Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

La dissoluzione del capitalismo liberista

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

La fine dei dittatori africani coincide con la fine di un capitalismo anomalo, giunto al potere senza transitare dal sistema democratico che lo genera.  Il capitalismo occidentale ha iniettato il virus del capitalismo non nella cultura di un popolo che non lo avrebbe capito nè promosso, ma nel singolo personaggio giunto ad un  potere  di stampo, inizialmente, tribale, in grado di soddisfare la base popolare con l’esaltazione della religione e la soddisfazione del nazionalismo tribale. Ma il capitalismo occidentale era in agguato, in attesa del consolidamento di quel potere per fornire i mezzi e i metodi più caratteristici alla ricerca dell’arricchimento personale e di una ristretta cerchia di fedelissimi (meglio se facenti parte della corte familiare). Reduci da secoli di colonialismo e di sfruttamento, le popolazioni accoglievano il leader come il salvatore della loro libertà  (termine del quale ignoravano il significato), al quale non chiedeva altro che essere ben amministrati e di poter disporre dei mezzi necessari per avere l’indispensabile per vivere. In occidente l’evoluzione del capitalismo ha prodotto una forma mentis ipercritica, favorevole al progresso economico, ma non a quello sociale, essendo il progresso economico riservato ad una selezionata casta prossima al potere. Succede però (come è successo) che l’ipercriticismo, dopo aver distrutto l’autorità morale delle altre istituzioni, considerate un orpello farraginoso di ostacolo alla “libertà” che il capitalismo esige per continuare a svilupparsi, finisce, come è finito, a rivolgersi contro le proprie istituzioni, attraverso le degenerazioni del sistema: il continuo esplodere di scandali ne è la prova, perché qual genere di capitalismo non concepisce nemmeno il lavoro come mezzo di sviluppo anche economico, ma blandisce la finanza, ma senza rispettare le regole che  controllano le attività e i circuiti virtuosi. Accade così che figure patetiche, coinvolte nella quotidiana litania di scandali, appropriazioni indebite, evasioni fiscali, possono solo ricordarci gli imperatori del tardo impero romano che si crogiolavano nella convinzione di una presunta eternità, dediti alle proprie questioni personali, ivi compresi i processi per reati comuni, ignari o distratti, ma incapaci di capire che il loro mondo sociale e politico è in fase di dissolvimento. Nel mondo occidentale sta accadendo sotto forma di una crisi economica senza controllo, mentre nei paesi arabo-mediterranei accade oggi con crudele determinazione perché sono saltati tutti i passaggi, generando un GAP  che non è politico ma sociale, tra governanti e governati. Si è preteso di pilotare i popoli secondo usi e riti tardo medievali, mentre il governo gestiva l’economia secondo le più avanzate pretese del capitalismo più aggressivo, diventato liberismo, esente da controlli. L’incontro tra capitalismo occidentale e oligarchia tribale è stato fatale per entrambi, in quanto nelle nazioni arabe è esplosa la popolazione, in occidente sta esplodendo  la democrazia. (Rosario Amico Roxas)

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