Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 4 aprile 2011

Cerimonia cambio guida Regional Command West

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Herat Uno sforzo eccezionale prodotto su un’area grande quanto l’Italia del nord con molti risultati all’attivo: zone un tempo infestate dagli insorti oggi pacificate e ripopolate di vita, oltre un centinaio i progetti di sviluppo, migliaia i poliziotti e soldati afgani addestrati, centinaia gli ordigni disinnescati dal genio con risultati tra i migliori di tutta ISAF. La dottrina “italo-Petraeus” come il generale Bellacicco ama chiamare il lavoro dei suoi 8000 uomini sul terreno ha portato, nel solco tracciato dai predecessori, ottimi risultati. La scelta di porre la città di Herat tra le aree che accederanno alla transizione ne è il risultato più brillante. Mettere la popolazione al centro degli sforzi, coinvolgere le comunità e i leader locali nell’affrontare i problemi (governance), usare flessibilità senza rinunciare ad essere determinati, adoperare le armi solo se attaccati e quando necessario, realizzare i progetti di ricostruzione tramite ditte locali affidabili. Un sistema graduale che ha avuto nell’area del Gulistan la sua più brillante attuazione. Il Gulistan un’area che, al confine con l’Helmand vedeva anni addietro una attiva presenza di insurgent e dove l’azione di “clear” prima e di supporto, attenzione e collaborazione poi ne hanno cambiato il volto. Con la sicurezza riprende lo sviluppo, la vita. A Bakwa, gli alpini hanno riaperto un bazar chiuso da dieci anni, un indice di normalità, uno dei tanti colti in sei mesi. “La riapertura del bazar –spiega il Generale di Brigata Bellacicco comandante del Regional Command West – colpisce gli insorti più di dieci bombardamenti. E’ la vita economica che riprende, la paura che si dissolve”. Un impegno degli alpini del 7° coadiuvati dalle forze di sicurezza che con la loro azione dimostrano l’attenzione del Governo fin nelle più remote lande. A nord, a Bala Murghab, gli alpini dell’8° hanno proseguito sulla strada di chi li ha preceduti con il lavoro diuturno, “shona ba shona” con gli afgani, nell’assicurare un’area stabile e incamminata verso lo sviluppo. Operazioni dinamiche hanno portato all’ulteriore allargamento della bolla con la costituzione della sedicesima COP “Croma”. I meeting con la popolazione, l’attenzione alle loro esigenze, il supporto ai loro bisogni ha stimolato l’economia dell’area, economia vitale nel processo di sviluppo della nazione. Chiave del successo dell’operazione è stata la partnership instaurata con i militari del dell’esercito afgano schierati a Bala Murghab, che ha portato al consolidamento di un sistema di capisaldi e trincee a protezione della zona sicura che hanno sistematicamente respinto in numerosissime occasioni gli attacchi degli insorti. Particolarmente intensa l’attività nelle aree di Shindand e di Farah dove gli alpini del 5° e i lagunari del “Serenissima”, con la collaborazione qualificata dell’esercito afgano e delle forze di polizia ha operato in diverse attività di contrasto all’insorgenza. Attività che hanno  permesso di assicurare alla giustizia decine di insugent. In occasione di un’alluvione che a febbraio ha colpito la valle di Zeerko poi, gli alpini si sono intervenuti quali prima cellula di risposta portando immediatamente soccorso a oltre 6000 sfollati. Il PRT di Herat è stato additato dalla dirigenza di ISAF come un esempio da seguire per la puntualità dell’operato e per la capacità di coinvolgere la classe dirigente locale nella progettazione e nella realizzazione di quanto serve alla popolazione locale. Il risultato conseguito di elezione della città di Herat alla fase della transizione non può essere disgiunto dall’operato degli artiglieri del 3°. Missione complessa quella della Julia, impegnativa e segnata dalla perdita di tre commilitoni, missione che ha ricevuto, alla sua conclusione oggi 04 aprile 2011 il plauso del Ministro della Difesa italiano e del comandante di ISAF, generale Petraeus che ha voluto con la sua presenza non dovuta alla cerimonia del cambio dimostrare l’apprezzamento per il lavoro svolto dalla generale Bellacicco e dai suoi uomini. (Magg. Igor PIANI)

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III Gala Internazionale di danza Napoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Mercoledì 20 aprile 2011 alle ore 21.00 al Teatro delle Palme in Via Vetriera 12 La conferenza stampa del III Gala Internazionale di danza-Città di Napoli, aperta al pubblico, si terrà lunedì 18 aprile 2011 alle ore 11.30 al Teatro delle Palme. Grande festa della danza con: Anbeta Toromani, Opera di Tirana, “Amici”; Alessandro Macario, Primo ballerino ospite del Teatro di San Carlo; Amilcar Moret Gonzalez, Primo Ballerino Hamburg Ballet, “Amici”; Arionel Vargas, Primo Ballerino English National Ballet; Magali Guerry, Solista Ballet du Capitole de Toulouse; Davit Galstyan, Solista Ballet du Capitole de Toulouse; Stefania Figliossi, già solista Aterballetto; Philippe Kratz, Aterballetto. Organizzato con grande forza da Alessandro Macario- direttore artistico della manifestazione e punta di diamante della compagnia di ballo del Teatro San Carlo- e daMarcello Pepe, direttore organizzativo, il III Gala Internazionale di Danza- Città di Napoli, riunisce il meglio del meglio del panorama della danza offrendo al pubblico una serata piena di emozioni e di altissima qualità. Anche quest’anno gli sponsor dell’evento sono Triunfo- marchio legato da anni al mondo della danza- e il Centro Diagnostico Basile. Special partner “Danza in Fiera” e Cultural Partner “Giffoni Experience” e “Giffoni Danza”. Lo spettacolo, che ha riscosso nei due precedenti appuntamenti un grandissimo successo di pubblico e critica, è prodotto da Soulful Srl e si avvale della collaborazione di Maurizio de Nisi per le fotografie dei manifesti. Il costo del biglietto è di 25.00 € per la platea e di 20.00 € per la galleria.

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Trendwatching Festival:”A che punto è la notte?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Isola di capri

Image via Wikipedia

Capri venerdì 29, sabato 30 aprile e domenica 1 maggio 2011 Teatro del Grand Hotel Quisisana, Trendwatching Festival 2011. A cura di Elena Marinoni.  A che punto è la notte? Quale il futuro dopo la crisi? Se è vero che il 2011 sarà l’anno di una ripresa timida ma quanto mai auspicata, come cambieranno la società, i comportamenti di consumo, il modo di fare impresa ma anche gli immaginari della persone in un orizzonte di medio termine? Ci dirigiamo verso un superamento dell’attuale stallo nell’ambito dei consumi e della produzione o piuttosto si profila all’orizzonte uno scenario di crisi endemica che equivale ad un mutamento irreversibile? Esiste una estetica della crisi? Quali le strategie di sopravvivenza? A questa e a molte altre domande cercheranno di rispondere imprenditori, intellettuali e trend forecaster nel corso della seconda edizione del Capri
Trendwatching Festival.
Per tre giorni Capri – luogo per eccellenza della riflessione colta ed erudita, spazio dell’immaginazione e della progettazione intellettuale – sarà l’ideale punto di incontro per tutti coloro che vorranno discutere del presente per delineare i contorni del futuro prossimo. In programma un ciclo di lectures e presentazione di case history rilevanti che avranno come protagonisti grandi nomi del panorama nazionale e internazionale: dalle superstar del design Ross Lovegrove e Konstantin Grcic a Jodi Turner di Culture of Future, autorità internazionale nel campo della previsioni strategiche di marketing; dall’etnologo francese Marc Augé ad uno dei massimo protagonisti del Novecento, Gillo Dorfles, estetologo e fenomenologo del costume. E ancora il critico di design Vanni Pasca, il sociologo Alberto Abruzzese, il regista Dario D’Incerti, il geografo Franco Farinelli, l’antropologo Franco La Cecla, il giornalista Carlo Ducci Features Director di Vogue Italia, l’economista e musicista Alberto Cottica, autore di Wikicrazia, Maurizio Decina, massimo esperto italiano nell’ambito delle Information Communication Technologies, Fabrizio Valente di Kiki Lab, laboratorio internazionale a 360° sulle tendenze emergenti in ambito retail http://www.fondazionecapri.org

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Videoproiezione e coreografia di Gabriella Stazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Napoli Vernissage: giovedì 7 aprile 2011, ore 19  Sabinalbano Modart Gallery (vico Vasto a Chiaia 52/53,)  (Movimento Danza)  Lui e lei. L’impeto dell’eccitazione li ha fatti spogliare mentre salivano le scale dell’albergo, hanno lasciato tracce dietro di loro e chiuso la porta della camera. Lei è Khate, l’ambiguità è la cifra di ogni suo atteggiamento, ma stavolta sembra si stia lasciando travolgere da quell’ombra maschile che ha stretto a sé durante la notte di passione. Si sta forse innamorando? La porta è ancora chiusa, ma Khate dov’è? È ancora in camera, forse sta ridipingendo il volto ammiccante e seducente pronta a sfoderarlo con qualcun altro. Forse è già scappata via. Non si sa, non lo sa Alfonso Mezzacapo che ha dipinto cercando di ricostruire la memoria di quanto accaduto. Khate si concede alla sagoma maschile nelle tele dell’artista che la disegna maneggiando il colore direttamente con le dita, senza l’uso di pennelli, per sentire la consistenza corporea del suo personaggio.   La serata si animerà  con la proiezione di un video che rivelerà quanto accaduto nella camera di albergo e con la coreografia a cura di Gabriella Stazio di Movimento Danza. Il progetto Fabulouskhate è stato ideato da Alfonso Mezzacapo che ha creato il personaggio di Khate «la cui esistenza oscilla tra il reale e l’irreale, la fisicità e la virtualità, il corpo ed il web». Khate prende vita sulle tele dell’artista e con la sua immagine seducente e ammaliatrice invade tutto ciò che la circonda. Il suo universo è «un’orgia di colori e di allusioni, pervaso da un erotismo evidente, ma non esagerato, né molesto, anzi, giocosamente ambiguo». Il progetto Fabulouskhate trae ispirazione da molteplici fonti: moda, pubblicità, musica, social network, animazione, merchandising, erotismo, illustrazione. L’arte di Mezzacapo risente infatti dei linguaggi tipici della pubblicità e del marketing.  www.fabulouskhate.com (covercs, vanitosa)

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Holy matrimony!…questo corpo non è il mio!

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Roma da martedì 5 a domenica 24 aprile 2011 da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00 Teatro allo Scalo -Via  dei Reti 36, quartiere San Lorenzo, Cosa succederebbe se lui e lei, una coppia felice, si svegliassero una mattina l’uno nel corpo dell’altro? Al Teatro allo scalo, per la prima volta in Italia, viene messa in scena dal 5 al 24 aprile la commedia “Holy Matrimony!” per la regia di Sandro Torella e con la consulenza artistica di Danny Lemmo. Scritta da Stacey Engels, autrice canadese formatasi presso l’Actor’s Studio di New York, “Holy Matrimony!” gioca sullo scambio di ruolo uomo-donna, tema che aveva già appassionato al cinema registi come Blake Edwards con “Nei panni di una bionda” o per certi versi Sydney Pollack con “Tootsie”.. Due giovani che vivono insieme da tempo decidono di sposarsi. La notte prima delle nozze ricevono da parte della sorella di lei, amante dell’occulto e della stregoneria, uno strano regalo: un antico calice. I due giovani, mentre scherzano sul loro futuro da marito e moglie, brindano utilizzando l’originale dono. La mattina successiva il risveglio è traumatico: lei è nel corpo di lui e lui nel corpo di lei!!!!! Una favola moderna, una commedia divertentissima che costringe a mettersi nei panni del partner per scoprirsi, capirsi ….forse lasciarsi o unirsi per sempre! In scena oltre a Sandro Torella con Anna Fraioli, Irene Fiasconaro, Carlo Di Clemente.Stacey Engels, canadese,  vive  a  New  York dove scrive e insegna all’.Actors  Studio  Drama  School e dirige  il  prestigioso  corso  per  sviluppo professionale del New York Foundation for the Arts. (holy matrimony)

