Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Roma, Poliambulatorio via Vaiano

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Roma. Non è possibile installare una costosa Tac di ultima generazione presso un Poliambulatorio pubblico del Lazio, per poi non avvalersene più nel giro di pochi mesi. Lo dice in una nota il Segretario Provinciale della Uil Fpl di Roma Paolo Dominici. Dopo circa 16 mesi di lavori in una vecchia palazzina di via Vaiano 53 alla Magliana, ed oltre un milione di euro investiti (questo è il dato che circola negli ambienti) il Vice Presidente della passata giunta regionale sen. Esterino Montino inaugurava nel giugno 2009, alla presenza, tra gli altri, dell’ex direttore generale della ASL RM/D dott.ssa Giuseppina Gabriele, un nuovo poliambulatorio intitolato a Ileano Francescone medico e politico del PCI tra l’altro, presidente del Comitato di Gestione, negli anni 80’ dell’allora ASL 16 (San Camillo – Forlanini – Spallanzani). L’intero edificio è stato interessato da una profonda ristrutturazione  che prevedeva la messa a norma e l’ampliamento per nuovi servizi. A fine lavori  via Vaiano doveva assumere l’identità di una struttura sanitaria di grande importanza, soprattutto per la presenza di una TAC di ultima generazione, per un bacino d’utenza molto vasto, considerando i 33.000 abitanti di Magliana e i 40.000 di Marconi. Per poter installare la TAC, posta all’ultimo piano dell’edificio, sono stati effettuati costosi interventi per consolidare i solai che hanno reso possibile la posa in opera della stessa ma che, al contempo, hanno reso più onerosa la spesa per la realizzazione del progetto.Non possiamo consentire che accada una cosa del genere; con soli 3 tecnici di radiologia, un medico radiologo, un infermiere ed un anestesista – prosegue Dominici – si potrebbero intanto coprire quelle esigenze dell’assistito che vanno dal Dentalscan alle articolazioni. Questo significherebbe recuperare economicamente, seppur in forma minima, l’investimento sopportato, ovvero strappare  l’utenza dalle fauci del mercato costituito dagli studi privati. Per il futuro  poi, le emergenze eventuali potrebbero essere regolarmente gestite presso la camera operatoria esistente in struttura, fermo restando il problema del trasporto delle barelle. Del resto è impensabile poter spostare l’intera apparecchiatura in siti più idonei visti i costi eccessivi previsti  per lo smontaggio, il trasporto e il rimontaggio. Questo ulteriore caso dimostra quanto i lavoratori della sanità, continuamente mortificati nella propria retribuzione e dai decreti taglia-stipendi, non rappresentino la causa di un deficit che la Uil Fpl di Roma ritiene strutturale, in quanto legati ad una organizzazione sanitaria “disorganizzata” e ad un controllo sulla spesa reale che è inesistente. ( Dott. Pietro Bardoscia) (paolo dominici)

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