Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Ciò che ci divide dall’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

Bruno Vespa e Silvio Berlusconi

Image by Hytok via Flickr

Il caso del ministro della difesa tedesco Guttemberg che per una storia di copia-incolla della sua tesi universitaria è stato costretto giorni fa alle dimissioni segna, inequivocabilmente, ciò che ci divide dall’Europa come mentalità e costume politico. L’esempio nostrano è noto. Si tratta del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Se tralasciamo i vari processi che lo hanno visto imputato, e ai quali per 16 anni non ha fatto altro che trovare espedienti vari di natura giudiziaria e legislativa per sottrarsi ad essi, e ci limitiamo all’ultimo rinvio a giudizio, per concussione e favoreggiamento prostituzione minorile per i quali sta ora ingaggiando una formidabile manovra difensiva che ha il fine di sottrarsi alla causa messa a ruolo il 6 aprile prossimo, la circostanza è davvero sconcertante. Dimostra chiaramente di volersi sottrarre al giudizio. Lo fa dicendo che il suo giudice naturale è il tribunale dei ministri e tutti noi sappiamo bene che lo fa come escamotage per ritardare i tempi processuali e avere l’opportunità di farla franca perchè per procedere i nuovi giudici devono, per legge, chiedere l’autorizzazione a procedere alla camera dei deputati e si da per scontato che tale richiesta sarà rifiutata. Ed ha già, c’è da giurare, preparato un discorsetto del tipo: “la mia maggioranza lo ha fatto per l’interesse del paese che ha bisogno d’essere governato”. Ora se è tanta frenetica questa sua voglia di sottrarsi ad un procedimento penale non sorge a qualcuno il dubbio che questi magistrati milanesi un po’ di ragioni l’hanno nell’accusarlo? E ancora non sarebbe stato più dignitoso dimettersi e difendersi come un comune cittadino? Ed invece tra un anno, tra due anni, tra dieci anni dobbiamo continuare a chiederci di questa Ruby, del bunga bunga nazionale e dello strano costume politico made in Italia che di certo potrà essere esportato solo in quei paesi a “democrazia incompiuta”. Ma lo sconcerto, a mio avviso, è ancora più grande se penso che gli Italiani continueranno a votarlo (se stiamo ai sondaggi elettorali di queste ore) e che in parlamento continua a fare proseliti. A questo punto sono i tedeschi, gli inglesi, i francesi e persino i polacchi a sbagliare o siamo noi che non abbiamo più la testa per capire quali sono i limiti della morale privata e pubblica di un uomo politico? E la confusione è tanta che persino la Chiesa di Roma cavilla sul concetto di moralità e non osa esprimere un giudizio chiaro nei confronti di uno che ritiene, c’è da pensare, al di sopra di tutto e quindi anche della dottrina cattolica. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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