Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Coltivazione domestica di Canapa

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Bologna 3 aprile 2011, ore 9-19 Sala Piazza Via Marco Polo 51 (Centro Civico zona Lame) Assemblea nazionale per la regolamentazione della coltivazione domestica di Canapa a cura dell’Associazione per la Sensibilizzazione sulla Canapa Autoprodotta in Italia (ASCIA) e con la partecipazione di ARA (Associazione Radicale Antiproibizionista), ENCOD, PIC (Pazienti Impazienti Cannabis) e ALC (Associazione Luca Coscioni), con i seguenti obiettivi:
• Evidenziare il carattere repressivo e discriminatorio della legge 49/06 denominata “Fini-Giovanardi“
• Denunciare l’innegabile profitto offerto dal proibizionismo alla criminalità organizzata
• Costituire un Fronte unitario per la richiesta della “regolamentazione della coltivazione domestica”I lavori dell’Assemblea si apriranno con le relazioni tematiche, alle quali seguiranno gli interventi delle componenti antiproibizioniste e proibizioniste che avranno dato la loro adesione. Dalle 15,00 i lavori proseguiranno con gli interventi dei rappresentanti delle forze politiche (all’Assemblea hanno aderito esponenti del PR, dei Verdi, del PD, di SEL, del PRC) Dalle 17,00, dopo la proiezione delle video interviste rilasciate dal Prof. Gianluigi Gessa e da Jacopo Fo, lo spazio sarà dedicato al dibattito aperto con il pubblico.La legge Berlusconi-Fini-Giovanardi ha gravemente inasprito sia le pene per la coltivazione di canapa per uso personale e il possesso di quantità, anche modeste, superiori ai limiti massimi previsti dalla legge, sia le sanzioni amministrative per la detenzione di quantità inferiori a tali limiti, criminalizzando persone colpevoli soltanto di essere estimatrici di una pianta. L’Associazione per la Sensibilizzazione sulla Canapa Autoprodotta in Italia (ASCIA) ritiene che questo sia inaccettabile e si propone come punto di connessione fra le diverse realtà che chiedono la legalizzazione dell’autocoltivazione per uso personale. L’ASCIA intende sensibilizzare il mondo politico e la società civile sui danni del proibizionismo e stimolare la diffusione di un’informazione libera da pregiudizi sull’utilizzo consapevole della canapa, una pianta nota da millenni in tutto il mondo e dotata di innumerevoli proprietà sui piani alimentare, terapeutico, agricolo, ecologico, spirituale, culturale, artigianale, industriale.La canapa ha una storia che non va dimenticata.  Era usata intensivamente per fare fibre tessili e corde, oltre che fumata dai messicani e dai neri. L’olio di canapa era usato per illuminazione dove ancora non c’era elettricità. Il motore Diesel è stato concepito per essere alimentato con olio di canapa e colza. Molti ottimi preparati farmaceutici contenevano derivati attivi della canapa. La carta veniva prodotta prevalentemente a partire da fibre tessili, stracci, la qualità era maggiore di quella prodotta con la pasta di cellulosa e il metodo consentiva un efficiente riciclaggio delle risorse.  Ma a segnare una svolta alla canapa ci pensò la DuPont allorchè iniziò a fare la carta dalla cellulosa. DuPont aveva forti dipendenze economiche dalla Mellon bank (mr. Mellon è il ministro del tesoro USA e suo nipote, Anslinger, era a capo dell’ufficio narcotici ed è stato un “genio” del proibizionismo alcolico). Hearst (editore), a sua volta, ottiene i diritti di sfruttamento di vasti appezzamenti di foreste. Fiuta l’affare e tralascia l’uso della canapa nonostante fosse più vantaggiosa da coltivare e produce carta migliore. Mettendo la canapa fuori gioco questi personaggi possono guadagnare moltissimo ricavando carta dal legno, I petrolieri, a loro volta, contribuiscono alla campagna di disinformazione sulla canapa al solo scopo di eliminare dal mercato la risorsa concorrente ed imporre kerosene e benzina (che, a differenza degli oli e del metanolo ottenibile dalle fibre vegetali, sono risorse ad esaurimento, non riproducibli). Prevale, quindi, l’interesse commerciale e l’avidità di taluni imprenditori statunitensi e le loro multinazionali per fare della canapa il loro nemico numero uno e non facendosi scrupolo di trasformarlo in un nemico per tutta l’umanità.

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