Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

150 anni unità d’Italia: il gravame di un peso

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2011

Siamo giunti a 150 dall’unità d’Italia. E’ una data che ci induce ad una commemorazione solenne ma non tutti sembrano convinti sulla necessità di farlo. Se mettiamo da parte le ragioni di chi opta per i festeggiamenti alla grande e ci limitiamo a considerare le obiezioni dei critici dobbiamo innanzitutto riconoscere che per il come stanno andando le cose ci sarebbe poco da festeggiare. Pensiamo per esempio alla Lega, notoriamente separatista e alle minoranze tirolesi. Pensiamo ai tanti meridionali che si sentono amareggiati ed esclusi da questa festa che dovrebbe anche dire un rilancio dell’economia del Sud, migliori servizi, trasporti, assistenza sanitaria e via di questo passo. Diciamo che un ricco regno delle Due Sicilie in 150 anni è diventato l’ombra di se stesso. Tutti si sono sentiti in dovere di umiliare la sua crescita industriale, economica e finanziaria. Tutti hanno preferito ignorare un sistema di trasporti e reti di comunicazione disastrate. Non pochi hanno favorito l’espandersi della malavita organizzata. Ora ci troviamo con aree inquinate che colpiscono le falde idriche. Con una disoccupazione giovanile che in alcune località tocca il 50% e una formazione professionale che in parecchi casi è solo apparenza. Oggi si consolida il culto delle grandi migrazioni interne: i malati che vanno al nord per farsi curare. I giovani che vanno a studiare e a lavorare al Nord o a recarsi all’estero. L’agricoltura che è messa in ginocchio da politiche inadeguate di sostegno e si tende ad importare perché non è più conveniente produrre in loco. Tutti costoro che possono trovare di tanto esaltante nei 150 anni dall’unità d’Italia? E’ un bilancio sconfortante che si può rivelare una beffa se affidiamo all’attuale classe politica il compito di magnificare questa storica ricorrenza che è indubbiamente grande se ci ha dato l’unità ma che suona come una offesa per chi l’ha ridotta ad un clamoroso insuccesso. Ci rimane, a mio parere, solo una cosa da fare: cogliere l’occasione per riflettere seriamente e per imprimere una svolta radicale per restituire al meridione la sua dignità offesa e umiliata. Perché il meridione non è il parente povero. Perché il nord non è l’Italia ma solo una parte e se vuole definirsi unitario deve rendersi credibile in concreto o altrimenti lo dica senza remare contro nel sottobosco. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta a “150 anni unità d’Italia: il gravame di un peso”

  1. Antonino Calì said

    La verità deve essere diffusa tra la popolazione ed insegnata nelle scuole, dibattuta nei circoli e tramandata nelle famiglie. Abbiamo tutti il dovere di ricordare e diffondere la vera storia dell’Unità d’Italia, ovvero di quel sangue che è stato sparso, di quelle donne che sono state stuprate, di quei bambini uccisi e di quelle masse trucidate affinchè codesto “Belpaese” possa chiamarsi Italia. Questa è stata l’Unità d’Italia: la soppressione violenta di un florido Regno per l’instaurazione e l’arricchimento di un altro Regno. Ancora oggi esistono opere d’arte, documenti, beni preziosi artistici e storici nei musei e nei palazzi piemontesi e longobardi. Soprattutto oggi, tanti meridionali vivono lontani dalle proprie terre, tante famiglie sono separate a causa del bisogno, della fame e delle maledette circostanze. Ma oggi più che mai abbiamo il dovere di ricordare per riavere, ricordare per ritrovare, ricordare per rifondare l’identità, la dignità e la storia di un popolo che è stato il precursore della modernità e della cultura in Europa. Oggi abbiamo anche il dovere di guardare avanti, di costruire un nuovo Sud, di edificare nuove idee, di sognare nuovi orizzonti, di preparare una nuova classe dirigente, di ridare futuro e dignità alla nostra gente. L’Italia vive perché vive il Sud. Siamo noi la vera Italia apprezzata e rispettata in tutto il mondo.
    Il futuro è a Sud, un nuovo sole sorge dal Sud.
    Antonino Calì – Presidente Movimento per il Sud

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: