Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scissione all’interno del Co.Ce.R. Esercito?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

I comparti difesa e sicurezza costituiscono, per definizione, i gangli vitali del sistema paese sia in Italia sia altrove. Questo significa che l’attenzione dei media e di riflesso dell’opinione pubblica è molto elevata. Questa premessa è d’obbligo perché esiste in Italia un particolare feeling che lega il mondo militare con la gente. In altri termini gli italiani hanno sempre amato e rispettato le forze armate e tenuto in grande stima il loro spirito di servizio, la loro dedizione e quella forma di disciplina che li induce spesso a tacere anche quando uno sfogo non solo è naturale ma anche legittimo. Ora con la cessazione della ferma obbligatoria e il passaggio a quella volontaria ciò che cambia non è certo la considerazione popolare ma la misura del rapporto interno sul piano strettamente “lavorativo” che per ciascun addetto significa avere dei contrappesi come possono essere i sindacati. I vertici delle forze armate e, in questo caso anche dei carabinieri e della guardia di finanza, hanno pensato che non sono maturi i tempi per introdurre il ruolo dei sindacati ma che qualcosa di alternativo andava fatto ideando una rappresentanza il cui acronimo è C.O.C.E.R. Ora questo organismo sembra, per taluni, andato in tilt. La critica maggiore è che è poco autonomo e, di conseguenza, non libero nel giudicare certe scelte politiche, economiche e comportamentali che vanno dalla guida politica a quella amministrativa e burocratica della linea di comando. Questo si percepisce attraverso molti segnali che sarebbero da improvvidi non rilevarli poiché dovrebbero preoccupare più se non espressi che spiattellati senza timori. Il fuoco sotto la cenere è più insidioso della fiamma vivida. Questa si vede e si può controllare, l’altra è subdola.
Ma scendiamo nei dettagli per ciò che è dato di sapere. Il tema ricorrente è la mancanza di risorse. Da ciò si fa ricadere la diversa applicazione trasformando dei professionisti, altamente preparati, in addetti ai vettovagliamenti, alla guardiania, alla manovalanza, alla pulizia delle aree comuni e via di questo passo. E’ questo il senso da dare ad una circolare diramata dallo Stato maggiore dell’Esercito lo scorso 3 febbraio e che riguarda, tra l’altro, i reduci dalle zone di combattimento nei vari teatri esteri, e taluni di essi hanno anche famiglia. Ma potrebbe pure essere accettato qualche sacrificio se non prendessimo atto dei tanti sprechi come si evince dal libro “Caro Armato” di Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca per Altreconomia edizioni. Da loro sappiamo, ad esempio, che nonostante la crisi nel 2010 le spese militari hanno superato i 23 miliardi di euro e che il numero dei “comandanti” – 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali- supera quello dei “comandati”. Potremmo ironicamente affermare che in Italia abbiamo un esercito di “generali” e di “colonnelli” mentre a farne le spese sono, manco a dirlo, le fasce più basse che oltre ad essere mal retribuite sono i primi a pagare in termini di vite umane (36 morti solo in Afghanistan). Queste cose, è bene dirlo, non sono un segreto militare. Lo dobbiamo oltre alle battaglie condotte da alcuni rappresentanti del C.O.C.E.R. come Girolamo Foti prima con una sua dichiarazione sul Venerdì di Repubblica e poi in occasione dell’audizione in commissione difesa al Senato che lo vide lasciare l’aula delle audizioni parlamentari in seguito ad un acceso battibecco con il Presidente della commissione difesa Sen. Cantoni (PDL) e il Senatore Torra (Lega Nord). Vi fu poi una interrogazione parlamentare al Ministro La Russa dell’Italia dei Valori, primo firmatario l’On. Paladini, che denunciava il sottoimpiego dei militari e ancora dopo una risposta poco esaustiva del Capo di Stato Maggiore Gen. C.A. Valotto che riportava la problematica all’attenzione del Capo di Stato Maggiore Difesa, il CMCS Bitti scriveva al Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa cercando di richiamare la sua attenzione sullo stesso tema. E il ministro, manco a dirlo, fece orecchio da mercante. L’impegno dei due delegati alla fine ha aperto una breccia alle titubanze di altri delegati come Filippo Scicchitano e Davide Salma e di quasi tutti quelli della categoria C, presentando un documento unitario in merito all’applicazione del nuovo ruolo previsto per legge e dalla circolare di Persomil ai volontari in servizio permanente. Mi chiedo, a questo punto,  come potrà gestire questa probabile crisi, l’attuale  presidente del cocer   Gen.c.a. Domenico Rossi  trovandosi  tra due fuochi:  dar conto  e ragione alle richieste della base e dar conto e ragione ai massimi vertici militari?
Ma il disagio non si può smentire o sottacere. C’è e va compreso. E occorre, a mio avviso, evitare di esasperare le tensioni valutando pacatamente, ma con spirito costruttivo, le legittime aspettative di coloro che rappresentano non un interesse personale ma, semmai, lo inquadrano in quello di una categoria, il ruolo dei graduati, che costituisce l’asse portante della struttura militare e che si attende non privilegi ma giusti e adeguati riconoscimenti. In questo senso vanno i siti http://www.graduati.net allestito da Foti, da Bitti e da altri e graduati.net che in mezza giornata ha superato i mille visitatori. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: