Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Mancanza infermieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

Cresce il numero di infermieri aderenti al Collegio Ipasvi di Udine (+12), mentre diminuiscono quelli impegnati nelle strutture sanitarie regionali e, quelli operativi, sono sempre più anziani. Su questi numeri si è incentrato il dibattito svoltosi alla recente affollata assemblea degli iscritti all’Ipasvi (3.961 infermieri, assistenti sanitari e infermieri pediatrici) della provincia di Udine, svoltosi all’hotel “Là di Moret” di Udine. «In regione – sottolinea Sabrina Spangaro, presidente dell’Ipasvi provinciale – per garantire un minimo di assistenza infermieristica degna di questo nome, mancano almeno 600 infermieri. Inoltre, a causa del numero chiuso universitario, per i prossimi 5 anni, in regione, non sarà possibile formare più di 1.000 infermieri; quelli che lasceranno il lavoro saranno 3.000». Gli interventi della giornata hanno messo in evidenza il fatto che, in Italia, l’attuale età media degli infermieri si attesta attorno ai 42 anni mentre, nel 2002, era di 38 anni. Il 27% degli infermieri supera l’età di 45 anni; nel 2003 erano il 12%; saranno il 50% tra 10 anni, quando il 39% degli stessi andrà in pensione. Inoltre si sono fatte considerazioni rispetto alle motivazioni per cui il personale infermieristico femminile, decisamente in percentuale maggiore nella popolazione infermieristica complessiva, ricorre al part time. Sono stati presentati alcuni dati rilevati da un’indagine sulla percezione della crisi economica da parte degli infermieri e sulle ricadute che questa crisi comporta. Crisi che, sempre più spesso, sta influendo su scelte che guardano solo all’efficientismo, tralasciando l’aspetto qualitativo del processo assistenziale. «La carenza ormai cronica di infermieri in servizio (in Friuli Vg sono 5,8 ogni 1.000 abitanti, contro i 9,6 della media Ocse) e la crisi dei bilanci sanitari, influiscono sensibilmente sulla qualità dei servizi forniti ai pazienti», conclude la Spangaro. «Nonostante i nostri continui e costanti tentativi di mantenere alta l’attenzione pubblica su tali tematiche, come categoria ci sentiamo abbandonati dalla Regione, il nostro primo ente di riferimento». (sabrina)

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