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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Apertura nuovo anno giudiziario

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

Giorgio Napolitano

Image via Wikipedia

Ha avuto inizio l’apertura del nuovo anno giudiziario presso la Corte Suprema di Cassazione in occasione di un’importante ricorrenza, nel centenario dell’inaugurazione di questo Palazzo di Giustizia, l’11 gennaio 1911. Come ha ricordato il Primo Presidente Dott. Ernesto Lupo, nella relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2010, si realizzava: il tenace progetto del guardasigilli Giuseppe Zanardelli di erigere, come in quell’occasione si disse, sulle rive del Tevere un Tempio alla Giustizia nel quale si rinnovasse la vita del diritto di cui l’antica Roma era stata indiscussa maestra …” Un’immagine questa, a mio modesto parere, dissolta nella mente di numerosi leghisti e di alcuni esponenti di rilievo della classe politica. L’intervento del Primo Presidente, del Procuratore Generale della Cassazione Vitaliano Esposito, nonché del Vicepresidente del CSM Michele Vietti, nonostante l’attualità del caso Ruby e l’imperversare dei continui e gratuiti attacchi alla Magistratura, sono stati caratterizzati da un’analisi attenta, dettagliata e costruttiva, con suggerimenti pacati alla classe politica e agli stessi Magistrati, diretti ad una sola ed obbligata direzione, quella della ricerca di un nuovo corso della giustizia sempre più rispettosa dei diritti umani e della dignità dei cittadini. Alla Presenza del Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano e delle autorità, tra le quali: il Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini; della Regione Lazio, On. Renata Polverini, nonché di quelle ecclesiastiche, tra i quali il Cardinale Vicario di Roma, Sua Eminenza Agostino Vallini, etc …, il Dott. Ernesto Lupo, con un tono di voce solenne e determinato, senza falsi trionfalismi, ha sceverato le condizioni impietose in cui versa la giustizia, anche per i continui tagli delle risorse economiche, che si riflettono sull’organico della magistratura e del personale amministrativo, inversamente proporzionale alla crescente conflittualità delle controversie legali e sui mezzi inadeguati che sono a disposizione. Non utilizzando metafore e “senza mezzi termini” ha dichiarato: “… la preoccupante situazione di scopertura dell’organico della magistratura, determinata in gran parte dai ritardi con cui a partire dall’anno 2002 sono stati banditi i concorsi per l’ingresso di nuovi magistrati (…). La carenza di organico, ha giustamente rilevato: “ … mostra i suoi effetti negativi soprattutto negli uffici disagiati e in quelli di piccole dimensioni, rendendo ancora più evidente l’insostenibilità dell’attuale geografia giudiziaria. Non meno preoccupante è il decennale blocco di assunzioni del personale amministrativo e tecnico: l’organico del personale, nell’arco di dieci anni, è passato da oltre 46.000 unità a poco più di 39.000 presenze, compresi i 5000 addetti agli uffici degli ufficiali giudiziari”. Nell’intervento del Presidente si è stigmatizzato sul tema dei tempi della giustizia: “… I tempi eccessivi costituiscono un grave pericolo per il rispetto di uno stato di diritto, conducendo alla negazione dei diritti consacrati dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (…). Ha evidenziato come: “… Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, nella risoluzione del 2 dicembre 2010, ha rivolto per l’ennesima volta la sua attenzione al nostro Paese, si palesa altresì dall’analisi che la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha compiuto sulle proprie decisioni nel cinquantennio 1959 – 2009 che: “… per l’eccessiva durata dei procedimenti l’Italia ha riportato 1095 condanne, la Francia 278, la Germania 54 e la Spagna 11”. Il Primo Presidente, dott. Ernesto Lupo, ha richiamato l’attenzione sul sistema informatico della Corte, evidenziando la necessità di un intervento di riorganizzazione, già richiamato dalla delibera del 28 luglio 2010 del CSM, che ha criticato l’assetto dato al Centro Elettronico di Documentazione in anni recenti. Pertanto con l’intento di migliorare il servizio ha istituito: “… un gruppo di lavoro che ha concluso nei giorni scorsi la propria attività e consegnato una relazione ove sono proposte linee d’intervento”. Un altro aspetto precipuo dell’intervento del Presidente riguarda le intercettazioni telefoniche ed ambientali, considerate a giusto rilievo, indispensabili. Un diverso risultato della riduzione dell’arretrato delle cause civili si adombra nella relazione del Ministro di Giustizia, On. Angelino Alfano, che rivendica dati più positivi e aggiornati, sicuramente in controtendenza e probabilmente trionfalistici – 4% che contrastano con i dati di maggiore completezza – 0,8% del Dott. Ernesto Lupo. Tantomeno appare convincente la tesi del Guardasigilli che attribuisce i mali della giustizia: “…  all’incapacità di fare squadra e alle resistenze corporative che hanno ostacolato i tentativi di riforma del sistema giudiziario italiano”. Altrettanto significativi, diplomatici ma dirompenti per l’uso di un linguaggio intelligente e misurato, che produce un grande effetto, soprattutto “con le parole non dette” e interpretabili da un pubblico attento, risultano le relazioni del Procuratore Generale della Cassazione, Dott. Vitaliano Esposito e del Dott, Michele Vietti Vicepresidente del CSM. Per correttezza professionale e deontologica, il Procuratore Generale non ha taciuto su una “nota dolente”, il riserbo dei magistrati, a tal proposito ha riferito : “… una notizia o un giudizio riferita o espresso dai magistrati, data la funzione svolta assume una rilevanza tutt’affatto diversa da quelle provenienti dalla generalità dei cittadini. Non sempre i Magistrati si attengono al riserbo”. (…). Ha poi aggiunto: “…  il richiamo non vuole significare una limitazione della libertà di manifestazione del pensiero, garantita dall’art. 21 della Costituzione a tutti i cittadini; si vuole soltanto segnalare questa necessità, equilibrio e prudenza, ai quali deve essere improntato il comportamento dei magistrati anche fuori dall’esercizio delle funzioni”. Ha denunciato il grave problema dei tempi lunghi della giustizia ed il consequenziale risarcimento al quale lo Stato è costretto a soggiacere. Pertanto ha affermato: “… che la situazione quasi fallimentare della giustizia e dei suoi tempi si stia trasformando in una situazione che si può definire quasi di insolvenza per lo Stato. Nell’anno 2008, 36 milioni e mezzo degli 81 milioni di euro, che avrebbero dovuto riguardare l’esborso dello Stato non risultano pagati malgrado l’esecutività del titolo”. Ha ricordato: “… che dal principio costituzionale della ragionevole durata del processo, deriva infatti il principio di efficienza processuale” ed infine ha aggiunto che: “… le motivazioni vanno semplificate senza ridurre le garanzie, intervenendo così sulla “tecnica di motivazione”. Di non minore importanza, seppure più lapidario è risultato essere l’intervento del Vicepresidente del CSM Dott. Michele Vietti, che in questa fase delicata e critica della vita del Paese in cui sembrano prevalere contrapposizioni e interessi culturali, esorta ed evidenzia a caratteri cubitali: “… al rispetto della Magistratura”. (Alberto De Marco)

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