Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

La presa di coscienza dei diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Non possiamo dimenticare che il XIX secolo è stato il secolo del risveglio della coscienza civile, del forte richiamo ad una società più rispettosa dei diritti dei più deboli. Ma ebbe dei limiti. A parlarne non furono i proletari delle fabbriche, i braccianti agricoli delle campagne, i diseredati, gli oppressi dalle politiche colonialiste, ma la borghesia perché la sola capace di organizzare, stimolare la protesta, raggiungere un accordo con i poteri forti e trarne, alla fine, un proprio vantaggio. E’ mancato, in altri termini, il tribuno del popolo figlio e lui stesso operaio o bracciante o artigiano. Il secolo che seguì non mutò se non di poco il precedente andazzo. Ora che le tute hanno cominciato a diventare colletti bianchi e la classe operaia in un certo senso si è imborghesita si avverte un impegno maggiore che proviene dal basso. E’ corale ma continua ad essere privato da una guida carismatica che possa organizzare, guidare, spronare. Ora sembra che questa coscienza “acefala” riesca a scrollarsi di dosso l’idea dell’uomo del destino attraverso una rivolta di popolo grazie alla complicità delle moderne tecnologie che riescono a riversare le masse nelle piazze, a stimolarle, a renderle barricadiere e capaci di rovesciare governi e potentati e a provocare un effetto domino. E’ quanto sta accadendo in Nord Africa: Tunisia, Egitto, Algeria ma anche altrove, come in Albania, sia pure con alterne fortune. In taluni di questi paesi gli uomini al potere erano dei dittatori e governavano opprimendo le libertà civili e lasciando le popolazioni nella miseria. Si sa, invece, che riuscivano ad accumulare per se e i loro amici, ingenti fortune conseguenti allo sfruttamento sistematico delle risorse nazionali. Ora ci auguriamo che questa voglia di essere artefici dei propri destini non si trasformi in un’altra cocente delusione per cui il nostro auspicio-augurio è che nella coralità dell’impegno si sappiano scegliere gli uomini giusti per pilotare il cambiamento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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