Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Fare impresa in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Non è mai stato facile. Anche se la voglia di mettersi in proprio non manca, tanti bei progetti dei giovani si bloccano davanti alle barriere che scoraggiano gli aspiranti imprenditori. Ma non è così dappertutto: ci sono territori in cui proprio i giovani trovano condizioni più favorevoli per lavorare e per aprire un’azienda. La classifica delle regioni ‘amiche’ dei ragazzi che vogliono mettersi in proprio è stata stilata dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentata all’Assemblea Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato. Il divario Nord – Sud risulta evidente dalla poca capacità del Mezzogiorno di creare un contesto idoneo a  favorire il lavoro e l’imprenditorialità giovanile. Dalla rilevazione emerge infatti che la Provincia Autonoma di Trento, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Umbria offrono l’ambiente migliore per realizzare i sogni dei giovani. Maglia nera per la Sicilia, regione dove è più complesso e più difficile esercitare l’attivita imprenditoriale anche per i giovani. Seguono a breve distanza la Campania e la Calabria. Complessivamente è il Nord Ovest l’area del Paese più favorevole al lavoro e alle attività produttive dei giovani. Seguono il Nord Est, il Centro, il Sud e le Isole. Per l’ambito dell’imprenditorialità le regioni ‘virtuose’ sono Liguria, Valle d’Aosta e Toscana mentre le ultime tre sono Molise, Prov. Aut. Bolzano e Sicilia.In relazione alle condizioni del mercato del lavoro giovanile ai primi posti troviamo il Veneto, la Provincia Autonoma di Bolzano e le Marche, mentre agli ultimi si collocano Calabria, Basilicata e Sardegna. Risulta migliore il contesto socio-economico nelle Province Autonome di Bolzano e Trento e in Lombardia mentre agli ultimi posti, troviamo Liguria, Molise e Sardegna. Alta attenzione all’istruzione e capitale umano si rileva in Friuli Venezia Giulia, Emilia – Romagna e Lombardia, mentre le regioni più ‘distratte’ sul fronte della formazione dei giovani sono Sicilia, Calabria e Campania. Un contesto, è evidente, in cui dobbiamo lavorare in modo più  incisivo per creare le condizioni giuste per eliminare questo gap che fa morire almeno il 50% delle nostre giovani aziende nei primi tre anni di attività. Oggi gli incentivi riservati alle aziende devono essere più a misura del tessuto economico che effettivamente lavora e vuole crescere,  purtroppo ancora non è cosi, malgrado gli annunci di questi ultimi mesi.  Forse un credito di imposta sugli investimenti e sull’occupazione, cioè  misure automatiche e non  vincolate anche alle spedizioni postali, potrebbero far risalire la china ed eliminare questo altro gap negativo. (Salvatore Lucà)

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