Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

“Eppur si muove”: G. Galilei

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

Lettera aperta al vescovo di Savona. Qualche giorno fa il prete di Alassio viene condannato in primo grado a sette anni e qualche mese per pedofilia su una sua giovanissima parrocchiana, a Roma un altro prete è stato condannato a 15 anni di detenzione e all’interdizione dei pubblici uffici, inoltre il suo vescovo pare si sia distratto molto mentre il prete pedofilo si dava da fare, un po’ come è successo qui da noi. A Savona l’esimio Briano è sotto la lente di ingrandimento della procura, diversi nomi di preti pedofili sono iscritti nell’elenco degli indagati e molte vittime da un anno stanno sfilando dai magistrati per raccontare le violenze che hanno subito. Insomma per parafrasare Galileo Galilei qualcosa si sta muovendo, nonostante il vescovo Lupi e seguaci. Proprio un anno fa Lupi scriveva sulle testate dei giornali “Sia fatta chiarezza” a un anno di distanza è arrivata questa chiarezza? Qualcuno annuncia anche che ricorrerà all’auto sospensione nel caso venga denunciato. Le denunce ci sono, ma l’autosospensione? Domenica scorsa, finalmente la prima intervista del vescovo Lupi, dove spiega dettagliatamente, spaccando il capello in quattro, la situazione savonese. Ma a noi qualcosa sfugge, e qualche riflessione non riusciamo ad evitarla. Riguardo alla nomina del pro vicario, già vicario al fianco di Sanguineti e Lafranconi che come sappiamo erano perfettamente al corrente della pedofilia di Barbacini e Giraudo, non crede che sia un po’ azzardato? Tenendo presente anche del chiacchiericcio che stanno facendo le vittime di Briano e che il pro vicario, fu colui che trovò le  foto pornografiche nel server della diocesi, un anno dopo che io non frequentavo più gli uffici ma le attribuì a me, quando potevano essere di chiunque. Un altro punto poco chiaro è il motivo per il quale Giraudo è stato ridotto allo stato laicale. Prescrizione a parte, è o no un pedofilo? Ha abusato di tutte le vittime che sfilano in procura o è tutta gente in cerca di clamore mediatico? Quali sono i provvedimenti cautelativi che ha preso per le parrocchie dove l’ombra della pedofilia è ancora forte?  Sembrerebbe, monsignore, che a lei non importi nulla degli abusi passati, presenti e futuri, ma solo di fare quadrare il bilancio. Non la si può certo definire un paladino dei diritti umani, di carità cristiana e neppure di responsabilità verso i crimini commessi dal clero di cui lei è a capo, ancor meno di prevenzione degli stessi. Ma delle caratteristiche sopra elencate, quante sono coerenti con la parola della chiesa? Pare non ci sia più religione monsignore, aimè, pare che conti di più la legge, che la parola del vescovo. Speriamo che non si metta in mezzo anche la coscienza. Attendiamo una risposta dalla diocesi, crediamo che anche i fedeli la attendano a questo punto, forse è anche doveroso farlo. (fonte L’associazione delle vittime savonesi)

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