Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Detenute madri: una legge-spot che non risolve

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2011

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale eletta nelle liste del Pd, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Con il testo approvato mercoledì scorso dalla Camera dei Deputati sulla tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori lo slogan “mai più bambini in carcere”  lanciato dal Ministro Alfano due anni fa è destinato a rimanere lettera morta. Questo provvedimento infatti non risolve certo il problema di quelle detenute madri, magari nomadi e recidive, che stanno in carcere in attesa di processo o perché condannate in via definitiva. Iloro bambini, infatti, continueranno a rimanere chiusi all’interno degliistituti di pena, perché in relazione a questa tipologia di detenuteesisterà sempre l’esigenza cautelare di eccezionale rilevanza o il pericolo di reiterazione di ulteriori delitti o quello di fuga che non consentirà loro di scontare la custodia cautelare o la reclusione presso un istituto a custodia attenuata o presso una casa famiglia. Peraltro anche in questa delicata materia, quella cioè della tutela del rapportotra detenuta madre e minore, i deputati della maggioranza e della opposizione hanno pensato bene di confermare l’infame regime del doppio binario processuale sulla base del quale una detenuta madre condannata per un delitto di cui all’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario non potrà scontare in nessun caso il primo terzo della pena al di fuori delle muradi un istituto penitenziario, come se i bambini di queste donne fossero colpevoli per i delitti, per quanto gravi, commessi dalle loro madri. Ma ammettiamo pure che una detenuta avesse tutti i requisiti soggettivi e oggettivi richiesti da questo provvedimento, anche in quel caso madre efiglio non potrebbero mai uscire dal carcere per andare negli istituti a custodia attenuata, visto e considerato che fino al 2014 ciò sarà possibile solo nei limiti dei posti disponibili. Il rischio insomma è che anche nei suoi aspetti positivi questo provvedimento non potrà essere pienamente applicato a causa della scarsa copertura finanziaria. Le Associazioni che abbiamo audito in Commissione Giustizia ci avevano ammonito soprattutto sull’aspetto della recidiva di nomadi etossicodipendenti e su quanto fosse  importante seguire percorsi individualizzati (e meno costosi per le casse dello Stato e delle istituzioni locali) di reinserimento sociale per queste madri e i lorobambini, ma un’impostazione securitaria che nulla ha a che fare con la vera sicurezza dei cittadini, ha impedito di ascoltare quelle parole di saggezza. Per tutti questi motivi come radicali – pur avendo la nostra delegazione presentato una proposta di legge su questa materia elaborata incollaborazione con l’Associazione Il Detenuto Ignoto – ci siamo astenuti al momento della votazione. Insomma, rimane poco più del titolo del tema “mai più bambini in carcere”, manca lo svolgimento e, soprattutto, una convincente e giusta soluzione del problema.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: