Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 5 febbraio 2011

Caravaggio Una mostra impossibile

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Milano, Palazzo della Ragione 10 novembre 2010 – 13 marzo 2011 A cura di Renato Parascandolo. L’evento continua a riscuotere uno straordinario successo di pubblico e, data l’altissima richiesta di visite e prenotazioni, tutte le opere di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio si potranno ammirare per un altro mese nella suggestiva sede del Palazzo della Ragione di Milano.
Grande entusiasmo da parte del pubblico anche per la presenza dei performer, nei panni del grande maestro, che accompagnano i visitatori all’interno del percorso espositivo svelando curiosi aneddoti sulla vita dell’artista e sulle sue opere. Una visita educativa, accattivante e interattiva per i visitatori di ogni età. Informazioni e prenotazioni  T 199 500 200 (dal lunedì al venerdì ore 8.00 > 20.00, sabato ore 8.00 > 13.00) (Foto Pierluigi Siena per Arthemisia Group)

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Prima di tutto… Una poesia per tutti i tempi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Cleto Iafrate (della FICIESSE associazione civica senza alcun fine di lucro). ha inteso chiudere un suo articolo con una significativa poesia, che egli precisa: “attribuita impropriamente al poeta e drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, ma che in realtà è stata ripresa dalla predicazione di un pastore luterano e teologo tedesco Martin Niemöller (1892-1984), che così recita:
“… Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare …”
Per ragioni di spazio, essendo il suo articolo molto lungo, ho omesso il testo ma mi sono riservato, come ora faccio di riprodurlo sia pure in un diverso contesto. Penso che si attagli a quanto ha detto qualche giorno fa il filosofo Massimo Cacciari nel suo recente intervento ad 8½  di Lilly Gruber riguardo il comportamento distaccato degli italiani per la politica. Italiani che per Cacciari sembrano rintanarsi nel privato come se la politica fosse avulsa dal loro mondo. Eppure è la politica a fare e disfare le cose e a dispetto di tutto e di tutti anche se cacciata dalla porta entra inevitabilmente dalla finestra o da ogni pertugio possibile nella casa degli italiani e la condiziona sino al punto da farne delle vittime designate. In una società complessa come la nostra non vi è nessun Aventino che ci possa sottrarre dagli impegni comuni, dalla necessità di partecipare, di lottare, se la ragione lo impone, per il cambiamento. E dobbiamo farlo ora poiché la libertà degli uni è la libertà di tutti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Appello per ritiro emendamento contro diritti dei militari

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Luca Marco Comellini, segretario del Partito dei Militari (PdM), si è reso promotore di una iniziativa volta a perorare, attraverso una lettera individuale dei militari, inviata via e-mail, ai parlamentare della commissione difesa del Senato, per il ritiro dell’emendamento per la proroga del mandato di rappresentanza. Nel merito si scrive: “il provvedimento che, se licenziato dalla Camera, consente un’ulteriore proroga del X^ mandato della Rappresentanza Militare fino al 2012 a mio parere è l’ennesima deroga al principio democratico della elettività dei Delegati sancito dalla Legge meglio conosciuta come 382/78. Mi sembra doveroso segnalarVi che sono molte le perplessità ed il malumore tra il personale che intendeva candidarsi già lo scorso anno per tale delicata funzione rappresentativa. Preoccupazioni che sono cresciute in maniera esponenziale anche alla luce delle posizioni “acritiche” di una Rappresentanza Militare forse “stanca” certamente a volte distratta. Forse per questi motivi anche il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, in risposta ad una specifica delibera del COCER affiancato ha riferito di aver già partecipato il proprio analogo orientamento di F.A. nelle appropriate Sedi interforze”. La Fidest, a sua volta, nel segnalare quanto pervenuto in redazione, si rivolge ai senatori della commissione affinché, per obiettività informativa, facciano sapere le ragioni che suffragano la presentazione dell’emendamento e l’eventuale contrarietà ad esso affinchè l’opinione pubblica possa essere convenientemente informata e con essa i diretti interessati nell’ambito delle forze armate e dei carabinieri e finanza.

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Nuovo codice dell’ordinamento militare