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Composizioni tradizionali dell’Ungheria

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Nuoro 4 aprile, Auditorium dell’Isre  Via Convento 12 sarà la volta dell’Orchestra Tzigana di Budapest con un repertorio interamente dedicato alla “Gipsy Music” per la stagione Classica di Primavera organizzata dall’Ente Musicale di Nuoro. Il palco dell’accoglierà le composizioni tradizionali dell’Ungheria. Vecchi brani popolari, nuovi arrangiamenti e un plotone di musicisti saranno guidati da uno dei personaggi più autorevoli del panorama musicale dell’Europa dell’Est: Antal Szalai, il maestro definito “tutto ciò che un violinista tzigano dovrebbe essere” (Morning Herald, Sidney). Il suo debutto nel mondo dei professionisti risale al 1963. Sei anni dopo, Szalai ha deciso di fondare l’Orchestra Tzigana di Budapest con un obiettivo preciso: valorizzare tutto il repertorio tradizionale del Paese.  Considerata l’intensa attività di questo ensemble (ogni anno gli Tzigani di Budapest tengono soltanto nel territorio ungherese oltre cento concerti, a cui si aggiungono le tournée europee) e i numerosi dischi incisi in questi anni (addirittura venti), la serata sarà un’occasione quasi unica per il pubblico di Nuoro. I giovanissimi, invece, non dovranno neanche raggiungere il luogo del concerto: sarà l’orchestra ad andare da loro martedì mattina, nelle scuole medie di Nuoro, per una lezione concerto che coinvolgerà tutti gli allievi in una performance piena di sorprese.  Nelle prossime settimane il cartellone della rassegna, stilato come sempre dal direttore artistico Maurizio Moretti, ospiterà ancora  artisti europei, come il pianista Frank Wasser in “Destinazione: Berlin!” (6 maggio). A seguire, il duo clarinetto e pianoforte di Federico Paci e Maria Cecilia Curti (13 maggio), il grande appuntamento con Ugo Pagliai e le poesie di Neruda, Lorca e Borges (21 maggio al Teatro Eliseo), fino al “Piano di Chopin”, che vedrà protagonista Gian Maria Bonino per la serata conclusiva (27 maggio).  La Stagione Classica di Primavera è supportata dal contributo del MIBAC (Ministero per i Beni e le attività Culturali),  dellaRegione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Banco di Sardegna, del Comune di Nuoro e dalla collaborazione con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico.  L’Orchestra Tzigana di Budapest nasce nel 1969 su iniziativa del Maestro Antal Szalai in collaborazione con musicisti di varie orchestre di Budapest. (tzigani di Budapest, antal)

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Storia anarchici italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Autorità-libertà: nessuno come gli anarchici ha avuto il merito di aver ridotto all’osso il dilemma  che domina il rapporto tra il singolo e il resto della società. A scriverlo è Manlio Cancogni, classe 1916, scrittore e maestro del giornalismo italiano, di cui Mursia ripubblica in questi giorni  Gli angeli neri. Storia degli anarchici italiani da Pisacane ai circoli di Carrara(pagg. 158, euro 14,00). La storia degli anarchici di Cancogni – nata da un confronto con Indro Montanelli che si raccomandò “Non me li trattate male i miei amici” – prende le mosse dal ribellismo risorgimentale e più precisamente dal pensiero di Carlo Pisacane, precursore del movimento in Italia, e si conclude con la celebre visita di Daniel Cohn-Bendit, leader del ’68 francese, al congresso degli anarchici di Carrara, un incontro alquanto tumultuoso.Nella raccontare la parabola degli Angeli Neri nel «Secolo breve» Cancogni passa in rassegna con il suo straordinario stile, le storie e i ruoli dei numi tutelari del movimento libertario, da Michail Alexandrovic Bakunin che proprio nella penisola, dov’è entrato come emissario di Karl Marx, si scopre avversario del filosofo di Treviri, a Errico Malatesta, il più indomito dei libertari italiani, a Pietro Gori, avvocato e autore della celeberrima ‘Addio Lugano bella’ che spese la vita nella difesa dei compagni. E ancora Andrea Costa, Carlo Cafiero, il regicida Gaetano Bresci, per il quale spende più di una parola a favore delle lucidità politica. Non tralascia però i personaggi minori, eroi per un attimo e i personaggi più controversi protagonisti della stagione degli attentati del secolo scorso e di episodi oscuri durante le guerra di Spagna.Cancogni  appartiene, anche idealmente, alla terra tra Carrara e la Versilia che passa tra le Apuane che è, ed è stata, un luogo simbolo del libertarismo italiano, è riuscito in questo libro a delineare un’epopea straordinaria di ideali, passioni, amori, lotte e utopie che si conclude con una riflessione sulle risposte da dare alle domande che l’anarchismo,  “antico ma non vecchio”, pone sul rapporto autorità-libertà. Cancogni dà una sua risposta, che vira in direzione opposta alle idealità degli Angeli Neri: recuperare un principio di autorità di cui ci sarebbe un gran bisogno per una significativa, quanto attuale, moderna restaurazione. (gli angeli neri)

