Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Una “cara” amicizia che ci costerà molto “cara”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Sahara desert from space.

Image via Wikipedia

La situazione libica è in piena fase evolutiva, mentre il mondo intero condanna le stragi che il colonnello Gheddafi  sta pianificando nel suo paese, utilizzando il figlio; sembra infatti che il colonnello sia riparato all’estero in attesa che la rivolta venga sopraffatta nel sangue per tornare in Libia per la vendetta finale. La Libia non ha mai abbandonato la propria  natura tribale; ogni libico appartiene ad una tribù e ne è orgoglioso. Solo gli interessi petroliferi hanno tenuto insieme le varie tribù, ma ora non basta, perché Gheddafi ha preteso fare la parte del leone in quegli interessi, mortificando quelli delle altre tribù. Numerose tribù, tra cui i Warfalla, la più numerosa del paese con circa 1 milione di affiliati, e gli Zawhiya, originaria dell’omonima città situata a 30 chilometri da Tripoli, hanno annunciato il loro appoggio alla protesta. Una decisione  da interpretare come prodromo di uno scontro tribale che toglierebbe al colonnello ogni controllo, specialmente delle forze armate.     La tribù di Gheddafi, i Qadhadfa, è la principale rivale dei Maghariba, di cui è membro Jallud, il più probabile successore di Gheddafi.  I Maghariba possono al momento contare su un alleato come i Warfalla e gli Zintan che hanno sfidato apertamente il colonnello annunciando di aderire alla rivolta. L’uso di mercenari  stranieri di origine africana  è dettato   dal fatto che questi  non hanno legami tribali e, quindi, su di loro  si può quindi contare per una letale campagna di repressione.Un evento anomalo viene riferito dalla stampa internazionale: l’intervento dei Tuareg a sostegno della rivolta. I tuareg non sono libici, sono berberi che vivono nomadi  nel Sahara, ma hanno importanti alleanze con alcune tribù, specialmente con Maghariba e con le tribù del Nord-Est della Libia, al confine con l’Egitto; la loro capacità di azione  è (e forse sarà) determinante, perché  possono influenzare l’intervento di altre tribù berbere che vivono nel Sahara tunisino, algerino,marocchino, mauritano e senegalese. I tuareg berberi  rappresentarono la punta di forza dell’esercito arabo alla conquista dell’Europa.Ora rimane l’imbarazzo di una nazione come l’Italia che si ritrova ad essere identificata, da chi succederà a Gheddafi, come la nazione che ha esaltato il dittatore, tramite il presidente del consiglio. Sarebbe significativo che le nuove  amministrazioni che dovessero  reggere le sorti del dopo-Gheddafi, identificassero negli uomini specifici  le alterazioni della cronaca più palese; alterazioni sulle quali varrebbe la pena indagare alla ricerca di affari personali che hanno provocato l’illecita appropriazione di beni nazionali che hanno scatenato la rivolta. (Rosario Amico Roxas)

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