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Esiste un rapporto inverso tra il livello di democrazia e di civiltà raggiunto da uno Stato ed il numero dei suoi cittadini esclusi dalla partecipazione alla vita ed al dibattito politico.  Lo Stato che riuscirà ad assicurare a tutti i suoi residenti il pieno godimento dei diritti civili e politici avrà raggiunto il massimo grado di democrazia e di civiltà auspicabile. I suoi cittadini si sentiranno sovrani e sudditi allo stesso tempo. In quello Stato, la politica opererà alla luce del sole, senza temere il confronto con alcuna categoria di persone.  Al contrario, lo Stato assolutista tenderà ad accentrare il potere decisionale, negando, con diverse motivazioni, la partecipazione alla vita politica dei suoi cittadini, che considera tutti alla stregua di sudditi.
Nei mesi scorsi, veniva varato, con il D.Lgs 66/2010, il “Codice dell’Ordinamento Militare”, entrato poi in vigore il 9 ottobre 2010. Lo scopo dichiarato era quello di abrogare circa mille atti normativi (per un totale di circa 2.500 articoli di legge), emanati dal 2 aprile 1885 al 1°  gennaio 2010, al fine di semplificare l’intera materia, sopprimendo tutte le norme inutili. Tale fine è stato perseguito raggruppando in un solo corpo legislativo (il D.Lgs 66/2010) ben 2.272 articoli.  In realtà, si è semplificato solamente l’esercizio della memoria: prima del 9 ottobre 2010, era necessario ricordare sia la legge che i singoli articoli; da questa data in poi, è sufficiente ricordare (re-imparare) solo i singoli articoli della comune legge.Per esempio, l’art. 9 dell’abrogata legge 382/78, a mente del quale “I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare o di servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”, è stato accolto dall’art. 1472 del D.Lgs. 66/2010.  Nel procedimento di traslazione dalla L. 382/78 al D.Lgs. 66/10 il dispositivo è stato modificato con l’aggiunta di due semplici parole che, però, restringono inesorabilmente i diritti civili e le libertà democratiche dei militari. La nuova formulazione dell’art. 1472, infatti, recita testualmente: “I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare, di servizio O COLLEGATI AL SERVIZIO per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”.   In merito allo strumento normativo utilizzato, quale fonte di produzione, sicuramente bisognerà approfondire se siano stati violati i limiti contenuti nella delega.  Il dubbio non è di poco conto: se si dovesse accertare la violazione di tali limiti, si dovrebbe ammettere che è stato approvato un atto legislativo apertamente in conflitto con i dettami della Costituzione. E’ notorio, infatti, che un atto emanato dal solo esecutivo non possa comprimere i diritti già riconosciuti e garantiti da una legge ordinaria, emanata dal Parlamento sovrano in un fecondo clima dialettico in cui trovano spazio anche le volontà delle minoranze e dell’opposizione. Non a caso il giudice costituzionale ha, a più riprese, sollecitato l’impiego di criteri direttivi il più possibile circoscritti, qualora la delega vada ad incidere sulle libertà costituzionali e sui diritti fondamentali (sentt. 250/1991; 53/1997; 49/1999; 427/2000; 251/2001; 212/2003). Di là di qualsiasi considerazione di carattere giuridico, riservata al mondo accademico, sembrerebbe che l’art. 1472 abbia riportato il nostro Paese indietro di almeno 280 anni, quando le forze armate erano concepite “per sorreggere il trono”. Concezione che ha trovato il suo migliore interprete nel Generale Pes di Villamarina, che fu ministro della guerra dal 1832 al 1847, secondo cui occorreva vietare “con rigore, non pure nelle caserme, ma nei privati domicili, al militare gregario e graduato, qualunque studio, qualunque lettura, anche di argomento militare, sì che un ufficiale scoperto autore di qualche scritto o perdeva il grado, o vedeva preclusa ogni via di avanzamento” (Cfr. “Forze armate e Costituzione”, pag. 101, F. Pinto, Marsilio editori). Per di più, la nuova formulazione della norma offre una grandissima discrezionalità alle autorità militari, che potendo ritenere ogni opinione espressa collegata lato sensu al servizio, possono impedire che trapeli all’esterno, nella società civile, qualsiasi problematica che agita ed inquieta il mondo militare. Inoltre, ad un precetto così vago ed indeterminato, come quello in esame, corrisponde una sanzione ben definita e, soprattutto, penalmente rilevante, circostanza che contrasta con l’art. 13 della Costituzione e con l’art. 1 del C.P.. Infatti, il punto 6) dell’art. 751 del DPR 90/10 dispone che la violazione dell’art. 1472 del D.Lgs. 66/10 è punita con la sanzione della consegna di rigore (arresti di rigore), che comporta l’obbligo di rimanere in un apposito spazio dell’ambiente militare o nel proprio alloggio per un massimo di 15 giorni.    Ritengo che il cittadino militare debba essere totalmente integrato nella vita democratica del nostro Paese. Le sue preoccupazioni e le sue istanze dovrebbero godere della massima visibilità; sostenere il contrario significherebbe guardare con nostalgia ad esperienze che, fortunatamente, la storia ha ormai archiviato e si auspica che non vengano mai più riproposte. Tali esperienze nel passato hanno trovato, proprio nella separazione del comparto militare dal resto della società civile, terreno fertile per il loro progressivo consolidamento e successiva degenerazione. Il tentativo di isolare il cittadino militare dal resto della società, perciò, appare una strada molto pericolosa, che lede proprio quella posizione di apoliticità delle FF.AA. e delle Forze di polizia militarmente organizzate, posta a presidio delle istituzioni democratiche.  Il miglior rimedio contro tali pericoli consiste in un ripensamento del ruolo del militare all’interno della società, egli deve poter vivere con coscienza la vita della nazione e tenere sempre nella più alta considerazione individuale la salvaguardia del sistema costituzionale.
Le riforme che comprimono i diritti costituzionali dei cittadini militari, fatte passare per difendere l’apoliticità degli stessi, il più delle volte nascondono una decisa scelta politica. Tale scelta si sostanzia nella necessità di avere cittadini militari subordinati, non tanto alla legge, quanto piuttosto alle esigenze perseguite, attraverso l’apparato esecutivo, dai gruppi più forti presenti nella realtà civile e sociale del paese.
L’apoliticità va pensata come una “strada a doppio senso di marcia”, il militare va garantito, oltre che dalle insidie provenienti dall’esterno, anche da quelle, eventualmente, provenienti dall’interno, “si rischiano incidenti” quando una delle due forme di garanzie viene sacrificata a vantaggio dell’altra. (Cleto Iafrate – FICIESSE associazione civica senza alcun fine di lucro).