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Quotidiano Scadere

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Roma  dal 15 al 17 aprile 2011, ore 21.00 Teatro Furio Camillo Via Camilla 44 presenta Quotidiano Scadere Atto unico (50’)  con Alessandra Amerio, Oksana Casolari, Daniele De Blasis, Francesca Di Traglia, Francesca Figini, Beatrice Pizzardo, Antonio Santangelo, Igino L. Caselgrandi  Regia Stefano Tè Drammaturgia Giulio Costa Consulente alla Regia Mario Barzaghi Assistente alla Regia Salvatore Sofia Luci Alessandro Pasqualini Musiche Alessandro Pivetti Allestimento Teatro dei Venti Costumi Thiene 1492, Teatro dei Venti Quotidiano scadere, spettacolo vincitore di Linea d’Ombra – Festival Culture Giovani 2010, è un ennesimo pretesto per agevolare il percorso verso una sempre maggiore coscienza dello strumento corpo, posto spesso in contrapposizione con l’azione della musica e lo spazio che diviene azione. Il modenese Teatro dei Venti vuole approfondire le forme espressive dell’attore, messo in relazione con strumenti e processi dinamici differenti. Particolare attenzione viene posta alla relazione tra musica (ritmica-armonia-melodia), azioni e transizioni motoree dell’attore, fisiche o vocali.  Teatro dei Venti è una compagnia stabile con sede propria, che da anni si dedica alla produzione di spettacoli di strada e di sala.   Il Teatro dei Venti è sostenuto dalla Regione Emilia Romagna ed ha collaborazioni attive con enti come Emilia Romagna Teatro Fondazione per la produzione di spettacoli e attività sul territorio emiliano romagnolo.

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Errori e disavanzi sanitari

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Una delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e le cause dei disavanzi sanitari regionali, si recherà oggi in missione in Sicilia sud-orientale. I membri della delegazione – il Presidente Leoluca Orlando, il Vicepresidente Giovanni Burtone e l’on. Antonino Minardo – visiteranno, alle 10.30, l’ospedale di Lentini e, a partire dalle ore 12, presso la Prefettura di Catania, incontreranno i direttori generali delle Aziende sanitarie di Enna, Ragusa e Siracusa. Seguiranno incontri informali con i sindaci di Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini. Alle 17, sempre nei locali della Prefettura di Catania, la delegazione incontrerà i giornalisti in conferenza stampa.

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Stati Uniti: da democrazia a plutocrazia?

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

La miliardaria americana Leona Helmsley disse nel 1983 che solo “i poveri pagano le tasse”. Eventualmente la Helmsley andò in prigione per evasione fiscale. Non aveva tutti i torti però. I ricchi in America sempre trovano modi per non pagare le loro tasse. General Electric, una delle più grosse multinazionali, ha realizzato profitti di 14 miliardi l’anno scorso, 5,1 dei quali  dalle sue operazioni negli Stati Uniti. Quante tasse ha pagato in America? Zero. GE ha anche usufruito di benefici dal salvataggio a Wall Street ricevendo fondi dal governo. GE non è l’unica azienda che in un modo o nell’altro riesce a non pagare le sue dovute tasse. Il sistema fiscale in America è molto complesso e le grosse aziende hanno non pochi impiegati il cui lavoro è di ridurre i loro obblighi fiscali. Inoltre, le grosse aziende hanno potentissime lobby che continuano a ottenere agevolazioni dai legislatori repubblicani ma anche da quelli democratici. Chi paga le tasse dunque? La classe media ed i poveri. Quando i legislatori spingono per ridurre la tasse e creare benefici fiscali alle grosse aziende le casse del tesoro si svuotano. Come ha detto il governatore della California Jerry Brown durante l’elezione l’anno scorso, i benefici delle aziende vengono dal pane che si toglie ai più poveri. E non solo. La pressione è sempre per ridurre anche i modesti benefici che ricevono i membri della classe media. Recentemente, Antonio Villaraigosa, il sindaco di Los Angeles, è riuscito a imporre tagli agli impiegati della sua città. Non è stato inaccettabile ai membri del sindacato anche se dovranno assorbire il costo del 4% per la loro assicurazione medica.La rappresentante dei sindacati ha detto che si tratta di una “vittoria” per il suo gruppo dato che il sindaco ha promesso di non imporre  “furloughs”, licenziamenti temporanei di parecchi giorni lavorativi all’anno agli impiegati.  Villaraigogsa è democratico ed anche ex sindacalista. Le sue riduzioni sono viste come “benevoli” quando si comparano a quelle subite dai lavoratori negli Stati del Wisconsin, Ohio, e Indiana dove i leader sono repubblicani. Quest’erosione allo standard  di vita della classe media continua a vedersi dappertutto negli Stati Uniti. Recentemente il giornale locale di chi scrive queste righe ha fatto una comparazione fra tre membri della società. Il primo, un individuo della classe bassa, il secondo di classe media, ed il terzo dei benestanti. I nomi sono stati pubblicati nel giornale ma quello del benestante è rimasto anonimo perché senza anonimato questi non avrebbe partecipato all’intervista. I risultati della ricerca hanno rilevato ciò che si sapeva da tempo. Negli ultimi tempi i ricchi hanno continuato ad arricchirsi mentre la classe media e bassa hanno perso terreno. Quanto? Dal 2002 ad oggi, il 24% secondo l’articolo citato. Ciò che preoccupa di più però  consiste nel fatto che la classe dirigente è riuscita a schierare la classe bassa contro la classe media. Ecco come si spiega per esempio l’animosità verso i sindacati negli ultimi tempi. In America i più poveri guardano a quelli della classe media e gli invidiano quel poco che hanno. Non si accorgono che in realtà i sindacati spingono per benefici non solo dei loro membri ma anche degli altri. Non lo fanno direttamente ma spingendo verso l’alto avranno un effetto positivo anche per coloro che si trovano nella situazione più precaria.Sfortunatamente le aziende ed il Partito Repubblicano sono stati molto efficaci a dare la colpa ai lavoratori di classe media per i problemi fiscali. Mentre i gruppi meno abbienti lottano fra di loro i ricchi continuano a controllare sempre di più le risorse economiche. Secondo un articolo della rivista Mother Jones il 10% degli americani controlla il 2/3 delle risorse economiche.Adesso GE è in procinto di tagliare i benefici assicurativi e le pensioni per i nuovi impiegati senza sindacato. Si crede anche gli impiegati sindacalizzati di GE dovranno accettare simili tagli. Nel frattempo però, Jeff Immelt, l’amministratore delegato di GE riceverà un aumento del 100%. Viviamo in una democrazia o una plutocrazia? (Domenico Maceri)

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“Jesolo Air Extreme” 2011

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Frecce Tricolori during "Air Extreme"...

