Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Fondo strategico d’investimento

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

“Ora più che mai dobbiamo guardare avanti con una strategia di supporto all’innovazione per rilanciare la competitività del sistema Paese. Al di là del fatto che questa norma viene varata nell’ambito della vicenda Parmalat-Lactalis, è necessario che, così riformata, la Cassa Depositi e Prestiti allarghi l’attenzione alle ‘piccole imprese altamente innovative’, il vero cuore della competitività del nostro Paese” così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec – l’Associazione per lo Sviluppo delle Biotecnologie (oltre 120 associati tra aziende e parchi scientifici e tecnologici), che fa parte di Federchimica, a commento all’articolo 7 del decreto legge omnibus, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Questo decreto dà il via libera a che la Cassa Depositi e Prestiti assuma partecipazioni in società di evidente interesse nazionale in termini di strategicità, sul modello del fondo strategico di investimento francese (Fsi). “Condividiamo in pieno la scelta di rifarsi al modello francese del fondo strategico di investimento. Questo fondo interviene, tra le altre, anche nelle piccole imprese innovative, in quelle cioè che investono in ricerca oltre il 30% del totale dei costi aziendali, e che hanno almeno un terzo degli addetti impegnati a questo scopo. Per fare un esempio concreto, in Francia questo fondo ha scelto di intervenire nel capitale di NicOx, azienda francese con know-how e laboratori di ricerca in Italia, acquisendo il 5,1% del capitale, per un controvalore di 20 milioni di euro. Anche le piccole imprese innovative del nostro Paese, che già sono state tagliate fuori dal Fondo di investimento per le PMI, che è riservato a realtà con fatturato sopra i 10 milioni di euro, meritano di essere supportate nel loro difficile cammino di crescita. “Queste realtà industriali producono quella conoscenza e quell’innovazione che, soprattutto in aree “tecnologiche” è pervasiva, e contribuisce, perciò, alla competitività generale del Paese”.

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