Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Caso Berlusconi: la posta in gioco

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Sembra una maledizione. Non siamo riusciti a liberarci di Mussolini se non dopo una sanguinosa guerra mondiale. Siamo usciti dal tunnel degli errori fatali commessi da uomini che prestati alla politica ne hanno fatto scempio e ci è voluta l’operazione “mani pulite” della Procura di Milano. Ora è la volta di Silvio Berlusconi. Per anni è stato inseguito da inchieste e da sospetti di varia natura e per finire ai giorni nostri con imputazioni molto gravi: concussione e ricorso alla prostituzione minorile. Macigni che avrebbero schiacciato anche uomini più coriacei di lui eppure resta a galla. Non solo. E’ riuscito per 16 anni, sia pure con qualche breve pausa, a restare a palazzo Chigi e a costruire una maggioranza parlamentare di fedelissimi (a parte lo svarione Fini e suoi amici) e a legare indissolubilmente la Lega al suo carro. Sente di permettersi di fare di tutto e di più perché ha un asso nella manica: quello di aver coinvolto molte potenti persone e affari di caratura internazionale. Lo ricorda bene Rosario Amico Roxas allorché scrive: “Ciò che è certo che non potrà trattarsi di un’operazione indolore, nè in stato anestetico, perchè gli interessi economici in ballo sono tali da far prevedere il peggio per la loro illegittima tutela. Si tratta di interessi internazionali gestibili solo dallo scranno di presidente del consiglio: dal rifacimento del Canale di Panama alle autostrade nel Nord Africa; dalle emittenti televisive nel Maghreb al petrolio libico; dal metano russo alle forniture militari sia all’Italia che alle nazioni belligeranti, tramite comode triangolarizzazioni con nazioni compiacenti, fino ad arrivare agli investimenti in Brasile, in una esaltante e fantasmagorica rincorsa con il conflitto di interessi.” Come può il piccolo Davide (impersonato per l’occasione dalla Procura di Milano) sconfiggere il grande Golia se a dispetto della storia passata questo nostro Davide non dispone né pietre né fionde e a mani nude potrà fare ben poco o, meglio dire, nulla. Avevamo già scritto che Berlusconi non è stato il frutto del suo grande carisma mediatico ma la conseguenza di una diaspora politica dei partiti che favorirono ai tempi Mussolini e il suo avvento al potere e oggi alla stessa maniera hanno permesso a Berlusconi di farsi strada e, crescendo, lo hanno reso quasi immortale. Qui siamo al cospetto di due opposizioni, e ci starebbe anche bene: una di centro destra e una di centro sinistra. Ma chi sono i loro capi? Da una parte Fini-Casini-Rutelli-Montezzemolo e dall’altra Bersani-Veltrone-Letta-Franceschini-Vendola. Tutti primi della classe ma che si elidono a vicenda. Dall’altra abbiamo sempre lui e i suoi protettori. E vince perché sull’altro versante si continua con il gioco al massacro delle candidature. E il popolo degli elettori cosa ne pensa? Continua ad essere rassegnato, cinico e schifato dalla politica dei politicanti e alla fine non va al 40% a votare e per il resto si divide e si lascia andare allo scoramento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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