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Jesolo 11 e 12 giugno 2011 sul litorale di Jesolo si terrà l’emozionante appuntamento annuale dedicato all’acrobazia aerea: Jesolo Air Extreme. Un evento promosso dal Comune di Jesolo in collaborazione con l’agenzia Prima Aviation ideatrice unica del format “Air Extreme”, leader in Italia nel settore dell’organizzazione delle manifestazioni aeree. Gli spettatori potranno vedere all’opera la nostra pattuglia acrobatica nazionale delle Frecce Tricolori e il dispiegamento della Reparto Sperimentale di Volo con gli Eurofighter e i Tornado. Ma anche tantissimi grandi nomi stranieri.I Thunderbirds  pattuglia ufficiale aeronautica militare degli Stati Uniti d’America con sede alla Nellis Air Force Base di Las Vegas.

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International Liver Congress 2011

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Nuovi dati presentati in occasione dell’International Liver CongressTM 2011, il 46° Congresso Annuale dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL) in corso a Berlino, hanno evidenziato l’efficacia dell’inibitore di proteasi BI 201335 di Boehringer Ingelheim in monosomministrazione orale giornaliera, per il trattamento dell’epatite cronica C genotipo 1, (il più difficile da trattare), sia in pazienti naïve che in pazienti già in terapia. I risultati dello studio SILEN-C1 mostrano elevate percentuali di Risposta Virologica Sostenuta (che rappresenta il principale parametro di efficacia della terapia) in pazienti naive al trattamento , ai quali è stato somministrato BI 201335 al dosaggio di 120mg o 240mg una volta/die in associazione all’attuale terapia standard, ovvero interferone pegilato (PegIFN) e ribavirina (RBV). Per l’87% dei pazienti la durata complessiva del trattamento  si è ridotta da 48 a 24 settimane. Anche nello studio SILEN-C2, BI 201335 alla dose di 240mg una volta/die ha ottenuto risultati molto interessanti, in pazienti che non avevano risposto alla precedente terapia standard. “I risultati finali degli studi SILEN-C1 e 2 hanno dimostrato l’elevato potenziale di efficacia di questo inibitore di proteasi in monosomministrazione giornaliera in un’ampia popolazione di pazienti con Epatite C” – ha dichiarato ha dichiarato il Prof. Klaus Dugi, Senior Vice President Medicine del Gruppo Boehringer Ingelheim – “L’attuale terapia standard per l’Epatite C non è efficace in molti pazienti. Le percentuali di cura dell’infezione da HCV ottenute dagli inibitori di proteasi, quali BI 201335, evidenziano, invece, la possibilità di migliorare gli esiti terapeutici e di ridurre la durata complessiva della terapia nella maggior parte dei pazienti”. “Boehringer Ingelheim in virtù, della sua lunga esperienza nel campo virologico, si dedica allo sviluppo di nuovi farmaci che possano migliorare il trattamento dei pazienti con Epatite C” – continua il Prof. Dugi – “BI 201335 rientra nell’importante portfolio di terapie contro l’HCV che stiamo studiando per migliorare l’attuale trattamento e aprire la strada a una terapia più semplice da gestire, più efficace e meglio tollerata”.

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Mandiamo a casa gli incapaci

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

A Lampedusa Berlusconi mette la faccia davanti alle telecamere ed i poliziotti si trovano a gestire migliaia di disperati da spostare da un luogo ad un altro, in siti inadeguati, costruiti con lo scopo di fare scomparire il problema, permettendo di fatto che si sparpaglino i clandestini in tutta Italia, facendoli vagare ben oltre Manduria o Potenza, dichiara il Segretario Generale del Coisp, Franco Maccari. Ai problemi concreti dell’onda migratoria, il Governo risponde attendendo settimane per fornire una qualsiasi azione, tanto da far collassare Lampedusa e renderla una discarica umana a cielo aperto. Tutto ciò per far ricadere sui cittadini in divisa ogni incombenza, lasciandoli, ancora una volta, da soli a gestire ciò che la politica non sa e non vuole affrontare, incalza Maccari. L’abbiamo visto accadere molte altre volte, nelle manifestazioni studentesche di Roma e nella gestione del problema rifiuti a Napoli. Coloro che si esaltano davanti ai discorsi di pura propaganda in fronte alle telecamere, dovrebbero chiedersi cosa accade dopo, nella realtà. Da tempo le Forze di Polizia sono state abbandonate dal Ministro dell’Interno e della Difesa, ormai tanto attratti dai talk show televisivi quanto disinteressati alle conseguenze che le loro decisioni hanno sui poliziotti, carabinieri  e militari. Indecisioni politiche che per noi hanno alcuni minimi denominatori: puzza, sangue e miserie umane, dichiara Maccari. Ci rivolgiamo ai tanti cittadini che ci chiedono “perché la Polizia non si ribella davanti agli ordini di questo governo?” e rispondiamo che non solo questo Governo non ordina, né dispone linee di indirizzo, ma fa proprio l’opposto: ci lascia da soli, completamente allo sbaraglio, senza i minimi mezzi operativi che qualsiasi persona di buon senso disporrebbe. Noi ci rivolgiamo ai “cittadini non assuefatti”, coloro che non vogliono abituarsi a tutto e vogliono aiutare chi, come il Coisp, ha il coraggio di parlare e di protestare contro questo stato di cose. Se volete, potete stare dalla parte dei poliziotti, delle Istituzioni che, speriamo, sopravvivranno a questo avvilente stato di cose, conclude Maccari.