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Lo “spazio” italiano nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Roma 8 febbraio 2011 h. 18.30  Auditorium dell’Ara Pacis – Via di Ripetta, 190 “Aspettando Roma InConTra” è il format che racchiude le anticipazioni del programma di “Roma InConTra”, attualmente in preparazione a cura dei suoi ideatori, Iole ed Enrico Cisnetto, sulla scorta del grande successo di “Cortina InConTra”. Anche “Roma InConTra”, come la kermesse cortinese, sarà dedicata ai temi della grande attualità, e prenderà il via nella prossima primavera, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, nella bellissima location dell’Ara Pacis a Roma.  Nel frattempo, “Aspettando Roma InConTra” darà un assaggio della programmazione vera e propria di “Roma InConTra” e dello stile che la connoterà. Il primo incontro è in calendario per l’8 febbraio ed è dedicato a quello che per l’Italia consideriamo il tema dei temi: quale spazio abbiamo oggi e possiamo avere domani nei nuovi assetti dell’economia mondiale, caratterizzati dalla competizione globale e dalla “rivoluzione tecnologica” post-industriale. La ricetta sembra essere una sola: per farsi largo, l’Italia deve puntare sulla valorizzazione di eccellenze dislocate nei settori più avanzati. Magari prendendo spunto da esempi straordinari come quello di Luigi Gerardo Napolitano, pioniere della microgravità, che a cavallo tra Italia e Stati Uniti, negli anni Cinquanta, ha portato avanti progetti di fondamentale importanza nell’ambito dell’ingegneria aerospaziale. Oggi il nostro Paese dispone sia di alcune presenze forti nel settore sia di eccellenti potenzialità su cui puntare, ma è necessario per valorizzare appieno le une e le altre moltiplicare gli sforzi che congiuntamente devono produrre le istituzioni e le aziende, concentrandosi su innovazione, sviluppo e ricerca.
Per saperne di più, sono stati invitati i manager che guidano due multinazionali italiane ad alta tecnologia: Paolo Scaroni e Pier Francesco Guarguaglini. Due dei più importanti uomini d’impresa, che hanno voluto puntare tutte le loro fichés (vincendo) sull’internazionalità e la capacità innovativa delle aziende che dirigono. Con loro discuteranno, prendendo spunto da un libro che racconta la storia di Luigi Gerardo Napolitano, il figlio Fernando Napolitano, tra i più affermati consulenti italiani, l’autore del volume Giovanni Caprara e Luigi Nicolais, parlamentare, ex ministro ed esperto di tecnologie, che di Napolitano è stato grande amico. Il tutto sotto la guida di Enrico Cisnetto, che come a Cortina è il patron di “Roma InConTra”.

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Nord Africa in cerca di transizione democratica

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Di Domenico M. Ardizzone –  La drammatica rivolta in Nord Africa, dall’Algeria alla Tunisia, all’Egitto si è mossa, ovunque,  per una identica voglia di cambiamento, contro la disoccupazione, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, contro le precarie condizioni di vita, contro la corruzione. I veri motivi delle  proteste, secondo gli analisti, sono la sovrappopolazione e l’indigenza. Sin dai primi fermenti il  segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha invitato alla moderazione, alla non  violenza e al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali esortando i governanti ad  “ascoltare con attenzione la voce del popolo, le sue aspirazioni, le sue sfide e le sue speranze per un futuro migliore”.  L’Onu sta monitorando l’evoluzione delle proteste e le tensioni nell’intera regione del Nord  Africa. La situazione è complessa e le condizioni per una transizione democratica appaiono  ancora incerte laddove possa esserci il rischio di un vuoto di potere. Esperienza insegna che il  vento di democratizzazione soffiato in Africa dopo la caduta del muro di Berlino, ha generato,  purtroppo, anche altre fonti di conflitto, perché non sempre il cambiamento si è svolto rispettando le regole. Al riguardo, in un recente rapporto si legge che “regimi a più partiti  rimpiazzano quelli a partito unico, ma questi partiti sono spesso costituiti su una base regionale o tribale. Perciò ogni operazione elettorale è l’occasione di violenze. I risultati  vengono truccati o i favoritismi tribali diventano talmente palesi che scoppiano i conflitti. Per  fare fronte, tra l’altro, a questo tipo di situazioni l’Onu ha creato nel 1994 la Divisione per  l’assistenza elettorale. Ma nelle guerre in Africa gli interlocutori sono difficili da individuare o  tengono poco conto degli impegni che hanno firmato”.  Nel continente africano le Nazioni Unite sono presenti con diverse strutture. In aggiunta alle  missioni di peace keeping, ci sono delle Agenzie del sistema Onu che hanno il compito di trovare delle soluzioni: l’Alto commissariato per i diritti dell’uomo a cui si possono rivolgere le  vittime di soprusi, l’Unicef per i problemi dell’infanzia, la Fao per le necessità alimentari, l’Unesco per la salvaguardia dei beni culturali, l’Unhcr per aiutare i rifugiati, e così via. Ma  l’azione di queste strutture viene spesso vanificata dall’insufficienza di finanziamento. Inoltre la loro dipendenza finanziaria da pochi paesi risulta dannosa, perché ci sono dei tentativi di strumentalizzare l’Onu per gli scopi politici di singoli membri.  Esistono anche strumenti europei che potrebbero sostenere la transizione democratica in Nord Africa, come l’Unione per il Mediterraneo, ma fin quando prevarranno le politiche tardo-coloniali di alcuni paesi, sarà pressoché impossibile fare dei passi in avanti. Intanto UnioneEuropea e Stati Uniti hanno dichiarato pieno sostegno al processo di transizione democratica,  in Tunisia e in Egitto precisando di non voler interferire sulle scelte del popolo che dovranno  compiersi attraverso libere elezioni. Ma la transizione sarà difficile nel caso in cui insorgessero  dei vuoti di potere. Sarebbe quindi da auspicare un intervento ad hoc delle Nazioni Unite nella  sponda sud del Mediterraneo.

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Recepire direttiva rimpatri

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani: “Il mancato recepimento della direttiva europea sui rimpatri, che dal 24 dicembre pone l’Italia in aperta violazione dei Trattati, sta determinando una grave situazione di incertezza nel nostro ordinamento, ancora una volta sulla pelle di migliaia di immigrati. Di fronte alla decisione delle principali Procure italiane di non procedere più agli arresti per violazione della Bossi-Fini e alle conseguenti resistenze del Ministero dell’interno, è urgente che il Parlamento recepisca la direttiva rimpatri nella legge comunitaria. Dopo che in Senato, con un blitz della Lega, la direttiva è stata tolta dalla legge comunitaria, tocca alla Camera dei deputati intervenire per far rispettare gli obblighi che all’Italia derivano dall’adesione all’Unione europea. Al Ministro Maroni, che oggi ha preannunciato un decreto legge per contrastare gli effetti negativi delle norme europee, ricordo che le direttive non si disinnescano ma si applicano”.

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Inquadramento imprese agromeccaniche

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Rispondendo al cortese invito del presidente della Commissione Agricoltura della Camera, on, Paolo Russo, una delegazione di UNIMA (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola) guidata da Aproniano Tassinari ha incontrato i deputati membri della Commissione per discutere e approfondire i principali aspetti della bozza del Disegno di Legge presentato alla stessa Commissione lo scorso giugno.  Di fronte alla Commissione, i delegati UNIMA hanno esordito ricordando come la situazione italiana sia ferma alla sommaria definizione dell’attività agromeccanica data dal D. Lgs. 99 del 2004, mentre negli altri paesi membri dell’Unione Europea, con le eccezioni di Slovacchia e Polonia, il problema è già superato.  L’approfondimento tematico ha riguardato tanto i presupposti della proposta, che prevedono per la qualificazione delle aziende agromeccaniche requisiti minimi di professionalità dimostrabili attraverso una certificazione su base volontaria delle aziende, nonché gli effetti che una sua eventuale approvazione avrebbe sul panorama agricolo futuro, a partire dalla presenza di un nuovo soggetto in grado di garantire nell’ambito delle lavorazioni agricole tracciabilità e certificabilità dei prodotti richiesti dal mercato e l’elevata compatibilità ambientale indicata dall’Europa come la via maestra da seguire nel prossimo futuro.
Dalla sua formulazione e dalla sua prima presentazione alla Commissione Agricoltura, la proposta di UNIMA ha già trovato ampi riscontri in Europa, divenendo la base di una proposta di inquadramento normativo europeo portata avanti dalla CEETTAR (la confederazione delle associazioni che rappresentano il comparto agromeccanico nei diversi stati membri UE) presso le istituzioni comunitarie e che sarà tema di discussione e confronto tra i principali esponenti delle associazioni nazionali e diversi membri della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo il prossimo 21 febbraio al SIMA di Parigi, in occasione dell’annuale Giornata Europea del Contoterzismo.

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Da Taiwan una nuova cura contro i tumori

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Un gruppo di ricercatori taiwanesi della National Cheng Kung University (NCKU) della città di Tainan, ha scoperto un sistema in grado di eliminare le cellule cancerogene senza ricorrere a trattamenti quali la chemioterapia o la chirurgia laser. Young Ming-shing, il professore che guida il team del dipartimento di energia elettrica, ha sviluppato insieme alla sua squadra un metodo che utilizza una strumentazione per l’induzione del calore ad alta frequenza modulabile ed un sistema endoscopico 3D guidato magneticamente.
I responsabili della ricerca ritengono di poter immettere il trattamento in commercio entro i prossimi tre anni mentre un prototipo potrà già essere pronto tra due anni. “La Biotecnologia è un’industria emergente in Taiwan – spiega Michael Lai Ming-chiao, Presidente della NCKU – che si concentra sulla ricerca e lo sviluppo di nuove cure e nuove strumentazioni. Per quanto riguarda le prospettive economiche, le possibilità di Taiwan di sviluppare con successo equipaggiamenti medici sono molto alte, grazie a tempi di produzione relativamente rapidi.”
I ricercatori sono stati invitati dal Brookhaven National Laboratory di Upton (New York) e dalla Aurora Imaging Technology di North Andover (Massachusetts) per partecipare a ricerche integrate sulla risonanza magnetica e sulla tomografia ad emissione di positroni.

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Le priorità 2011 dell’Assemblea Onu

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Nel suo incontro con la stampa sulle priorità dell’organismo che  guiderà durante il 2011, Joseph Deiss, presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha espresso preoccupazioni circa la violenza e il caos crescenti in Costa d’Avorio, derivanti dal rifiuto di Laurent Gbagbo di dimettersi in favore di Alassane Ouattara, dopo aver perso le  elezioni presidenziali di novembre. Deiss ha detto di deplorare e condannare fermamente le violazioni dei diritti umani e gli attacchi contro i civili da parte delle forze e dei fedeli sostenitori  di Laurent Gbagbo, soprattutto contro il personale delle Nazioni Unite così come contro le forze di pace e le loro attrezzature.  Il presidente dell’Assemblea generale ha elogiato la determinazione degli Stati membri e della  comunità internazionale a sostegno di legittimità e democrazia in Costa d’Avorio, ricordando  che il 23 dicembre l’Assemblea aveva adottato all’unanimità una risoluzione che approvava la nomina da parte di Ouattara di Youssoufou Bamba come nuovo rappresentante permanente  del paese alle Nazioni Unite. Le priorità dell’Assemblea elencate dal presidente per i prossimi  mesi, tra le altre, sono: la riforma del Consiglio di Sicurezza, la rivitalizzazione dell’Assemblea  generale, la revisione del Consiglio dei diritti umani, il riesame dell’attuazione della risoluzione 61/16 sul rafforzamento del Consiglio economico e sociale, le riunioni ad alto livello su malattie  non trasmissibili, la lotta alla desertificazione, il decennale della Conferenza mondiale contro il razzismo, la riduzione dei rischi di catastrofe, e la “green economy”.  Riferendo sulla sua recente visita in Cina, Deis ha detto di aver discusso con il Vicepresidente  Xi Jinping e il ministro degli esteri Yang Jiechi su una vasta gamma di questioni connesse all’Assemblea, come gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, la prossima Conferenza di Istanbul, lo sviluppo sostenibile, la governance globale, la riforma del Consiglio di Sicurezza e la più ampia revisione delle Nazioni Unite, dei diritti umani in generale e della situazione in Sudan, in Costa d’Avorio e nella penisola coreana.  Interrogato in merito alla procedura del Comitato credenziali dell’Assemblea nel considerare la validità dei rappresentanti di uno Stato membro nel qual caso si presenti un cambio di governo, ha risposto che, nel caso della Costa d’Avorio, il nuovo presidente ha invitato il Comitato ad approvare la sua nomina. Ha aggiunto che l’attuale rappresentante permanente della Tunisia manterrà il suo incarico fino a quando il nuovo governo del paese lo legittimerà o  domanderà al Comitato di incaricare un sostituto. Deiss ha dichiarato di voler affrontare in particolare la tematica riguardante il rischio di catastrofi nelle grandi aree urbane, al fine di tentare di fornire una guida completa sulla prevenzione e sulla gestione dei disastri.

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Banane: compensazione per i Paesi ACP

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

L’Unione europea ha accettato di porre gradualmente fine al trattamento preferenziale riservato agli esportatori di banane dall’Africa, Caraibi e Pacifico (ACP) in cambio dell’impegno da parte dei Paesi latino-americani di ritirare il loro esposto in sede OMC. I Paesi ACP produttori di banane riceveranno inoltre un sussidio di 200 milioni di euro proveniente dal budget europeo, in aggiunta a quello già stanziato dall’UE, per compensare l’incremento degli scambi commerciali con l’America latina. I deputati avvertono tuttavia che il sostegno ai paesi ACP potrebbe rivelarsi insufficiente e troppo breve per fornire un aiuto concreto ai produttori locali di banane e respingono fermamente ogni tentativo di finanziare tale sovvenzione con denaro destinato alla cooperazione allo sviluppo. Chiedono pertanto alla Commissione di indicare chiaramente come le risorse da investire nei sussidi possano essere ricavate da fonti diverse e di presentare un nuovo accordo di finanziamento pluriennale. L’Unione Europea è il mercato più esteso per quanto riguarda il commercio di banane. Più del 70% delle banane vendute in Europa, proviene dall’America latina (principalmente da Ecuador, Colombia, Costarica e Panama) e circa il 20% proviene dai paesi ACP (fondamentalmente Cameroon, Costa D’Avorio, Repubblica Dominicana, Belize and Suriname); la restante parte è prodotta nei paesi dell’Unione stessa (Cipro, Grecia, Madeira, Isole Canarie e i dipartimenti francesi d’oltremare di Guadalupe and Martinica).

