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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Professioni religiose: è tempo di cambiamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Molti scrivono, altri commentano, altri criticano per ignoranza o per presunzione o per fanatismo, altri riflettono e tacciono. Io penso che parlare di come una religione si esprime, rappresenta i suoi simboli e sostiene i suoi “dogmi” non abbia nulla di disdicevole ma serva ad una maggiore comprensione di ciò che si dice e si tramanda da generazione in generazione. Penso, altresì, che non vi sia chi possa pretendere di avere un titolo in più per sostenere talune argomentazioni rispetto agli altri, per cultura e dottrina, Siamo tutti portatori di una “verità” anche se, a volte, la esprimiamo con concetti poco chiari o la ispessiamo con riferimenti che ai critici possono apparire non autorevoli. Questo cappello si rende necessario per introdurre il discorso su quanto le religioni fanno per cogliere l’attenzione popolare. Di certo sappiamo che vi è stato il tempo per raffigurarle visivamente attraverso le opere di grandi pittori e scultori perché era alta la percentuale degli analfabeti e se si voleva far giungere con efficacia il messaggio religioso non si poteva di certo farlo con gli scritti. E spesso anche la parola non sortiva l’effetto voluto poiché il dotto non riusciva a fare a meno di un frasario che non apparteneva a quello del volgo. In molte di queste figurazioni l’elemento più forte e suggestivo era dato dal “dramma” di una esistenza spesa per la sofferenza come riscatto per una vita migliore che andava goduta oltre i limiti della vita stessa. Così non ci troviamo spesso al cospetto di un Gesù sorridente ma di un Gesù sofferente con in testa una corona di spine e le mani e i piedi inchiodati su una croce. Non abbiamo una madre felice per il suo pargoletto, ma una madre che piange e si dispera mentre vede il figlio morire lentamente per le gravi ferite che gli sono state inferte. Sono due facce dello stesso problema ma esposte in maniera tale che vi sia una maggiore propensione per il “dramma” pur vissuto e pur grave. Credo che tutto questo se può aver avuto una ragione, anche se in proposito nutro seri dubbi, per un popolo di fedeli in gran parte analfabeta, oggi lo è meno che mai per ragioni culturali ma anche per un più aperto confronto laicista. Oggi le conoscenze che abbiamo e che ci aprono la strada alla comprensione di molti aspetti della vita che ci apparivano emblematici, solo una manciata di anni prima, non ci permettono di soffermarci sull’emotività di un racconto, ma di valutarne lo spessore vagliandolo criticamente e con i nuovi strumenti d’indagine che disponiamo. In altre parole non ci soddisfa più chi ci dice: all’incomprensione di un certo fatto dobbiamo crederci e non porci altre domande. Un’accettazione passiva che non può essere ammessa sic et sempliciter. Ne va della nostra intelligenza, del nostro spirito critico. Ecco perché sento di rivolgermi ai pastori di tutte le chiese del mondo invitandoli a parlare di una religione meno burocratica e formalista e per riportarla nell’alveo della fede che rifugge dalla spettacolarità ma vede le cose per quelle che sono: un valore che ognuno di noi deve spendere nella sua intimità. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

26 Risposte to “Professioni religiose: è tempo di cambiamento”

  1. Rosario Amico Roxas said

    un valore (la fede n.d.r.) che ognuno di noi deve spendere nella sua intimità
    *********
    Molto giusto se riferito a quella fede che anima le coscienze, composta di valori eterni, ma la professione di fede è altrettanto giusto che venga manifestata nella ecclesia, intesa come concilio dei fedeli che nella periodica riunione esercitano il diritto/dovere della solidarietà che unisce, anche nelle preghiera.
    Indistintamente tutte le religioni, sceverate da interpretazioni faziose o interessate, concludono l’itinerario individuale nell’assemblea dei fedeli che dovrebbe servire per consolare gli afflitti, sostenere chi ne ha bisogno, incoraggiare i perdenti e dimensionare nel giusto i vincitori.
    La solidarietà unisce gli uomini ed è molto più partecipativa della integrazione che cura solo l’aspetto esteriore; con la solidarietà c’è quella partecipazione che ispirò i miracoli di Cristo; nella solidarietà ogni uomo diventa Cristo, partecipando alla testimonianza di fede che segue il percorso inverso delle religioni verticali (dall’uomo verso Dio) percorrendo l’itinerario che da Dio discende verso l’uomo, diventando, finalmente una religiosità orizzontale che coinvolge tutti gli uomini, senza esclusioni di razza o di religione professata.

  2. michaelangelus said

    Ogni religione ha due aspetti,quello verticale (ascetico)e quello orizzontale (amore per il prossimo).Quanto nelle religioni viene tramandato,non è frutto di opinioni personali,ma di direttive imposte dai vari testi sacri,che debbono essere accettate come sono,anche se non tutte sono comprensibili completamente perchè si riferiscono a concetti superiori al limite della mente umana.I dogmi formulati nelle varie religioni si riferiscono appunto a verità che sono assolute,anche se spesso non comprensibili. Quale persona non laureata in fisica si permetterebbe di contestare la legge della relatività di Einstein od i teoremi di altri scienziati? Perchè allora certi che hanno solo letto qualche libro religioso si permettono di giudicare le religioni,senza essere teologi?

  3. Rosario Amico Roxas said

    Perchè allora certi che hanno solo letto qualche libro religioso si permettono di giudicare le religioni,senza essere teologi?
    ******
    Quindi la fede monopolio dei teologi, dei dotti ?

    “Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato. >> (Mt 23, 8-12)

  4. michaelangelus said

    Esistono molte persone semplici che hanno più fede di tanti teologi.La fede,come riconosce la Chiesa,è un dono,rivolto a tutti quelli che lo accettano.E’ però necessario raggiungere una certa sintonia nella conoscenza delle verità di fede.Per questo solo gli studiosi dei Testi Sacri sono qualificati ad esprimersi.Il frazionamento della Chiesa fondata da Cristo,quella Cattolica,in tante altre più piccole dipende quindi da interpretazioni differenti,che fànno comprendere l’importanza di affidarsi ai veri teologi.Resto però sempre dell’idea che quando mi presenterò a San Pietro,mi chiederà “cosa ha fatto nella tua vita”,non cosa hai pensato.

  5. Rosario Amico Roxas said

    La grandezza delle religioni monoteiste sta nella semplicità e nell’approccio diretto che chiunque può permettersi.
    Possono anche cambiare le manifestazioni della fede, ma non cambia il contenuto.
    Specialmente nel cattolicesimo assistiamo a manifestazioni pubbliche (processioni, ricorrenze) che hanno poco di spirituale, anche se alla base l’elemento religioso è predominante; tali esteriorità nei tempi trascorsi divenne anche simonia, in una connivenza blasfema tra il sacro e il profano; connivenza giustificata da abili parolai per niente convincenti.
    Ho sempre ritenuto che la semplicità fosse la chiave migliore per accedere all’insegnamento di Cristo che oggi si vorrebbe complicare per il solo interesse di tenere in mano le chiavi di interpretazione.
    A questo gioco del potere non ci sto, e mi riserverò sempre il diritto di non condividere affermazioni che urtano con la mia coscienza di credente.
    Ho incontrati prelati, alti rappresentanti della Chiesa (un mio zio Alberto Vassallo, che ho frequentato da giovanissimo) ma quelli che maggiormente mi hanno convinto sono stati i buoni parroci, adusi alle miserie umane nella confessione e alla grandezza spirituale del pentimento.
    Gli abili oratori, eccellenti nel “complicare le cose semplici”,non mi sono stati mai graditi, ricordando le parole di Cristo:
    “Ti ringrazio Dio, Padre Onnipotente, per avere nascosto ciò ai dotti ed averlo rivelato ai semplici”

  6. michaelangelus said

    La ricchezza morale della Chiesa Cattolica stà proprio nella sua elasticità.In essa esistono i semplici Parroci,che giungono al cuore dei semplici e gli abili oratori,che seducono le menti dei fedeli più evoluti.Ognuno nella Chiesa trova ciò che cerca.Nessuno obbliga a partecipare a processioni e manifestazioni religiose,che secondo me, poichè vi partecipo quando ne ho l’occasione hanno principalmente una carica di amore verso il Santo che si onora.La Chiesa Cattolica è aperta a qualunque tipo di persona,la quale può soddisfare la sua spiritualità come preferisce.Se poi vogliamo trovare in essa qualche contraddizione,anche ciò è possibile,a rischio però di perder di vista la vera essenza del Cristianesimo,che è principalmente “amore per Dio e per il prossimo”,come indicano i primi due dei dieci comandamenti.La mia lunga esperienza di cristiano impegnato mi dimostra che detti due comandamenti sono davvero l’asse portante della mia bella religione.Tutto il resto sono dettagli,anche se facili appigli a critiche di chi ha difficoltà ad afferrare la vera realtà che fà santa la Chiesa Cattolica Romana.

  7. Rosario Amico Roxas said

    Un ragionamento equilibrato, ma che non tiene conto di talune iniziative non pertinenti.
    Faccio alcuni esempi:

    1) Obbligo di ubbidienza agli alti vertici della Chiesa da parte dei fedeli. Oggi ci ritroveremmo ad esaltare il liberismo come ha fatto il pontefice nella lettera di presentazione al libercolo di Marcello Pera “Perchè dobbiamo dirci cristiani”, done vengono assimilati cristianesimo e liberismo, come se Cristo fosse stato un antesignano dell’economia di mercato.

    2) Pretesa di elargire scomuniche; facoltà utilizzata a scopi politici, quando venivano scomunicati gli imperatori che non sottostavano ai dictat del Vaticano. L’Inquisizione ne fece un grande abuso. Ma anche in questi tempi l’uso che ne viene fatto non è consono alla carità cristiana, come la condanna della Teologia della liberazione, accusata di essere “comunista” perchè esalta l’umanità di Cristo.
    Ho letto, presso la biblioteca vaticana (e l’ho pubblicata su wikipedia
    http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/borgia.htm)la lettera con la quale Alessandro VI minacciava di scomunica Giulia Farnese, colpevole di avere abbandonato il talamo vaticano ed essersi recata a trovare il legittimo marito Orsino Orsini ed essere unita a lui ! Dubito che lo Spirito Santo, che ispira tali scomuniche, abbia condiviso l’uso che ne faceva papa Borgia.

    3) Pretesa di infallibilità, sia pure limitatamente ai pronunciamenti ex-cattedra, con coinvolgimento dello Spirito Santo al quale si fa dire ciò che più conviene; quest’ultimo è assimilabile al precedente, perchè impone l’ubbidienza.

    Quanto all’amore per Dio, c’è proprio bisogno di una gerarchia così particolareggiata per amare la fonte stessa dell’Amore ?
    C’è proprio bisogno di uno Stato Città del Vaticano ?
    C’è proprio bisogno di uno IOR ?
    C’è proprio bisogno di un immenso patrimonio immobiliare per il quale accordarsi con il peggior governo degli ultimi 150 anni, per non pagare l’ICI ?
    C’era proprio bisogno di riabbracciare i negazionisti lefebvriani, dopo avere condannato la Teologia della Liberazione ?
    C’era proprio bisogno di quell’indecoroso spettacolo in mondo visione del battesimo dell’apostata Magdi Allam, che ha venduto la conversione per candidarsi alle elezioni europee ?

    Potrei continuare a lungo, ma rischio di stancare !

