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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Responsabilità dei magistrati

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

E’ stato votato il 24 marzo 2011, in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, il parere favorevole (espresso dalla maggioranza e dalla deputata radicale Rita Bernardini eletta nel PD) all’emendamento C.4059 di competenza della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea), diretto a modificare l’articolo 2 della legge 13 aprile 1988, n. 117, in materia di responsabilità dei magistrati. Seppur non vincolante, il parere ha comunque destato polemiche – si è parlato di “riforma punitiva” e di “norma intimidatoria” – sia nelle forze politiche della minoranza (esclusi i Radicali), sia all’interno dell’Associazione Nazionale Magistrati. Alcuni esponenti politici, tra cui l’on. Bongiorno (FLI), hanno dichiarato che è del tutto erroneo sostenere che, con il varo di un provvedimento quale l’emendamento C.4059, ci si rifà alla disciplina comunitaria. Leggendo però le considerazioni della Commissione Giustizia alla Camera riguardo all’emendamento, appare chiaro che la norma si limita a introdurre l’attuazione della sentenza sopraccitata, adeguandosi così alla procedura di infrazione 2009_2230. Infatti, secondo la decisione della Corte di Giustizia, e il conseguente parere della Commissione Ue, i commi 1 e 2 dell’articolo 2 della legge italiana n. 117 del 1988 violano i principi generali dell’ordinamento dell’Ue in materia di responsabilità extracontrattuale dello Stato membro per i danni cagionati da autorità giudiziarie in violazione del diritto comunitario, quali enucleati dalla giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia europea. Più approfonditamente, secondo la Commissione europea, il comma 2 dell’articolo 2 della legge n. 117 del 1988 sarebbe incompatibile con l’ordinamento europeo, in quanto escluderebbe ogni responsabilità dello Stato per danni arrecati ai singoli per violazione del diritto comunitario commessa da un organo giurisdizionale nazionale nell’interpretazione di norme o nella valutazione di fatti e prove. Pertanto, l’emendamento tanto discusso altro non fa che adeguare il nostro Paese alle richieste della Commissione europea in materia di responsabilità dei magistrati, introducendo, dopo il comma 1 dell’articolo 2 della legge n. 117 del 1988, l’articolo 1.bis: «Ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste una violazione manifesta del diritto ai sensi del comma 1, deve essere valutato se il giudice abbia tenuto conto di tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al suo sindacato con particolare riferimento al grado di chiarezza e di precisione della norma violata, al carattere intenzionale della violazione, alla scusabilità o inescusabilità dell’errore di diritto. In caso di violazione del diritto comunitario, si deve tenere conto se il giudice abbia ignorato la posizione adottata eventualmente da un’istituzione comunitaria, non abbia osservato l’obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’articolo 234, terzo comma, CE, nonché se abbia ignorato manifestamente la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee.». E’ in questa linea, di pari passo con l’Europa, che il Gruppo EveryOne – che assieme ai Radicali sta portando avanti in Italia una battaglia civile per una vera riforma della Giustizia, che restituisca garanzie e diritti ai cittadini – sostiene la proposta dell’on. Pini, e invita tutte le forze democratiche del Paese, dal PD all’UDC, dall’IDV a FLI, ad abbandonare controversie di natura politica per mettere al primo posto il cittadino, garantendo un sistema giudiziario equo, efficiente e in linea con la nostra Costituzione e le leggi europee.

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