Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Afghanistan: “Questo sacrificio vale a qualcosa?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

E’ la domanda che, pubblicamente, si è posta  il presidente del consiglio qualche giorno fa nell’apprendere dell’ennesimo morto italiano. In proposito Marco Comellini Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) dichiara: “Cinque feriti e un morto in soli due giorni tra i nostri militari impegnati in Afghanistan. 37 morti dall’inizio di questa operazione che solo gli ipocriti continuano a definire di pace. Mentre il Governo e l’opposizione si perdono in inutili e sterili polemiche sulle presunte aggressioni alle libertà del Premier e sulle mancate dichiarazioni di condanna del dittatore libico, i nostri soldati continuano a morire per una guerra non nostra, per portare una democrazia che in quei paesi non può essere esportata. La missione in Afghanistan non ha più nessuno scopo: è fallita come del resto è fallita tutta la politica estera di un paese che, come il nostro, ha privilegiato l’interesse economico mascherandolo dietro le operazioni di pace condotte con le armi. I tentativi dell’Europa e delle coalizioni militari per imporre ai paesi di quelle aree una stabilità costruita sul fragile equilibrio delle armi si sta rivelando un completo fallimento. Finalmente anche il Presidente del consiglio ha espresso i suoi dubbi sulla prosecuzione della missione, dubbi che gli Italiani hanno da molto tempo. L’unico che non sembra essersi reso conto della situazione e che continua a dire che bisogna restare in Afghanistan è il Ministro della difesa a cui evidentemente il crescente numero di militari morti o feriti non fa più alcuna impressione. È legittimo quindi pensare che difronte all’acclarato fallimento della missione militare che ha registrato la 37esima vittima, vi siano altri interessi da curare, come quelli che hanno portato a livelli insostenibili per la nostra economia le spese per gli armamenti. La Russa abbia il coraggio di dire la verità sul conflitto in atto quando oggi si presenta al Senato per riferire sull’ennesima e speriamo ultima tragedia alla quale siamo costretti ad assistere.”

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