Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Libia: Ipotesi di un intervento militare occidentale?

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Lettera al direttore. Mosca ha definito “inammissibile” ogni interferenza esterna nella situazione libica e l’uso della forza. Lo ha riferito l’agenzia Interfax citando il ministero degli esteri russo. Ed invece credo che questo sia uno dei rari eccezionali casi in cui un intervento militare a sostegno degli insorti, ed ovviamente dietro loro richiesta, sarebbe moralmente giusto. Il ricorso, infatti, ad un mezzo cattivo (la violenza) per raggiungere un fine buono (la salvezza di vite umane) è lecito qualora non esistano altri mezzi per il raggiungimento del fine stesso. L’intervento armato sarebbe giustificato dalla necessità. Oppure c’è altra strada per fermare il folle dittatore che sta massacrando la popolazione? Non possiamo fare come le stelle, che stanno a guardare. E neppure come il buon Dio, senza il cui volere non cade neppure un passero… (Miriam Della Croce)

Una Risposta a “Libia: Ipotesi di un intervento militare occidentale?”

  1. fidest said

    Gentile direttore, vorrei aggiungere qualche precisazione riguardo alla mia lettera “L’intervento militare sarebbe giustificato dalla necessità”. La mia, anche se forse non mi sono espressa con chiarezza, era un’ipotesi. I discorsi folli del dittatore folle, il quale ha parlato di ratti da sterminare, mi ha spinto a ritenere che nel caso il pazzo procedesse alla eliminazione sistematica di tutti i “ratti” e della loro prole, vale a dire di tutti i rivoltosi e delle loro famiglie, bambini compresi, limitarsi a guardare e a gridare allo scandalo, sarebbe da irresponsabili. E’ ovvio che se esistono altri mezzi (e questo l’ho scritto chiaramente) per evitare un genocidio, occorre ricorrere a quei mezzi. E’ altresì ovvio che l’intervento (e questo pure ho scritto chiaramente) dovrebbe essere richiesto dai rivoltosi, dovrebbe essere disinteressato (illusione?), e limitato al tempo necessario per mettere il sanguinario dittatore nelle condizioni di non spargere altro sangue. Questo e solo questo dovrebbe essere lo scopo. In linea di principio sono sempre stata contraria alla guerra, ma se per ipotesi dovessimo trovarci nuovamente davanti ad un Hitler, se domani un dittatore cominciasse a costruire forni crematori, potremmo restare sempre dell’idea di non ricorrere alle armi? Miriam Della Croce

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