Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Il Crocifisso e la frazione del pane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

Lettera al direttore. Alla domanda: “Vuoi una legge che imponga la presenza del crocifisso negli uffici pubblici?”, senza dubbio Gesù risponderebbe negativamente. Il verbo “imporre”, infatti, è estraneo al Vangelo. Il Signore propone, non impone. Ma se la stessa domanda fosse rivolta agli apostoli? La risposta sarebbe identica a quella del loro maestro, sia perché il Decalogo proibiva di fare “scultura e alcuna immagine né di quello che è su nel cielo, né di quello che è quaggiù sulla terra” (cf Es 20,4), sia perché, se i discepoli avessero voluto raffigurare il Signore, non avrebbero mai scelto il momento terribile della sua agonia e della sua morte, giacché il ricordo della flagellazione e della crocifissione suscitava in loro vivo ribrezzo. Infatti, i due gravissimi atti con cui si conclude il processo a Gesù, sono appena accennati dagli evangelisti. Chi avrebbe il coraggio di ricordare una persona cara, raffigurandola nei momenti della  morte? Perché non il ricordo dei momenti più belli della sua vita? Uno di questi per gli apostoli fu certamente la frazione del pane. Il pane spezzato sull’erba verde, il pane spezzato durante la cena, il pane spezzato sulla strada di Emmaus. Gesù stesso indicò il simbolo per riconoscerlo, per ricordarlo. Ma così va il mondo. (Renato Pierri)

4 Risposte to “Il Crocifisso e la frazione del pane”

  1. michaelangelus said

    L’argomento è guardato dalla parte sbagliata.Si vuole imporre la cancellazione di un simbolo morale che ha contraddistinto i nostri nonni,i nostri genitori e la maggioranza dei cittadini.Gesù certamente gradisce il segno di amore di chi lo vuole esposto. Si stà ripetendo la favola di Fedro del lupo e dell’agnello. Anche al tempo del grande poeta esisteva l’ipocrisia.

  2. fidest said

    Qui non parliamo di togliere qualcosa ma di sostituirla o se vogliamo rendere prevalente un altro simbolo altrettanto sacro: quello del sorriso. Un Gesù che sorride è, d’altra parte, il segno del suo mandato che ha retto per anni lungo il percorso delle sue predicazioni.

  3. miriam della croce said

    Renato Pierri aveva già affrontato l’argomento in una bella lettera pubblicata da Il Giornale.
    La riporto.

    Il Giornale 5 dicembre 2008
    Ancora crocifisso
    Gentile direttore, questo il discorso che a un dipresso potrebbe fare il Signore, riguardo ai crocifissi nei locali pubblici: “Figli miei carissimi, vi stupirete, ma a me non fa per niente piacere stare nelle aule scolastiche e tanto meno nelle aule dei vostri tribunali. Nelle scuole i ragazzi neppure si accorgono della mia presenza, e spesso dicono parole scurrili, si offendono a vicenda, alle volte si picchiano, e non di rado alle mie orecchie giungono bestemmie, alle volte inconsapevoli, ma pur sempre pungenti come spine. Non parliamo delle aule dei tribunali, dove mi tocca ascoltare squallide vicende, insopportabili, che vana mi fanno apparire la mia predicazione sulla terra. Io sto bene nel mio tempio, specialmente quando non c’è messa, e c’è poca luce, e silenzio, e poche persone che pregano col cuore. Una cosa però voglio raccomandarvi: quando portate nelle chiese i vostri bimbetti, fate che non posino lo sguardo su di me, giacché un povero cristo in croce, con quegli aculei conficcati nel capo, e i chiodi nelle mani e nei piedi, e il sangue che sembra vero, può recare turbamento ai piccoli innocenti. Voi ci avete fatto l’abitudine, purtroppo, e non ve ne rendete conto. Assai lontano da voi è il pensiero che io avrei preferito essere ricordato nel momento più bello e commovente della mia vita fra gli uomini, quando ad Emmaus due cari discepoli mi riconobbero allo spezzare del pane. Questo avrebbe dovuto essere il simbolo della mia religione, il pane spezzato e distribuito, e non l’atroce momento dell’agonia. Avete dimenticato, figli carissimi, che dopo il buio del venerdì, è venuta la luce della domenica”.
    Renato Pierri
    Scrittore, ex docente di religione

  4. veronica tussi said

    L’articolo di Renato Pierri, pubblicato in anticipo da Oggi, è nella rubrica lettere de L’Unità di oggi col titolo: “Il Signore propone, non impone”. Titolo rispondente ad uno dei concetti espressi dall’autore.

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