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Tunisia: una lezione di politica estera all’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Parlamento europeo. I deputati affermano che il caso Tunisia è un chiaro esempio dei difetti della politica estera comunitaria. Pertanto, il Parlamento chiede di rivedere la politica europea di vicinato, anche garantendo l’inserimento e l’attuazione di una “clausola sui diritti umani” in tutti gli accordi con i paesi terzi. In termini concreti, i deputati chiedono che l’UE metta in atto la decisione di congelare i beni all’ex Presidente e alla sua famiglia, che l’Alto rappresentante coinvolga il Parlamento nella preparazione di piani concreti per sostenere il processo democratico in Tunisia e che l’Unione invii una missione di osservazione elettorale nel paese, quando necessario. I deputati propongono inoltre un uso più flessibile dei vari strumenti di finanziamento per garantire assistenza alla Tunisia.

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Prezzi benzina

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

I prezzi della benzina sono alle stelle, lo dicono in tanti ma chi dovrebbe fare -il Governo e il ministero dello Sviluppo Economico- ha avuto una “idea geniale” e l’ha subito realizzata: una “commissione per la valutazione delle dinamiche dei prezzi dei carburanti” in cui tutti gli interessati, incluse le associazioni di consumatori che sono sotto l’ala protettiva di questo ministero, avranno voce in capitolo per.. e qui ci si ferma perchè non si capisce! Ufficialmente: “individuare sistemi chiari e condivisi di rilevazione statistica dei prezzi e dei valori di riferimento…”. Ma non c’era già questo rilevamento statistico, grazie a diversi organismi incluso il “Garante per la sorveglianza dei prezzi” che fa gia’ quanto dovrebbe fare questa nuova commissione, per esempio, come si legge nel comunicato del ministero, “Nel caso vengano rilevate nell’andamento dei prezzi incongruenze tali da violare il regime di concorrenza, la commissione esercitera’ il potere di segnalazione alle autorita’ competenti”. Probabilmente mettere tutti intorno ad un tavolo fa contenti i commensali e -garantito- non affrontera’ mai il problema principale dell’alto costo dei carburanti alla pompa: le tasse!! Cioe’ il 70% di quanto paghiamo al distributore, quando invece, se anche per i carburanti ci fosse il medesimo regime di tutto cio’ che acquistiamo, dovrebbe essere solo il 20% di Iva. Fintanto che il problema carburanti non sara’ affrontato in quest’ottica (e non e’ una commissione che puo’ deciderlo), tutto quello che gira intorno sara’ solo illusione creata ad arte per far credere che qualcosa si sta facendo. Ma continueranno ad essere i soliti noti che prendono in giro i consumatori che continueranno a pagare imperterriti.

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Federalismo: 10 motivi per votare no

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

“Non so davvero dove trovino il coraggio di chiamare questa riforma ‘federalismo’. È una definizione blasfema. Mi scorrono davanti agli occhi gli slogan di cui in questi anni i leghisti hanno infarcito la retorica federalista. Prima hanno urlato: ‘Padroni a casa nostra!’ per chiedere maggiore autonomia. Poi è stato il turno del leit motiv “Pago- Vedo-Voto” a significare una richiesta di maggiore responsabilizzazione per gli amministratori: premi per quelli bravi, sanzioni per quelli spreconi. Infine, il capolavoro della metafora tremontiana dell’’albero storto’ della finanza pubblica, da raddrizzare – ci hanno detto – con una riforma che riequilibrasse disparità e disuguaglianze tra i vari territori. Alla fine, la montagna ha partorito un topolino, geneticamente modificato per giunta. Perché è questa la verità: il federalismo che voteremo oggi non ha nulla a che vedere con quegli slogan e con la sacrosanta necessità di dare un assetto federale al sistema della finanza pubblica italiana. È solo un pasticcio, per dieci motivi che elenco sinteticamente.   La riforma determina:  1) più centralismo e più poteri a Roma;  2) minore autonomia per i comuni;  3) minore responsabilizzazione per gli amministratori locali; 4) più tasse per i lavoratori dipendenti; 5) più tasse per i pensionati; 6) più tasse  per le PMI (per intenderci, tutti i proprietari di fabbriche e capannoni pagheranno molto di più); 7) nessuna tassa comunale per gli evasori; 8) disparità intollerabili tra comuni privilegiati e comuni svantaggiati, anche all’interno della stessa Regione (basti pensare a quelli a vocazione turistica, che ne usciranno strafavoriti rispetto agli altri); 9) privilegi per tutti i comuni delle regioni a Statuto speciale; 10) confusione e incertezza normativa: il sistema fiscale diventerà un labirinto entro il quale per il cittadino sarà  impossibile capire dove andranno a finire le sue tasse. Eccoli, i dieci motivi per votare no. Dieci buoni motivi per dire alla Lega: ‘Peccato, vi siete sbagliati. Questo non è federalismo’”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta Marco Stradiotto, senatore PD e membro della Commissione Bicamerale per l’Attuazione del Federalismo fiscale.