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Quello sponsor che genera dubbi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Lo “sponsor” della squadra del nostro presidente del consiglio è il facoltoso sceicco Mohamed Bin Rashid Al Maktoum, che è anche vice-presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, ed è quindi un interlocutore politico del nostro governo oltre che uno dei principali clienti di Finmeccanica in quanto ad acquisto di armi italiane. Insomma Al Maktoun ha sponsorizzato con una cifra esorbitante, 75 milioni di euro in cinque anni, la squadra del presidente di un governo con cui la casa reale di Dubai tratta un certo tipo di affari delicati. Per capire che non stiamo parlando di sport, ma di conflitto di interessi, serve qualche passo indietro.
10 agosto 2007. L’Abu Dhabi Investment Authority (Mubadala Development), il principale fondo degli Emirati Arabi Uniti, diviene proprietario del2,04% del capitale di Mediaset, la cassaforte dell’impero Berlusconi e, secondo alcuni analisti economici, punterebbe a rastrellare in breve un altro 3%, arrivando al cinque. Tra giugno e ottobre 2009. Camera e senato approvano il disegno di legge che ratifica l’accordo di “cooperazione nel settore della sicurezza” firmato sei anni prima dall’allora ministro della difesa del governo Berlusconi Antonio Martino, dal principe ereditario di Dubai e dall’allora ministro della difesa degli E.A.U., sceicco Mohamed Bin Rashid Al Maktoum, che oggi, oltre ad essere il nuovo sponsor del Milan è anche il primo ministro degli emirati Arabi Uniti. Si arriva allo scorso maggio quando i giornali cominciano a pubblicare notizie secondo cui Silvio Berlusconi “sembra si sia convinto a fare entrare capitali stranieri nel Milan” per accontentare quanti nella sua famiglia non vedono di buon occhio ingenti esborsi destinati al calcio. Capitali, come riporta la Gazzetta dello Sport, degli EmiratiArabi Uniti, attraverso l’Adug (la Abu Dhabi United Group di Mohamed bin Rashid Al Maktoum, emiro del Dubai, primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi) “per l’acquisizione del 35 percento delle quote” del club rossonero. Il Milan smentisce ma, a gennaio, la squadra va in ritiro a Dubai. Fatto sta che dalle parti del primo ministro Al Maktoun pare apprezzino davvero il made in Italy. Al punto che il Milan magari non se lo comprano, preferendo sponsorizzarlo, mentre fanno letteralmente la spesa nelle basi della nostra Aeronautica militare. Non solo pensando alle guerre prossime venture ma anche alla pattuglia acrobatica. Dopo il Milan le Frecce Tricolori? E’ notizia dello scorso 19 luglio: gli MB.339 Aermacchi doteranno, dopo la nostra, una seconda pattuglia acrobatica, quella degli Emirati Arabi Uniti. L’operazione prevede un ruolo anche per l’Aeronautica Militare, che fornirà l’addestramento dei piloti acrobatici emiratini alcuni dei quali sono già arrivati presso la base di Rivolto (Udine), sede delle Frecce Tricolori. Si scopre così che la pattuglia acrobatica degli emirati ha molte ambizioni, ma non ancora gli aerei MB.339 Aermacchi. Va detto che a somiglianza delle Frecce Tricolori, la pattuglia Al Fursan (“I cavalieri”) messa su dallo sponsor del Milan, intende volare con dieci macchine anche se ne ha solo sei, di cui solo quattro in piena efficienza. Problema risolto all’istante perché l’Italia decide sui due piedi di privarsi di quattro MB.339 già utilizzati dal 61° Stormo di Lecce che vengono prontamente trasportati a Venegono per una revisione generale e trasformazione da parte di Alenia Aermacchi prima di proseguire per Rivolto. Gli interventi sugli altri sei aerei, ordinati in precedenza da Dubai, e oggi in linea di volo con gli EAU, vengono così effettuati da un team Aermacchi direttamente presso l’utilizzatore. Il valore complessivo dell’operazione, che riguarda aerei e servizi in gran parte della Aereonautica militare italiana, dovrebbe aggirarsi sui 160 milioni di euro e invece è una miseria: appena una trentina di milioni di euro, meno di un quinto del valore di mercato, con un risparmio pari al doppio della sponsorizzazione concessa alla squadra calcistica di Berlusconi. Un vero affare per le casse degli Emirati che, essendo una monarchia assoluta, coincidono con quelle private della famiglia reale di cui lo sponsor del Milan è parte di rilievo. L’annuncio di nascita di questo figlioccio della nostra Pan è stato dato lo scorso 19 luglio da Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, molto chiacchierato in altre vicende legate all’inchiesta romana che ha coinvolto l’ex senatore Nicola Di Girolamo e il consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola. L’occasione è la conferenza stampa del colosso industriale militare italiano al salone aeronautico di Farnborough, dove Guarguaglini conferma ben altro. E cioè che è in via di finalizzazione il primo ordine di esportazione verso gli Emirati Arabi Uniti per il caccia leggero l’M-346, diretta conseguenza degli accordi politici tra il governo Berlusconi e il primo ministro Al Maktoum approvato in parlamento lo scorso autunno. Si tratta di 48 pezzi, che saranno consegnati a partire dal 2012. Anche se né Finmeccanica, né il cliente parlano di cifre, gli esperti stimano il valore dell’affare in 2 miliardi di dollari. Il contratto includerà anche il supporto logistico e un sistema completo di addestramento a terra. Il programma prevede che l’assemblaggio finale, sia degli aerei della pattuglia acrobatica che di quelli per usi di difesa sia fatto ad Abu Dhabi. Da chi? Ma dalla Mubadala Development Company, il socio eremitino di Mediaset. (Rosario Amico Roxas)

