Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Perché l’ingiuria fa scandalo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Il ministro La Russa si è rivolto al presidente della Camera esprimendosi con una parola ingiuriosa. L’atto è grave ma potrebbe essere comprensibile anche se ingiustificabile, data l’agitazione del momento ma ciò che lo rende odioso è che il ministro non solo non ha sentito l’obbligo di scusarsi ma ha affermato di non averla detta anche se è stato ripreso dalle telecamere in video e in audio. Non solo. Un movimento giovanile si è sentito in dovere di difendere il ministro affermando che lo accusavano pretestuosamente, negando in tal modo la verità dei fatti. Tutto questo significa una sola cosa: generare negli altri la convinzione che si può dire di tutto, che si possono dissacrare i rappresentanti delle istituzioni e prendersi gioco dell’opinione pubblica confutando l’evidenza e in tal modo esasperando gli animi. In questo modo tutti i rappresentanti delle istituzioni sono sotto tiro e si può dire di loro peste e corna se osano contraddire coloro che la pensano diversamente, e il tutto condito da una morbosa attenzione mediatica. Dissacrare in questo modo l’intero sistema su cui si fonda la democrazia è un gioco al massacro ad altissimo rischio in quanto si ottiene un effetto domino nell’opinione pubblica e non saranno in pochi coloro che si sentiranno legittimati ad aggredire la ragione per difendere la falsità. Lo si nota anche nelle piccole cose. Giorni fa mi ero permesso di suonare il clacson per richiamare l’attenzione del proprietario di un’auto che parcheggiata in seconda fila non mi permetteva di uscire dal parcheggio. Male mi andò. Fui letteralmente investito da improperi, Passai per un prepotente che si arrogava il diritto di disturbare un cittadino legittimato a parcheggiare in seconda fila. Questo governo, questa maggioranza si muovono con la stessa logica di chi parcheggia in seconda fila e fa la voce grossa per sostenere l’insostenibile. Se non si ristabiliscono le regole del gioco e si ritorna responsabili delle proprie azioni, e si considerano le leggi come norme che stabiliscono le regole della normale convivenza, e che tutti siamo chiamati a rispettarle, a cominciare dallo stesso legislatore che le ha emanate, noi saremo destinati ad avere un paese che affonda nella palude dell’anarchia e con essa distruggerà i valori che sono alla base dei principi per i quali abbiamo lottato per la democrazia, per la libertà e la giustizia. E’ questo il motivo per il quale la parola del ministro mi suona grave, quasi eversiva, perché legittima un comportamento e lo rende un “martire”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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