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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Milleproroghe: ultima spallata agli atenei pubblici

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

E’ passato al Senato, il decreto milleproroghe non dovrebbe avere problemi alla Camera. Molti forse non sanno che negli anni passati fra le varie norme che venivano approvate con il decreto vi era anche quella che permetteva a molti atenei di abbattere una serie di costi sul personale che venivano sostenuti dalle università italiane nel calcolo del 90% del FFO.  In particolare veniva abbattuto un terzo del costo del personale convenzionato con il servizio sanitario regionale (che per noi è sempre nazionale). L’abbattimento di un terzo del costo di questo personale che svolge attività assistenziale permetteva agli Atenei di stare sotto il 90% del FFO, oppure di avvicinarsi molto a quella soglia.  La cancellazione di questa norma penalizzerà molti Atenei sia in termini di successivi finanziamenti pubblici che di possibilità di assunzioni e chiarisce quale sia il progetto del governo sul sistema universitario nazionale e delle sue relazioni con il Servizio Sanitario Nazionale.  La cancellazione di questa norma per gli atenei vuole dire abbandonare al proprio destino il personale convenzionato col SSN.  La CRUI, a cui paghiamo fior di contributi, intervenga su questo invece di preoccuparsi delle indennità rettorali.  Non basta però re-inserire la norma nei provvedimenti finanziari di governo, si deve avere anche il coraggio di trovare nuove soluzioni che tutelino davvero il personale universitario in convenzione superando questa impasse che si presenta ogni anno con il decreto mille proroghe. Di fatto oltre allo sconto che può essere importante per le università, c’è il regalo che riceve ogni anno il Servizio Sanitario Regionale: unità di personale che costano poco, lavorano come i colleghi della sanità, ma con molte meno tutele. Va attivato, e lo rivendichiamo, un tavolo di confronto con i Ministeri dell’Università, dell’Economia e della Salute, con la Conferenza delle Regioni e le OO.SS. per superare questa indeterminatezza.

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