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Dal Daily Telegraph un insider guide su Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Il sito del Daily Telegraph, il più venduto dei quality newspapers del Regno Unito, pubblica nella sezione Travel (http://www.telegraph.co.uk/travel/)  un ampio e “comprensivo” articolo a firma del giornalista e scrittore di viaggi Lee Marshall sul meglio della città visto da chi ci vive, dal titolo “Rome city break: an insider’s guide”. Divisa in quattro capitoli – Cose da fare (le principali attrazioni di Roma, dai musei agli spettacoli fino allo shopping); dove alloggiare (dagli hotel di lusso agli affittacamere); i migliori posti dove mangiare e bere; come arrivare a Roma e come spostarsi in città – la guida dell’ “insider” Lee Marshall, oltre ad essere un inno d’amore per la città «che esiste da quasi 3000 anni e che riesce a sostenere il peso della storia con la leggerezza di cuore della “dolce vita”», offre consigli e indica mete e luoghi  fuori dai soliti copioni turistici. Ecco allora che accanto ai principali, e più famosi, monumenti della città vengono indicati come imperdibili luoghi da visitare San Clemente, Santa Maria della Concezione, il Maxxi e l’itinerario caravaggesco. Da non perdere anche la mostra su Lorenzo Lotto alle Scuderie del Quirinale e l’intera manifestazione dell’Estate Romana. Scelte non usuali anche tra i negozi (una giovane stilista romana a via del Governo Vecchio), gli hotel e i ristoranti (spazio anche per un beer bar che serve solo birra artigianale italiana). Una città per tutte le stagioni, spiega l’autore, ma che nei mesi invernali – specialmente tra metà gennaio e i primi di marzo – e nel mese d’agosto riserva buoni affari, ottime tariffe e meno visitatori.

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Vernissage collettiva “150 souvenirs d’Italie”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Roma 12 Aprile 1 maggio 2011 inaugurazione 12 aprile alle ore 18 Via dell’Arco di San Calisto, 40 Trastevere Galleria Atelier degli Artisti. Questa mostra è un’occasione per realizzare un dialogo tra gli artisti ed il pubblico. Saranno presente 150 opere di 150 artisti nazionali ed internazionali, sia emergenti che affermati. I generi ospitati comprendono la pittura, la fotografia e le video installazioni. Il ricavato del 20% o 100%, delle opere vendute saranno devolute in beneficenza, ai bambini del centro di sostegno alla genitorialità della comunità di Sant’Egidio Roma. L’occasione della mostra è offerta dalle celebrazioni commemorative dei 150 anni dell’Unità d’Italia, occasione che ha suggerito il titolo “150 souvenirs d’Italie”. La celebrazione dell’Unità d’Italia ha suscitato interesse e polemiche. Entrambe le conseguenze sono importanti per una maturazione dell’identità collettiva del popolo italiano. La rinnovata attenzione al senso di un comune cammino di civiltà è necessaria per elevarsi al di sopra delle contingenti frammentazioni generate dagli eventi politici ed economici; anche la rivisitazione della storia del Risorgimento, progressivamente liberata dalla struttura rigida di un’interpretazione poco incline ad affrontare i lati meno luminosi del cammino unitario è sicuramente preziosa per un salto di qualità culturale e anche di educazione civica. In questo processo si inserisce anche la proposta artistica portata avanti dall’Atelier degli Artisti Roma, che intende avvantaggiarsi della grande libertà insita nella creazione artistica per ricercare uno sguardo nuovo, fresco, riguardo all’onda lunga di fatti che non debbono essere archiviati come monumenti sterili ma hanno ancora una grande vitalità sociale e politica. L’auspicio degli organizzatori è che i numerosi contributi possano offrire allo spettatore un’immagine corale nella quale le singole individualità non temono di fondersi in un progetto più grande.

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Ansia e stress nuove voci di danno risarcibile?

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Si sa che gli italiani sono sempre più un popolo di “stressati” e che se la causa dello stato d’ansia o stress dipende da fattori esterni sono pronti a ricorrere alla Giustizia per tentare di vedersi rimborsato il danno subito. E così alcune recentissime decisioni della Corte di Cassazione sembra abbiano aperto una nuova frontiera per il risarcimento del danno da stress o da ansia. Solo qualche giorno fa segnalavamo la sentenza della Suprema Corte che aveva confermato la condanna inflitta ad un comune dal Giudice di Pace di Palermo al pagamento di 200 euro per lo stress patito da una donna incinta che si era vista rimuovere l’autovettura illegittimamente a causa di un ausiliario del traffico. Un’altra in materia lavoristica riguarda un dirigente condannato a pagare il danno per gli stati di ansia causati ai danni di una cancelliera sua sottoposta. Altre decisioni analoghe si sono avute da parte delle Corti di merito che riguardano il cosiddetto “danno da vacanza rovinata” spesso fonte di lesioni economicamente valutate dai giudici, diverse dalle classiche categorie di danno.  Insomma, poiché si continuano ad evidenziare innumerevoli disparità di trattamento anche per casi analoghi relativamente alle categorie dei danni risarcibili e ritenendo pacifico che anche gli stati di ansia e stress siano possibili fonti di danno per chi li subisce, per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale del “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti” è giunta l’ora che il legislatore faccia finalmente ordine in materia poiché anche la famosa sentenza delle Sezioni Unite della  Cassazione a Sezioni Unite 26972/2008 più che far chiarezza, ha rinnovato tutta una serie di interrogativi che continuano ad essere risolti caso per caso dalle singole corti di merito e persino dalla stessa Cassazione come evidenziano le decisioni successive.

