Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

La base FLI: santa alleanza?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Il Secolo d’Italia   di domenica   13 febbraio nota di commento) Ma non chiamatela “santa”; i santi stanno in paradiso, mentre qui sembra l’anticamera dell’inferno. Se il problema è quello di eliminare politicamente il cavaliere, allora non si tratta di “alleanza” ma di “Comitato di Liberazione Nazionale” (non vi dice nulla il nome?). Perchè di liberazione si deve parlare, come e forse anche più di quel ventennio fascista che cominciò abbastanza bene nei primissimi anni, per diventare un coacervo di contraddizioni al punto di finire assimilato al nazismo e al comunismo, sia per i metodi che per i risultati. Allora a stravolgere l’itinerario iniziale furono gli interessi della borghesia, dichiarata fascista e diventata anti-fascista alla caduta del regime, insegnando ai popoli che la borghesia produttiva si allea con il potere, qualunque esso sia. Oggi la storia si ripete ma non con una borghesia fondamentalmente sana, ma con un’accozzaglia di parvenu dediti all’arricchimento personale, con i mezzi illeciti che il governo protegge, legiferando di comodo. D’altra parte il ministro delle finanze è il tributarista dei maggiori evasori fiscali, per i quali non ha bisogno di trovare escamotages nelle leggi esistenti, in quanto le leggi che servono se li fa su misura, come accaduto con il condono tombale e lo scudo fiscale. Al vertice cv’è l’imprenditore Berlusconi, fattosi politico per riempire il vuoto lasciato dalla prima repubblica in disfacimento, per non dover più chiedere “favori” ai politici che chiedevano compensi, e poter amministrare in proprio la programmazione dei suoi interessi  e degli sviluppi delle sue aziende in stato fallimentare (lo confessò lo stesso cavaliere a Montanelli, quando affermò che se non fosse “sceso” in politica sarebbe andato incontro al fallimento). Con una raccolta indifferenziata dei rifiuti della prima repubblica fondò il partito e, grazie ai suoi media, convinse l’Italia di essere il salvatore della patria uscita con le ossa rotte da manipulite. Ora serve una nuova Costituente, in grado di adeguare le norme ai tempi mutati, ma senza alterare lo spirito democratico che anima la Costituzione. Il tutto con una operazione chirurgica idonea ad estirpare il tumore che ha aggredito il corpo nazionale, generando metastasi nei gangli portanti dello Stato. Ciò che è certo che non potrà trattarsi di un’operazione indolore, nè in stato anestetico, perchè gli interessi economici in ballo sono tali da far prevedere il peggio per la loro illegittima tutela. Si tratta di interessi internazionali gestibili solo dallo scranno di presidente del consiglio: dal rifacimento del Canale di Panama alle autostrade nel Nord Africa; dalle emittenti televisive nel Maghreb al petrolio libico; dal metano russo alle forniture militari sia all’Italia che alle nazioni belligeranti, tramite comode triangolarizzazioni con nazioni compiacenti, fino ad arrivare agli investimenti in Brasile, in una esaltante e fantasmagorica rincorsa con il conflitto di interessi (Rosario Amico Roxas)

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