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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

L’aviazione afgana a lezione dai militari italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

Shindand, Afghanistan. Si vedono sempre più spesso piloti afgani decollare nei cieli della Provincia di Herat in Afghanistan a bordo di elicotteri MI-17 della nuova aviazione afgana. Parte di questo importante traguardo passa attraverso la base aerea di Shindand, dove il personale dell’Afghan Air Force (AAF) sta scoprendo che i soli piloti non bastano per consentire alla loro forza armata di andare avanti, e stanno acquisendo preziose competenze per supportare l’attività di volo. A Shindand, a sud di Herat, Ufficiali e Sottufficiali italiani e statunitensi forniscono la loro consulenza per la formazione del personale afgano. I militari dell’AAF stanno apprendendo una vasta gamma di competenze che verranno messe a frutto nei propri aeroporti militari, ha detto il Col. Girolamo Ladicicco, Provider Team Commander dell’Aeronautica Militare (ITAF) a Shindand. Il personale del Col. Iadicicco lavora in stretta sinergia con quello degli Stati Uniti, inquadrati nell’ 838° Air Force Expeditionary Advisory Group. Le capacità che gli aviatori dell’AAF stanno acquisendo sono: la gestione delle reti e depositi POL (petrolio, olio e lubrificanti), la manutenzione dei velivoli, rifornimento, le forze specializzate nella protezione degli aeromobili e aeroporti, l’utilizzo del computer, l’attività antincendio, la gestione, installazione e riparazione di antenne e sistemi di comunicazione, il supporto medico, il trasporto e la gestione degli automezzi aeroportuali, e gli aspetti amministrativi. “Stiamo lavorando con i colleghi statunitensi per estendere la capacità dell’AAF”, ha detto il Luogotenente Emilio Poli, POL Advisor “I nostri colleghi afgani sono molto motivati e assetati di conoscenza.” Il Luogotenente Poli, e i suoi colleghi advisor, impiegano le loro mattinate nell’attività di assistenza e formazione del personale afgano e, nel pomeriggio, addestrano i Sottufficiali dell’AAF sulle procedure e modalità di rifornimento di carburante agli elicotteri MI-17, con la simulazione di operazioni reali. Nel frattempo, prelevato da una linea di volo italiana e trasferito in una clinica di recente costruzione, il Tenente Colonnello Alberto Autore, medico di bordo dell’ITAF, condivide ogni giorno le proprie conoscenze con un medico dell’AAF, quattro infermieri e uno specialista. Gli argomenti sono quelli tipici della medicina aeronautica: dalla fisiologia del volo, ad aspetti più estremi come la gestione di un incidente aereo e delle emergenze connesse ad incidenti di massa. “Siamo nella fase iniziale dello sviluppo di una clinica dell’AAF”, ha detto il Ten. Col. Autore. “Al momento forniamo assistenza medica a circa 300 aviatori dell’AAF e circa 400 soldati dell’esercito nazionale afgano. Tuttavia, abbiamo bisogno di crescere per supportare un numero maggiore di soldati; la clinica Shindand dovrà probabilmente poter supportare in futuro diverse migliaia di soldati afghani”. Il personale medico dell’AAF è d’accordo, avranno bisogno di altri medici, più sottufficiali ed avieri per essere in grado di sostenere le future operazioni senza assistenza delle forze della coalizione. Il Maggiore Ghalam Shah, medico afgano, ha detto che la sua squadra ha la fortuna di avere a disposizione un chirurgo italiano, nonché altri consulenti medici della coalizione che stanno dando il loro contributo nel settore della formazione medica, anche nella reale attività di assistenza medica quotidiana. Poco distante dalla clinica, nella base del personale antincendio della NATO Training Mission Afghanistan, un sottufficiale statunitense e due italiani stanno svolgendo il training ai primi due Vigili del Fuoco dell’AAF, impegnati nello spegnere un incendio scoppiato all’interno di elicottero abbattuto. Con i lampeggianti accesi e le sirene spiegate, i vigili del fuoco dell’AAF, Abdull Fatho e Asis Ahmed, si spostano a tutta velocità verso un vecchio elicottero russo, una volta sulla scena, escono dal mezzo antincendio, e non appena Fatho simula di spegnere le fiamme, Ahmed entra nell’elicottero, spegne il sistema di rifornimento e di alimentazione elettrica, e tira fuori un manichino dal fuoco. “L’addestramento è importante perché siamo in grado di salvare un pilota abbattuto e vite umane coinvolte in un incidente aereo”, dice Ahmed, che ha recentemente completato un corso basico antincendio, della durata di quattro mesi, presso l’Accademia di Kabul. “Se non estinguiamo l’incendio in modo rapido e non riusciamo a spegnere l’alimentazione elettrica e del combustibile, un elicottero abbattuto può rapidamente trasformarsi in una gigantesca bomba”, ha detto Ahmed. I vertici delle forze aeree della coalizione sono soddisfatti delle capacità del personale dell’AAF e nutrono grandi speranze per il futuro del AAF. “Dare il nostro supporto alla nascita dell’aviazione afgana è per noi un onore” ha detto il Col. Iadicicco. “Un giorno questa forza aerea e questi piloti afgani saranno i responsabili della difesa della loro Patria, del sostegno alle forze di terra e della sicurezza dei loro cieli. (Magg. Igor PIANI)

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