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La guerra in Libia: ricadute economiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Potrebbe determinare serie conseguenze per due progetti italiani di rilievo internazionale. Alanciare l’allarme è l’ing. Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere (e Console in Italia della Rep. Dem. del Congo): “Il conseguente raffreddamento delle relazioni diplomatiche tra molti Paesi dell’Africa sub sahariana ed Italia – dice – potrebbe determinare defezioni delle capitali africane al Forum delle Culture di Napoli (2013) e di gran parte di quegli Stati all’Expo 2015, evento che Milano ottenne proprio grazie ai loro voti”. Spiega: “Ogni investimento fatto dai governi africani per la partecipazione ad eventi culturali è anche finalizzato all’apertura di nuovi mercati in aree ritenute non ostili. A seguito delle scelteinterventiste sulla Libia del nostro Governo, oggi l’Italia dall’Unione Africana (ma anche la Lega Araba è sulle stesse posizioni) è percepito come una Paese conflittuale con l’Africa, sostanzialmente parificato alla Francia (nazione di cui i Paesi francofoni soffrono una asfissiante pressione), agli Usa ed all’Inghilterra. Quando lo hanno capito, il Presidente Berlusconi ed il Ministro Frattini hanno cercato di prendere le distanze dalla Francia ma non è bastato. Fino aquel momento in Africa l’Italia era visto come un Paese super partes, senza grossi problemi coloniali alle spalle che, anche grazie alla presenza del Vaticano, godeva di un alto indice di gradimento; un Paese sostanzialmente amico. Oggi non più. L’Africa si regolerà di conseguenza: scelte discutibili ed una operazione così maldestramente condotta potrebbero far propenderemolti di quei Governi per l’annullamento delle previste partecipazioni in Italia spingendoli, contestualmente, a scegliere di spostare i loro investimenti in Cina o Turchia, ad esempio. L’assenza dell’Africa avrebbe però l’amaro sapore di un mezzo fallimento sia per il Forum che per l’Expo, il cui motto è ‘Nutrire il Pianeta’”. L’intervento in Libia potrebbe aver quindi cambiato equilibri faticosamente costruiti negli anni. Cestari parla a ragion veduta: su invito del Governo italiano e del sindaco di Milano On. Letizia Moratti ItalAfrica Centrale svolse un ruolo cruciale nella delicata fase di attribuzione dei consensi a favore di Milano in competizione con Smirne per l’organizzazione dell’Expo 2015. Parlando della situazione libica, infine, Cestari svela: “L’unicoStato africano che potrebbe realmente accogliere un Gheddafi (eventualmente) in esilio è lo Zimbawe. Il Colonnello ha una lunga tradizione di solidarietà con Mugabe: se decidesse di lasciare la Libia è da lui che andrebbe”. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è Ente senza scopi di lucro Fondata del 2004 è iscritta al registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri.

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Profughi minorenni: rispettare i loro diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Lampedusa. Settanta minori, fra i quali due ragazze, sono stati trasferiti, a bordo della nave di linea Palladio, a Porto Empedocle. Cinquanta erano ospiti presso l’ex base militare Loran, 20 presso il centro parrocchiale La Fraternità. Rimangono a Lampedusa 291 minori. Le autorità hanno dichiarato che si tratta di ragazzi non accompagnati, dai 12 ai 17 anni, la metà dei quali non identificati. Visto che i minori realmente non accompagnati sarannno affidati a comunità di accoglienza e in molti casi dati in affidamento o adozione a famiglie italiane, il Gruppo EveryOne lancia un’appello all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, all’Unicef e al Commissario per i Diritti Umani del Consiglio dell’Unione europea: “In passato abbiamo assistito troppo spesso all’affidamento di minori definiti ‘non accompagnati’ a case accoglienza,” scrive l’organizzazione nella lettera-appello, “da cui gli stessi ragazzini finiscono in affidamento o adozione presso famiglie italiane. Spesso abbiamo avuto notizia della deportazione in patria di genitori, zii o fratelli maggiori degli stessi bambini, che avrebbero avuto il diritto di restare insieme ai loro congiunti. Ora ci pare strano che il 100% dei minori siano effettivamente non accompagnati e riteniamo una violazione dei diritti del fanciullo lo strapparli a forza a eventuali familiari che sono sbarcati con loro in Italia o comunque negare loro la possibilità di ricongiungersi alle famiglie legittime. Ecco perché chiediamo all’Alto Commissario Onu per i Rifugiati e agli altri organismi cui è destinato l’appello di verificare attentamente la situazione familiare dei minori, per evitare gravi e irreparabili violazioni”.

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Una vacanza a due passi da casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Per 6 italiani su 10 il modo di trascorrere le vacanze e’ cambiato notevolmente negli ultimi anni. Infatti il 58% preferiva la classica capitale europea e quasi uno su due sognava i paradisi esotici extraeuropei. Adesso motivi strettamente economici (82%) e legati alla vicinanza (57%) spingono sei italiani su dieci a dichiarare di voler trascorrere i prossimi week end e ponti festivi in agriturismi e masserie immediatamente fuori città, per riscoprire il gusto della qualita’ enogastronomica (73%) e l’eccellenza dei prodotti e degli alimenti tipici locali (57%). Ma cosa rappresentano questi piccoli viaggi? Un modo per staccare la spina dalla quotidianita’ (63%) per scoprire l’Italia e territori vicini ma di fatto sconosciuti (46%). Questo e’ quanto emerge da uno studio promosso da “VdG Magazine”, la rivista diretta da Domenico Marasco e in edicola nei prossimi giorni, condotto da su 1700 italiani, donne e uomini dia 18 ai 65 anni, attraverso un monitoraggio su blog, forum, community a cui e’ stato chiesto come trascorrono i fine settimana liberi dal lavoro e i ponti in occasione delle festivita’. Quello che oggi gli italiani richiedono alla propria vacanza durante i ponti festivi e nel week end e’ soprattutto una maggiore ricercatezza della qualita’ enogastronomica (73%) e della tipicita’ e del gusto degli alimenti locali (57%). Uno su due vuole tornare a vivere un rapporto non artefatto con la natura e gli animali (49%) per tornare a vivere un po’ di relax, benessere e tranquillita’ (43%). La montagna resta la meta preferita di 1 italiano su 2 (51%), le grandi capitali europee riscuotono il gradimento di quasi 3 intervistati su 10 (37%), le localita’ marine del 26% mentre addirittura quattro su dieci dichiarano che resteranno a casa (43%). Le strutture che piu’ saranno prese d’assalto, secondo gli intervistati, sarannoagriturismi (38%) e bed&breakfast (33%), mentre gli hotel restano ai margini della classifica con solo il13% di gradimento. Questo perché sono riusciti a intercettare il bisogno degli italiani di staccare la spina dalla quotidianita’(63%) e la loro voglia di scoprire l’Italia e territori vicini ma sconosciuti (46%), capaci di regalare nuove e piu’ sane abitudini alimentari (37%). Uno su due (51%) dichiara infatti di fare “spesa” di prodotti enogastronomici tipici dei luoghi che visita, portando a casa tutto ciò che di buono possono offrire, come salumi e insaccati (53%), vini e liquori (49%), formaggi (45%), frutta e verdura (41%).

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