Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Per un volontariato delle professioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

Esiste una aspettativa che non può essere soddisfatta per una serie di ragioni, Penso ai tempi di attesa che un mutuato deve attendere per una visita specialistica o un accertamento diagnostico strumentale. In questo senso va un progetto della Fidest di “volontariato medico” in specie per rinforzare i pronti soccorsi ospedalieri con i medici in pensione, di famiglia, liberi professionisti e gli ospedalieri fuori servizio. Lo stesso problema può riguardare altre prestazioni: quelle legali ad esempio a fronte di un costo che non tutti si possono permettere o di un parere di un notaio, commercialista, ecc. Proprio per questa serie di motivi sono nate le associazioni di volontariato, ma non sempre riescono a sopperire il lavoro dei professionisti nel corso della loro attività anche se possono essere sovvenzionati indirettamente dalle assicurazioni, dalle mutue, dalle donazioni o dal cinque per mille et similia. Vi è, ad esempio, una prestazione intellettuale come quella giornalistica, letteraria, di ricerca scientifica e tecnologica che spesso sfugge alla logica di un volontariato organizzato per la sua stessa natura. Su questo fronte vorrei concentrare l’interesse di chi mi legge per suggerire un contributo “a latere” per arricchire le pagine di una piccola testata giornalistica, con la collaborazione di un qualificato professionista che vi possa dedicare qualche ora del suo tempo settimanalmente e a titolo gratuito. Questo perché esiste una piccola editoria che stenta a produrre notizie e, soprattutto, commenti attraverso persone altamente qualificate per il semplice motivo che richiederebbero un costo molto elevato e improponibile. Prendiamo ad esempio l’articolo scientifico, tecnologico, il parere dell’esperto, l’elzeviro e via di questo passo. Questo orientamento vorremmo che fosse opportunamente sviluppato e amplificato nelle sedi competenti con l’ausilio del tam tam dell’informazione, ma anche discusso con eventuali ulteriori suggerimenti pratici. Il fine è chiaro se parliamo soprattutto di assistenza sanitaria: non possiamo permettercela a due marce: quella lenta se è pubblica, e riguarda la maggioranza della popolazione, e quella privata con costi spesso elevati per le famiglie, se si vogliono tempi di attesa brevi e spesso ciò si richiede per obiettive necessità terapeutiche.
Parliamone, chiariamoci le idee e se ne siamo convinti facciamo nostra questa visione e cerchiamo i nostri referenti politici per impegnarli a percorrere tale strada e a concretizzarla, se necessario, legiferando. (Riccardo Alfonso)

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