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Molise: degenza pre-operatoria eccessiva

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Campobasso. Stando ai dati diffusi dall’Eurispes nel Rapporto Italia 2011, nel Molise il ricovero che precede gli interventi chirurgici sembra essere il più lungo d’Italia. Difatti in questa regione sembra che la media sia di 2,33 giorni, quasi il doppio della media nazionale (1,38 giorni). Permanenza che risulta a dir poco eccessiva e alla quale viene contrapposta come prima ragione la poca disponibilità di posti letto che costringe i pazienti a dei ricoveri anticipati al fine di non perdere il turno. “Il trend negativo che continua a registrare la sanità molisana viene confermato anche dai dati alquanto scoraggianti sulla tempistica per la degenza pre-operatoria nella regione”. Con queste parole interviene sull’argomento la responsabile per il Molise dell’Italia dei Diritti, Anna Aurisano. Tra i motivi legati all’insoddisfazione dei degenti verso la Sanità, c’è anche il costo del ticket troppo elevato e la poca qualità del servizio erogato che ha portato ad un aumento delle persone che si rivolgono a strutture private in caso di interventi chirurgici. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro continua la sua analisi con decisione dichiarando che: “E’ sempre più necessario un forte e radicale rinnovo della dirigenza politica regionale che sta conducendo il Molise sempre più ad essere un fanalino di coda un po’ in tutti i settori rispetto al resto delle regioni italiane”.

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Lotta alla contraffazione

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

“Io non voglio il falso”. È questo l’invito che il Ministero dello Sviluppo Economico e le Associazioni dei Consumatori lanciano agli italiani. È partita infatti la campagna informativa per la lotta alla contraffazione promossa dal Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione – Direzione generale per la lotta alla contraffazione – Ufficio italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con le Associazioni Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino. La campagna ha lo scopo di sensibilizzare i consumatori sull’illegalità della contraffazione e quindi dell’acquisto di prodotti contraffatti e della eventuale pericolosità derivante dall’acquisto di tali beni.
La contraffazione è un fenomeno in espansione, che a partire dall’abbigliamento si è esteso contaminando anche settori sensibili quali gli alimenti, i prodotti per l’igiene della persona, i cosmetici, i giocattoli, ecc.. Un fenomeno preoccupante perché mette a repentaglio la sicurezza e la salute delle persone. Acquistare e regalare prodotti originali e certificati è, invece, garanzia di sicurezza e salute per se stessi e per gli altri. Presso le sedi e sui siti delle Associazioni Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino sarà disponibile GRATUITAMENTE materiale informativo sotto forma di Vademecum e Volantini su come contrastare il fenomeno della contraffazione, e sui rischi che un prodotto contraffatto comporta alla salute e alla sicurezza. “Io non voglio il falso” non è solo una Campagna di sensibilizzazione per la tutela del consumatore, ma anche una Campagna per la salvaguardia delle imprese italiane e dei posti di lavoro. Sostenere il commercio legale è un modo in più per combattere l’illegalità.

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Delegazione del PE a Tunisi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Il Parlamento europeo invierà una delegazione composta da 12 deputati in Tunisia dal 3 al 6 febbraio che incontrerà rappresentanti del nuovo governo provvisorio e della società civile. La delegazione sarà guidata da José Ignacio Salafranca (PPE, ES) e da Pier Antonio Panzeri (S&D, IT), che presiede la delegazione del PE per le relazioni con il Maghreb. Anche l’italiano Mario Mauro (PPE) prenderà parte alla missione.Il Parlamento adotterà una risoluzione sulla situazione in Egitto durante la prossima sessione plenaria a Strasburgo del 14-17 febbraio.

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Pakistan: nuova ondata sfollati

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Negli ultimi giorni, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha registrato 25mila sfollati a causa delle recenti operazioni militari contro gli insorti nell’Agenzia di Mohmand, una delle aree tribali nel nord-ovest del Pakistan. Se gli scontri dovessero intensificarsi, si stima che entro la fine di febbraio il numero degli sfollati potrebbe salire a 90mila (o 10mila famiglie). L’UNHCR ha allestito due nuovi campi che ospitano principalmente le persone fuggite dopo il 27 gennaio, quando le operazioni militari si sono intensificate, dalle aree di Sagi e Dawezai nell’Agenzia di Mohmand. Molti dei nuovi arrivati nei campi hanno poco più dei vestiti che indossano e servono urgentemente abiti e ripari per l’inverno. Dall’inizio delle operazioni militari contro i ribelli nel 2008, questi sono i primi due campi organizzati dall’UNHCR per i pakistani sfollati a seguito dei conflitti scoppiati nelle aree tribali. Nelle precedenti ondate di violenza i civili erano fuggiti verso gli insediamenti della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, cercando rifugio nei dintorni di Peshawar. L’UNHCR ha anche inviato a Ghalanai, quartier generale dell’Agenzia di Mohmand, ingegneri e staff specializzato nella protezione e nelle operazioni sul campo, e ha aiutato le autorità locali ad erigere dei campi a Nahqi e Danish Kol, a nord e nord-est di Ghalani. Ogni famiglia registrata riceve una tenda e altri aiuti di prima necessità (come materassi, coperte, kit da cucina e abiti caldi per i bambini). Inoltre vengono distribuiti pasti caldi e l’UNHCR si sta accordando con il Programma Alimentare Mondiale (PAM) per fornire razioni alimentari. Oltre ad allestire i campi nell’Agenzia di Mohmand, l’UNHCR sta anche chiedendo che agli sfollati venga permesso di spostarsi per raggiungere parenti ed amici a Peshawar o altri insediamenti. Le autorità dovrebbero garantire libertà di movimento agli sfollati e l’UNHCR ha inviato il proprio staff per monitorare la situazione. I rimpatri sono stati piuttosto modesti. Dallo scorso settembre, circa 8.500 persone sono tornate nel Sud Waziristan mentre, dall’inizio del 2010, 162mila hanno fatto ritorno nell’Agenzia di Orakzai.

