Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

I bookmaker inglesi e le primarie Pd

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Parto da una notizia che mi è pervenuta via e-mail: Il “rottamatore” Matteo Renzi, sindaco di Firenze, si sbilancia in un pronostico sulle prossime primarie del Pd: «Non credo che i candidati saranno Rosy Bindi e Pierluigi Bersani». I bookmaker, come riferisce Agipronews, smentiscono subito il “Renzi-Pensiero” e nelle  quote sul prossimo candidato a Premier del centro-sinistra disegnano un sfida alla pari proprio fra Pierluigi Bersani e Rosy Bindi. Per la sigla internazionale Bet1128 sono loro, a quota 1,80, i favoriti per il ruolo di leadership. Staccata di poco l’ipotesi Nichi Vendola che pagherebbe 2,20, un ritorno di Romano Prodi non è da escludere a priori e si gioca a 5 volte la scommessa. A 7,00 Luca Cordero di Montezemolo, per l'”intruso” Beppe Grillo la quota salirebbe fino a 10,00. Chiudono il tabellone Walter Veltroni (a 13,00) e Antonio Di Pietro (a 15,00).Se dovessimo tener da conto queste “quote” le candidature credibili nel pd sono due: Bindi e Bersani. Ancora una volta si torna alla logica degli apparati incapaci di rompere con il passato e di proporre uomini o donne e con essi idee nuove. Di certo, a mio avviso, merita di più la Bindi in quanto mostra d’essere maggiormente rappresentativa per i media, ha una apprezzabile facilità d’eloquio e meno “paternalista” suo segretario. D’altra parte pare che ci dobbiamo accontentare di queste due candidature e augurarci il meno peggio, ovvero la Bindi. E’ tempo che una donna si candidi per la presidenza del consiglio. In fatto di donne avevo già suggerito a Berlusconi alla vigilia del 14 dicembre, prima che incassasse la fiducia, di fare un gesto tra il nobile e il provocatorio e di candidare alla sua successione la ministra Giorgia Meloni. Non è certo, per bellezza, paragonabile a Mara Carfagna o alle bellezze del suo entourage, ma rispetto alle altre ha per lo meno il vantaggio di aver fatto politica fin dall’adolescenza e per uno stesso partito quello di cui era segretario Gian Franco Fini. Qualcuno, a questo punto, potrebbe obiettare che non è questione di donne. Probabilmente ha ragione se penso alle prese di posizione anti apparato partitocratico della Carfagna e della Gelmini e che è bastato un incontro con Berlusconi per ritornare in squadra con la coda fra le gambe. E allora dobbiamo proprio gettare la spugna e accontentarci di ciò che passa il convento senza fiatare? Probabilmente si e ciò significa che l’unico partito che potremmo ingrossare è quello degli astensionisti che già oggi rappresentano il 40% dell’elettorato. Mi chiedo solo dove è andato a nascondersi l’uomo che potrà battere Berlusconi, perché da qualche parte ci deve pur essere, ma nessuno, per ora, sembra volerlo seriamente. In passato c’era riuscito per ben due volte Romano Prodi ma a fargli le scarpe ci hanno pensato i suoi stessi alleati. Ora non sarebbe più credibile. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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