo un uso politico di una vicenda penalmente e civilmente irrilevante. Poi, sull’altro versante, vi è l’accusa della procura di Milano nei riguardi del presidente del Consiglio per “concussione e ricorso alla prostituzione minorile”. Altro clamore tra quelli che credono e quelli che non credono. I primi ritengono che non sia necessario esibire prove perché è tutta una montatura processuale-mediatica e che si risolverà con un nulla di fatto. Gli altri, invece, che hanno innescato l’accusa, ritengono che nessuna prova è sufficiente per assolvere chi è, per loro, colpevole a tutti gli effetti. La condanna deve considerarsi definitiva. Non solo c’è anche chi soggiunge che questo rimpallarsi di accuse e di difese ad oltranza spingono il presidente a non dimettersi per non essere impallinato dai suoi nemici e che, quindi, fanno il suo gioco. In pratica ci troviamo al cospetti di chi alza il livello delle accuse per sostenerlo e chi lo supporta, ma sotto sotto, spera che se ne vada per oscuri e inconfessati interessi personali. Alla fine a perderci su questo balletto del tira e molla sono gli italiani e quanti ne traggono motivo per disprezzare la politica e per ingrossare le fila di coloro che non andranno a votare. E già oggi si aggirano sul 40%. E’ un suicidio politico che rende la democrazia dimezzata e in balia degli imbonitori di turno. E’ una situazione a dir poco inquietante poiché, a spuntarla, saranno proprio coloro che ne trarranno il maggior profitto: per interessi corporativi, clientelari, per il voto di scambio e per le interferenze della malavita organizzata. Siamo sul crinale di un baratro e non sembra che ci accorgiamo del pericolo incombente. E’ questo il de profundis della politica perché a gestirla sarà sempre meno la parte sana del paese e sempre più i “comitati d’affari”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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