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Rilancio dell’innovazione nel Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Oltre alla ‘governance’ anche le nuove tecnologie nella nuova Legge Cinema della Regione Lazio
La proposta è stata avanzata formalmente ieri dal regista e giovane produttore Jordan River, dopo l’incontro dell’altro ieri a Roma per la presentazione della Legge Quadro sull’audiovisivo nel Lazio illustrata dalla Presidente Polverini. «Dall’incontro di ieri, durante il seminario sulla Legge Quadro, dal Suo intervento e da quelli di alcuni altri relatori, – scrive il Jordan River – è emersa la forte volontà di un nuovo modello di ‘governance’ anche in tale settore, che a Roma rappresenta circa il 70% dell’intera produzione audiovisiva italiana» Egli segnala l’esigenza di una svolta nel comparto del settore «Occorre premettere che questo particolare momento storico ci segnala l’esigenza di forti cambiamenti nel tessuto sociale e culturale, un momento che richiede forti cambiamenti radicali. Anche e soprattutto nell’audiovisivo e nell’entertainment questo è più marcato» Nella proposta di miglioramento della normativa sottolinea l’esigenza di direttive atte a premiare il merito anche per ciò che riguarda l’innovazione «Dall’avvento del digitale e dell’impiego del 3D in sala oggi, per fortuna, sono cambiate (direi evolute) anche le ‘regole del gioco’. Ma se prendiamo come esempio il caso italiano, secondo i dati forniti dall’ANEC, il fenomeno 3D ha influito al 99 % sullo sviluppo degli schermi digitali, passati da 50 a ben oltre 500 a fine 2010. D’altro canto, ancora alcun produttore ‘qualificato’ italiano non ha investito nel 3D e nessun regista italiano in voga ha ancora mai sperimentato il 3D stereoscopico, diversamente da ciò che fanno i più importanti concorrenti all’estero, che ormai producono solo opere nella terza dimensione, per non parlare poi delle università statunitensi, che sperimentano già l’olografia». Evidenziato, infine, il rischio di trovarsi d’innanzi ad una norma regionale vecchia quanto le altre

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Europa e crisi rifiuti in Campania

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

L’Italia deve rispettare la legislazione comunitaria sulla gestione dei rifiuti urbani senza ritardi, migliorare la trasparenza delle procedure per contrastare il coinvolgimento del crimine organizzato e ricostruire uno stato di fiducia con le popolazioni locali, secondo quanto afferma una risoluzione approvata giovedì.
Approvando con 374 voti a favore, 208 contrari e 38 astensioni la risoluzione presentata dai gruppi politici S&D, ALDE, Verdi/ALE e GUE, i deputati criticano la decisione di aprire discariche in aree protette e ribadiscono che i fondi regionali saranno liberati quando le autorità italiane presenteranno un piano per la gestione dei rifiuti conforme alle norme UE.
I fondi strutturali bloccati dalla Commissione saranno liberati “non appena il piano della gestione dei rifiuti sarà effettivamente conforme alle norme UE”. Attualmente, un piano di gestione dei rifiuti presentato dalle autorità italiane è sotto l’esame della Commissione che ne sta verificando la conformità al diritto comunitario, in particolare per la questione della gerarchia del trattamento e la sicurezza delle discariche.
Le misure straordinarie impiegate dal governo italiano per derogare alle regole sulle valutazioni d’impatto ambientale e sugli appalti pubblici per nominare commissari straordinari per prendere decisioni senza consultare o informare le autorità locali sono considerate “da gran parte della popolazione come parte del problema, per l’insita mancanza di trasparenza e di vigilanza istituzionale”. Ciò ha facilitato, sostengono i deputati, una maggiore presenza della criminalità organizzata. Tali misure d’emergenza sono state tuttavia cancellate dal governo italiano nel dicembre del 2009, restituendo cosi alle autorità locali i poteri di gestione dei rifiuti, ricordano i deputati.
La decisione di aprire discariche in aree protette all’interno del Parco nazionale del Vesuvio, come nel caso di Terzigno, è criticata dai deputati che si oppongono anche a un suo eventuale allargamento, sottolineando anche il sostegno alla decisione di non aprire una seconda discarica a Terzigno, nel sito di Cava Vitiello.

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