  8. michaelangelus said

    Non ritengo giusto far ricriminazioni sugli errori fatti dalla Chiesa nel passato.I tedeschi hanno avuto hitler con le sue aberrazioni ed i russi Stalin,pure con le sue aberrazioni,ma nessuno saggiamente recrimina alla Germania ed alla Russia il suo passato. Anche molti santi,sono giunti alla santità dopo aver rinnegato il loro passato dissoluto. Rispondo allora,nel mio piccolo,ai punti seguenti:
    1)Se il cristiano non seguisse le direttive dei vertici succederebbe lo sfaldamento della Chiesa,come vediamo dalle numerose Chiese protestanti.La Chiesa Cattolica non obbliga nessuno a restare nel suo seno.Chi non condivide le sue direttive,è libero di lasciarla.
    2) Le scomuniche riguardano principalmente il suo passato.Oggi sono molto rare.Il loro scopo è solo di riconoscere che chi la riceve non appartiene più alla “comunione dei Santi”.Chi si ravvede,comunque, è sempre ben accetto.Non sono quindi mai definitive,ma dipendono dalla scelta personale.
    3) Gesù quando incarica San Pietro di fondare la sua Chiesa,dicendo:”tu sei Pietro (nuovo nome datogli) e su questa pietra edificherò il mio Tempio” dice anche:” tutto ciò che legherai in terra,sarà legato in cielo,tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto in cielo”, dandogli quindi carta bianca sulle sue decisioni che naturalmente saranno guidate dallo Spirito Santo.Dice infatti:” Sarò con voi sino alla fine del mondo. Se non esistesse la gerarchia religiosa,come si potrebbe amministrare una Chiesa con un miliardo e cento milioni di fedeli? – Lo Stato Vaticano non è frutto di conquista,ma si è formato con varie donazioni storiche.Lo IOR,è necessario per amministrare le decime raccolte nelle Parrocchie di tutto il mondo (se il nostro S tato chiedesse tasse del solo 10% non manterrebbe nemmeno i nostri ministri.La differenza è che sono amministrati seriamente,anche se è possibile che lo IOR rischi incidenti come quelli del passato,perchè errare umanum est,specie con l’alta finanza.Lo Stato Vaticano si è ridotto ora ad un grande villaggio,ma nessun religioso può vendere per suoi interessi nemmeno un suo spillo,pur godendone dell’usufrutto.Evita alla Chiesa la dipendenza dallo Stato italiano,che come sappiamo è pieno di mangiapreti.- Il patrimonio immobiliare della Chiesa è principalmente orientato alle opere religiose,che hanno il solo scopo di svolgere il programma caritatevole,quindi sociale.Certamente ci possono essere operazioni amministrative errate,come avvengono in tutte le buone famiglie.I rapporti col Card.Lefebrvr sono stati ripresi quando lo stesso ha riveduto certe sue posizioni,prima troppo distanti dalle linee romane.- Il Battesimo pubblico di Magdi Allam è in concerto con le usanze religiose,che svolgono in comunione con tutti i fedeli ogni cerimonia,che deve quindi essere pubblica, piaccia o non piaccia a chi ha sempre qualche osservazione da fare.

  9. Rosario Amico Roxas said

    Occorre uno sforzo notevole per materializzare una remota ipotesi difensiva in una difesa credibile, infatti è servito, addirittura, paragonare i delitti del nazismo e del comunismo (aggiungerei anche quelli del fascismo…!) per far appello ad una specie di “comprensione” per gli errori della Chiesa.
    Non viene tenuta in nessun conto la differenza di fondo tra il governo di una nazione e il coordinamento delle coscienze; insisto sul coordinamento, anche se alle gerarchie della Chiesa e di questa chiesa di Ratzinger, si preferisce adagiarsi sull’idea del governo dei credenti.
    Questa disfunzione operativa ci è stata mostrata in tutta la sua crudezza con la famigerata lettera “crimen sollicitationis” nella quale l’allora cardinale Ratzinger imponeva il silenzio sui casi dei preti americani accusati di pedofilia, minacciando anche la scomunica, nel disperato tentativo di trasformare un reato ignobile in un peccato da amministrare nel silenzio omertoso delle sacrestie.
    E’ utile ricordare che a Corte distrettuale di Harris County (Texas) ha indagato e nel gennaio 2005 imputato per “ostruzione alla giustizia” Joseph Ratzinger, per sospetta copertura dei casi di abusi da parte di preti negli Stati Uniti.
    Tale imputazione è tutt’ora in vigore, ma Ratzinger non può essere processato poiché è stata accolta dal presidente Bush la sua formale richiesta di immunità in quanto “Capo di Stato in carica”.
    Con una sola operazione mediatica Ratzingher ha mortificato la legge degli uomini, tentando di nascondere reati penalmente perseguibili e l’azione della corte di Harris County, lo dimostra; e la legge di Dio, avanzando la pretesa di immunità in quanto “capo di Stato in carica”, legge di Dio che Cristo esaltò in maniera inequivocabile: “Il mio regno non è di questo mondo”.
    Evidentemente Ratzinger opta per il regno in questo mondo, scavalcando quella Testimonianza alla quale è perentoriamente chiamato da quella Croce che non sa rappresentare.
    E’ per questa serie di ragioni che a fronte di Benedetto XVI, ormai da qualche anno mi dichiaro “Ateo, per grazia di Dio”; il mio rapporto con il Padreterno me lo gestisco secondo la mia coscienza.

  10. michaelangelus said

    Non si sà se tutti gli abusi sessuali che si imputano a molti religiosi malati ( E’ disonesto imputarli a tutta la Chiesa)dono davvero esistiti,perchè è molto difficile smascherare chi li ha inventati per essere risarcito.Se il Papa ha provato a nasconderli,lo ha fatto solo per diminuire il danno,poichè “i panni sporchi si lavano in casa”.Diventando questi abusi dominio mediatico,hanno dato spunto di inutili dispute ai mangiapreti,che si rallegrano e divulgano indecorosamente gli inevitabili errori umani che avvengono nella Chiesa.Se il Dott.Roxas fosse davvero ateo, resterebbe indifferente per i fatti in argomento.Anche San Paolo di Tarso combatteva religiosamente i cristiani,finchè Dio non lo ha fatto suo apostolo.

  11. fidest said

    Qui non si tratta di generalizzare. Il discorso è diverso. Ciò che si imputa alla gerarchie religiose è il fatto che pur essendo a conoscenza di certe devianze si è fatto poco o nulla per bandirle dalla comunità. La pedofilia per la chiesa cattolica è ancora più grave rispetto alle altre Chiese proprio perché i sacerdoti sono costantemente in contatto con i bambini e devono in ogni circostanza rappresentare una “sicurezza” senza eccezione alcuna. Inoltre c’è da dire che il pedofilo non è quel genere di malato che avendo una broncopolmonite si può curare con adeguati farmaci. Molti studi concordano nell’affermare che non si tratta di una malattia ma di una vera e propria devianza genetica. Ciò vuol dire che sono “irrecuperabili” nella maggior parte dei casi. A questo punto non cerchiamo delle difese d’ufficio dove la difesa fa acqua da tutte le parti. Cerchiamo d’essere onesti soprattutto con noi stessi. (A.R.)

  12. Rosario Amico Roxas said

    Se il Dott.Roxas fosse davvero ateo, resterebbe indifferente
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    Ho chiaramente specificato che mi dichiaro “Ateo, per grazia di Dio !”, a fronte della presente gerarchia vaticana, con la quale non mi sento di condividere una medesima fede in Cristo, nè mi lasciano indifferenti le deviazioni che impongono alla Chiesa; sono credente, praticante, studioso e analista del magistero sociale della Chiesa, con numerose pubblicazioni in merito, di cui è presente in questo sito una ampia raccolta.
    Non ultima la difesa del nucleare, malgrado l’evidenza che sta flagellando il Giappone.
    E’ chiara la volontà di dare un sostegno al presidente del consiglio che ha già barattato i suoi interessi personali con una rinnovata politica energetica nucleare.
    Il cristianesimo genuino si rifugia nei cuori e nelle coscienze dei credenti genuini; fuori dalle coscienze e dai cuori c’è l’assedio minaccioso del “cattolicesimo dei politici” , “del cattolicesimo degli atei” che nega diritto di cittadinanza al “cattolicesimo dei cattolici”.
    A questo ignobile assedio oggi partecipa attivamente anche “il cattolicesimo di Ratzinger”, il più pericoloso, perché indossa gli abiti del Vicario di Cristo, mentre Cristo non c’entra niente, è stato emarginato, isolato, messo da parte come un suppellettile diventato inutile e superfluo.
    Ratzinger, dall’alto del trono di Pietro, propaganda e vorrebbe imporre la sua personale visione di un Cristo diverso, dissolutore della soggettività umana, come improvvisata risposta al nichilismo e al relativismo, entrambi combattuti a parole, servendosi del peggior relativismo e del peggior nichilismo Una lettura attenta degli scritti di Ratzinger evidenzia questa deviazione e ridimensiona la pretesa dottrina di questo pontefice, che dovette emigrare a Ratisbona per superare gli esami per il dottorato che a Roma non avrebbe mai superato. Con le risposte provenienti dal più alto seggio della cristianità, viene riproposto, sotto mentite spoglie, un ritorno a quel neo-positivismo che riduce la sfera umana e umanistica nella oggettività del processo evolutivo, intrinsecamente deterministico (basta meditare con onestà culturale sulla lettera di presentazione al libro di Marcello Pera “Perchè dobbiamo dirci cristiani”, per rilevare le incongruenze di un uomo che non sa gestire le troppe cariche che riveste e non sa loro dare la giusta gerarchia: Capo di Stato assoluto, Capo della Chiesa cattolica Assoluto, Dotto teologo che impone -o vorrebbe imporre-il suo pensiero utilizzando le due precedenti cariche.

  13. Rosario Amico Roxas said

    i panni sporchi si lavano in casa”
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    I panni sporchi…. ma non i reati che si giudicano nei tribunali.
    Un ragionamento del genere l’ho già sentito dal presidente del consiglio che vorrebbe penalizzare il mezzo che scopre i reati, invocando la privacy.
    La corte del Texas non ha condiviso questa pretesa di esclusiva di lavare i panni sporchi usando il diritto canonico, perchè negli Stati laici prevale il codice penale.

  14. Rosario Amico Roxas said

    Ripropongo un mio vecchio articolo, perchè tornato perfettamente attuale.
    ***********
    Il demoniaco connubio tra il trono e l’altare si ripete ancora una volta nella storia della Chiesa
    Nel quasi totale e imbarazzato silenzio delle forze laiche e democratiche ed il propagandistico plauso dei media televisivi, ci sentiamo obbligati ad alcune considerazioni critiche sui recenti sviluppi nel rapporto Stato-Chiesa nel nostro paese.
    Il governo Prodi è stato bersagliato per due anni dai vertici della Conferenza episcopale e dal Vaticano e questa ostilità è stata una delle cause principali della sua caduta. Dopo il 13 aprile il rapporto del vertice della Chiesa con le istituzioni è immediatamente cambiato. Il Presidente della CEI Card. Angelo Bagnasco e soprattutto Benedetto XVI, nei loro discorsi tenuti alla recente Assemblea dei vescovi, in nome di una “sana laicità” unilateralmente interpretata, hanno accreditato il nuovo governo, hanno lodato la pacificazione nazionale, hanno dettato l’agenda delle cose da fare non senza dimenticarsi di “chiedere” a proprio diretto favore. Berlusconi è stato poi intervistato dall’ Osservatore Romano e dalla Radio vaticana ed è stato ricevuto dal Papa con grandi onori, accompagnato da Gianni Letta, sottosegretario della Presidenza del Consiglio, preventivamente nominato “gentiluomo di Sua Santità”. Al cattolico adulto di prima si è ora preferito un uomo quasi inviato dalla Provvidenza.
    Questa apertura di credito è stata fatta senza alcuna cautela e senza una valutazione di merito delle culture del nuovo governo che sono in contraddizione evidente con la dottrina sociale della Chiesa (liberismo in economia, estremismo sul problema dell’immigrazione, scarsa sensibilità democratica, debole contrasto nei confronti dei poteri criminali, disinteresse per i problemi del rapporto tra Nord e Sud del mondo, mancanza di credibilità personale dei suoi leader ..). Il ripetuto e ben progettato baciamano di Berlusconi a Benedetto XVI (sostituito successivamente da Gheddafi !!!) davanti alle televisioni è l’icona stessa del servilismo del nuovo corso politico nei confronti del potere ecclesiastico.
    Come cattolici crediamo nella laicità della Repubblica, crediamo nei grandi valori della fraternità e della solidarietà, auspichiamo che la nostra Chiesa diventi povera di strumenti mondani e che sappia spogliarsi dei privilegi e dei ruoli di cui gode ora per predicare con maggiore credibilità il Vangelo. Da qui il nostro scandalo per il pagano connubio tra il trono e l’altare che si sta intensificando nel nostro paese e le cui responsabilità principali sono del vescovo di Roma che ha favorito e accettato il servile atto di vassallaggio del capo del governo. E auspichiamo che i cristiani adulti, ben presenti a tutti i livelli nella Chiesa, aprano la bocca senza timidezze su questa questione, rompendo la cappa di conformismo che grava sul cattolicesimo italiano.

  15. michaelangelus said

    Caro Dott.Roxas, mi sono espresso per quanto mi è possibile,per dare una forma di scusa cristiana,al fenomeno della pedofilia,che nemmeno io considero buona,anche se considerò l’iniziale silenzio della Chiesa al riguardo,molto ingenuo,perchè non immaginava tanto clamore mediatico,che io ritengo vero accanimento. Se insiste nella sua compartecipazione al linciaggio,debbo solo prenderne atto.La prego però,in questo caso,di riconoscere che non si comporta per il cristiano che lei si definisce.
    Cordialmente.

  16. Rosario Amico Roxas said

    In un mio articolo, pubblicato anche su “Avvenire” cercai di dare una spiegazione al triste fenomeno della pedofilia, sostenendo che non esistono “preti pedofili” ma “pedofili preti”; cioè personaggi dalla distorta personalità, forse anche patologica, che optano per la vita sacerdotale perchè permette loro di avere una copertura ai loro vizi, favorendo il rapporto
    Eravamo all’esordio del fenomeno, quando arrivò la lettera dell’allora cardinale Ratzinger (ripresa da quella precedente del card. Ottaviani), con la quale voleva trasformare un reato penale in un peccato.
    Ho dovuto ricredermi sul mio precedente pensiero e prendere atto di questa forma di “arroganza del potere”, che solo di fronte alla dilatazione dello scandalo, è stata ridimensionata.
    Se la mia tesi fosse stata accolta, quello scandalo si sarebbe sgonfiato, anche se sarebbe stato imposto un controllo rigoroso per far si che le parole di Cristo “Lasciate che i fanciulli vengano a me !” tornassero ad essere un invito e una promessa, dopo essere diventate una pericolosa minaccia.
    E’ stato solo uno dei primissimi gesti e atti sbagliati da parte di Ratzinger, e non si può parlare di occasionale ingenuità, perchè poi ci fu la lectio di Ratisbona come provocazione al mondo musulmano, come provocatorio fu quel battesimo in mondo visione ed estremamente provocatoria è stata quella lettera al libercolo di Pera, della quale lei non vuole prendere atto.
    Fu allora che scrissi che un bravo ragioniere, aduso alla partita doppia tra entrate ed uscite, padre di famiglia monoreddito, con figli a scuola o in attesa di primo impiego, sarebbe stato un eccellente presidente del consiglio.
    Un bravo parroco, con grande confidenza con la confessione e, quindi, a contatto con la miseria del peccato e la esaltazione del pentimento e del perdono, sarebbe il solo possibile successore di Pietro.
    La informo che per il viaggio diplomatico in Brasile, da pèarte di Benedetto XVI, (i pellegrinaggi sono terminati con Giovanni Paolo II!)un convento di suore di clausura lavorò sei mesi per tessere i paramenti che avrebbe usato il pontefice, utilizzando 18 km. di filo d’oro a 24/K, pari a 22 kg. e 16 km. di filo d’argento 925, pari a 18 kg.
    Giovanni Paolo II, in visita nelle favelas, alla visione dei “fanciulli di strada”, si sfilò l’anello vescovile (dono di Paolo VI), lo dette all’arcivescovo con il quale concelebrava, invitandolo a trasformarlo in pane, rinnovando il miracolo della moltiplicazione dei pani, perchè quell’anello andò all’asta e se lo aggiudicò un museo, pagandolo molto più del valore venale.

  17. michaelangelus said

    Caro Dott. Roxas, la prego di visitare qualche ufficio della Caritas per chiedere informazioni sulla sua attività.Si ricrederà così su tanti suoi punti di vista,che non sono messi perfettamente a fuoco.La carità è il programma principale della Chiesa,che porta avanti in modo scrupoloso e con tutto il cuore,secondo il comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso”.Lo posso confermare come vecchio volontario. Tutto il resto sono dettagli,che non meritano una grande considerazione e tanto meno lo spreco di tante parole.

