Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Gheddafi cerca salvacondotto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Continua la controffensiva del Colonnello. Nella notte i fedellissimi del rais hanno riconquistato Zawiya. Un migliaio di sostenitori di Gheddafi ha festeggiato il ritorno della città sotto il controllo dell’esercito con una vera e propria festa in uno stadio di calcio cittadino, costellata dai fuochi di artificio. E’ sempre piu’intricata la questione libica e Gheddafi si sta rivelando un osso duro.A prevederlo è stato 15 giorni fa in un’intervista al Clandestinoweb l’onorevole Bobo Craxi, dirigente del Partito Socialista Italiano come responsabile Esteri. E adesso cosa accadra’ in Libia. Abbiamo chiesto il parere dell’onorevole Craxi. La situazione libica si complica giorno dopo giorno. Cosa crede che avverra’ adesso? “In questo momento c’è in piedi una trattaTiva e la situazione è in empasse, non si fanno ne’ passi avanti ne’ indietro. Era chiaro che la vicenda libica fosse diversa sia da quella egiziana che da quella tunisina, perche’ quella di Gheddafi era una dittatura vera. Non si è smosso nulla nella capitale e la battaglia si è spostata sul controllo dei pozzi petroliferi”. Quale sara’ a suo parere il destino del Colonnello? “Se sotto l’aspetto politico Gheddafi non potra’ più essere accolto nella comunità internazionale, è probabile che sia alla ricerca di un salvacondotto, ponendo però l’occidente mediterraneo davanti ai rischi cui va incontro: un infiltrazione ancora più massiccia di Al Quaeda all’interno della fascia nord mediterranea e una presenza significativa di forze ostili a lui e all’occidente. Del resto Gheddafi ha parlato chiaro. L’Italia è ancora quella dell’8 settembre, dell’abbandono dell’interesse nazionale, con Frattini in prima fila nella veste di ventriloquo della politica americana”. Che ruolo crede che avra’ l’Italia nei confronti della risoluzione del problema libico? “Ieri si è anticipata una decisione che non è stata ancora assunta: si è riunito il Consiglio supremo della Difesa Nazionale che ha deciso di appoggiare la Nato. Per una presa di posizione di questa portata bisogna passare per il Parlamento, dove probabilmente non ci saranno forze che si opporranno. La cosa davvero incredibile è che abbiamo rovesciato di 360 gradi la nostra posizione politica nel giro di qualche mese con un realismo che ha tenuto in conto solo un’opzione: la caduta di Gheddafi. Se il Colonnello dovesse cavarsela, Berlusconi resterebbe l’unico ancora in grado di interloquire con lui: non a caso si è tenuto abbastanza sobrio nel rivolgergli delle accuse”.

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