Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Imprese femminili in provincia di Firenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

A metà 2010 le imprese femminili registrate in provincia di Firenze mostrano di aver tenuto le proprie posizioni, nonostante le turbolenze economiche, attestandosi a quota 23.643 (21,8% sul totale delle sedi registrate fiorentine, rispetto al 21,4% del 2007). Il loro contributo si conferma, però, ancora una volta minore rispetto a quanto si osserva in altri territori come Toscana (23,6%), Centro-Italia (23,8%) e Italia (23,3%). Le ditte individuali sono nettamente prevalenti (12.292, 52,3%); seguono società di persone (29,2%) e di capitale (16,9%). Rispetto al totale delle imprese fiorentine è ancora molto ampia la forbice tra le due forme societarie, forse per una certa difficoltà da parte delle imprese femminili a spostarsi verso forme più articolate e strutturate di fare impresa. A livello nazionale le imprese femminili attive rappresentano il 24,1% delle imprese attive e la loro diffusione appare molto più marcata nelle province medio-piccole del Centro Sud (36,1%), mentre solo il 17,9% trova sede nelle regioni del Nord-Est. La provincia fiorentina è al 79° posto in generale e al 7° tra quelle più grandi (ovvero con oltre 80.000 sedi di imprese attive sul territorio) per tasso di presenza delle imprese femminili.   In ambito regionale la provincia di Firenze detiene la quota maggiore di imprese (24%), seguita (10,5 e 10%) da Lucca e Pisa. In Toscana trovano casa il 6,9% delle imprese femminili, ma le regioni più densamente popolate in termini numerici sono Lombardia (13,5%, oltre 191.000 unità) e Campania (10,5%, 148.000).   Il tasso di imprenditorialità femminile (rapporto tra imprese attive in generale e popolazione femminile di età compresa tra i 15 e i 64 anni) si attesta al 6,6% (3,9% se riferito alle imprese individuali), mentre il tasso di presenza nelle compagini direzionali arriva al 18,6%, dato questo ben al di sopra tanto della media italiana (15,3%), quanto del corrispondente valore stimato per il complesso delle cariche provinciali (15,7%).   Le imprese femminili attive si caratterizzano per una spiccata terziarizzazione, che si traduce quindi in una concentrazione nei servizi (commercio: 29,9%, servizi alle imprese: 22,1%, servizi alle persone: 10,1% e alloggio e ristorazione: 7,6%), a scapito soprattutto dell’agricoltura (2.022 unità, pari al 9,6%), dell’edilizia (3,8%, valore quest’ultimo che riflette anche la modesta presenza di imprenditoria femminile tra le nazionalità tradizionalmente più presenti in questo ramo, come quella rumena o albanese1) e del comparto manifatturiero (15,9%).   Per una quota rilevante delle imprese femminili italiane e toscane il dato sul capitale sociale è assente. In provincia di Firenze, il dato è assente per il 46,9% delle imprese (ovvero 9.874). Per le restanti è possibile notare come in generale esse siano sostanzialmente poco capitalizzate; essendo difatti il 71,9% dotate di un capitale sociale inferiore a 20.000 €. Poche, poi, sono le imprese che hanno sottoscritto un capitale sociale superiore a € 100.000; tra queste, esigua la consistenza di quelle ad esclusiva o forte partecipazione femminile. Queste ultime, infatti, sembrano connotate da una maggior debolezza strutturale: il 73,1% di queste hanno un capitale sociale compreso tra 10 e 20 mila €, contro una quota del 66% per quelle a presenza forte e del 51,5% a presenza maggioritaria. In queste ultime si trovano quelle più capitalizzate (11,8% tra 25 e 50 mila € e 10,6% tra 100 e 150 mila €). Sul versante del fatturato questa situazione si riproduce in maniera abbastanza palese; in particolare, da una prima lettura della distribuzioni di frequenza, al netto delle società di capitale per le quali il valore della produzione è assente, emergerebbe una dicotomia tra imprese ad esclusiva-forte presenza da una parte e a presenza maggioritaria dall’altra. Nel primo gruppo il 51,6% delle imprese rientra nella fascia fino a 250 mila €, mentre solo il 17% si posiziona oltre il milione di €; nel secondo, invece a fronte di un 46% che fattura fino a 250 mila €, il 25,5% si colloca invece oltre il milione (14,7 tra 1 e 2 ½ milioni di €).

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