  18. Rosario Amico Roxas said

    Egr. Michaelangelus,
    non ho bisogno di visitare siti della Caritas, perchè conosco perfettamente l’attività che svolge e che sostengo con quanto posso, ma attraverso il parroco di una parrocchia e non certamente con donazioni “nel cumulo”; perchè… ma è semplice non mi fido.
    Sono stato invitato anche a far confluire benefit alla Caritas siciliana, in modo da poter ripartire secondo le esigenze, cosa che ho negato perchè desidero toccare con mano (pur non comparendo personalmente, ma solo attraverso quel giovane e attivissimo parroco)le veridicità delle azioni esercitate.

  19. michaelangelus said

    Egr: Dott. Roxas,
    Quello che mi dice riguardo la Caritas,mi fà molto piacere e concorre alla stima che ho per lei.Non comprendo perchè abbia il dente avvelenato riguardo altri aspetti della Chiesa.Penso però che nei suoi riguardi valga il detto ” chi disprezza compra”.Sarà solo questione di tempo. Auguri.

  20. Rosario Amico Roxas said

    Sarà solo questione di tempo…
    *****

    Il tempo che ai vertici del Vaticano vada una persona credibile, in grado di testimoniare e stimolare la Fede.

  21. Rosario Amico Roxas said

    Michaelangelus

    La invito a visionare i link qui accluso.

    http://www.mariannaamicoroxas.it/

  22. michaelangelus said

    Sono convinto che ogni Papa sia sempre l’uomo giusto messo al tempo giusto poichè essendo la Chiesa Cattolica istituzione fondata da Gesù,con la sua elezione diretta di San Pietro,primo Papa continua ad essere seguita dallo Spirito Santo sino alla fine dei tempi,come Lui ha detto.Per questo la nostra mente si deve fermare difronte a comportamenti della Chiesa a noi incomprensibili,che spesso ci sembrano contraddittori,per nostro obbligo di umiltà e di fede.Non pretendo comunque che altri si scostino dal mio ragionamento,purchè siano in buona fede.Ho visionato il link che mi ha consigliato e la ringrazio.Mi ha fatto conoscere un’altro diamante che brilla sulla corona di Cristo Re.Questa è la vera ricchezza della nostra Chiesa,che sfugge a molti,ma che la rende santa.Fà più rumore un albero che casca che una foresta che cresce.

  23. fidest said

    Conoscendo la storia dei Papa dire che “ogni Papa sia sempre l’uomo giusto al tempo giusto” mi sembra per lo meno azzardato. Se riandiamo alla storia dei Papa per taluni di essi ci appare estremamente difficile che si debba parlare di una “istituzione fondata da Gesù”. Diciamo che ogni uomo ha il suo tallone d’Achille e i Papa non sono diversi dagli altri della loro specie. (A.R.)

  24. michaelangelus said

    Bisogna considerare che Dio rispetta prima di tutto la libertà dell’uomo.Anche un Papa regolarmente eletto,può tradire il suo minitero,con tutte le conseguenze,come ci insegna la storia.Dio però resta superiore alle vicende umane,sapendo che l’ultima parola sarà la sua.

  25. Rosario Amico Roxas said

    Finalmente un’ammissione condivisibile:

    “Anche un Papa regolarmente eletto,può tradire il suo minitero,con tutte le conseguenze,come ci insegna la storia.”

    Così avviene l’allontanamento dei “cattolici del cattolicesimo” e viene lasciato spazio agli interessati politici, ai parolai atei, e alle elucubrazioni dottrinarie di chi si illude di poter capovolgere l’insegnamento di Cristo, fornendone una interpretazione cervellotica, ma non discutibile per l’autorità ricoperta, anche se priva di autorevolezza.
    Nel periodo buio della Chiesa: lotta per le investiture, crociate, potere temporale, inquisizione, fu la Fede monacale a sostenere l’antica promessa “non praevalebunt”,esaltando la testimonianza; fu “L’Imitazione di Cristo” a nutrire le coscienze, mentre oggi abbiamo “Senza radici” e “Gesù di Nazaret” atto I° e atto II°.

  26. michaelangelus said

    I cattivi Papi fanno ormai parte di un passato molto remoto.Se guardiamo la storia della Chiesa di questi ultimi secoli,non si trova nulla che contrasti col Vangelo.Naturalmente si troveranno sempre coloro che avranno obiezzioni da fare per il loro operato,ma riguardano solo punti di vista personali,pur legittimi.

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