Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Accordo sulla riabilitazione

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

Lanciano-Vasto «Che un’iniziativa finalizzata a garantire una risposta appropriata a patologie gravi e di grande impatto sociale potesse diventare oggetto di polemiche e interpretazioni distorte, a dir poco stupisce»: è quanto afferma il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, in riferimento ad alcuni commenti sull’accordo tra l’Azienda e le strutture private per garantire continuità assistenziale ai pazienti colpiti da gravi patologie che, pur superata la fase acuta, hanno ancora necessità di essere curati e, soprattutto, di un percorso riabilitativo di qualità.Si tratta, insomma, di un provvedimento che tra l’altro produce anche l’effetto di liberare posti letto, un problema che affligge soprattutto l’Ospedale di Chieti, a causa dell’elevato numero di ricoveri che registra e che ha costretto nei mesi scorsi molte unità operative a fare ricorso alle tanto vituperate barelle. «Si parla tanto di eccellenza, ma alla prova dei fatti nessuno la vuole veramente – aggiunge Zavattaro –, se davanti a un accordo come quello che abbiamo raggiunto in questi giorni si vuole a tutti i costi attribuirgli un significato diverso da quello che ha. Ecco perché è fuori luogo il riferimento fatto da qualcuno alla riconversione dei piccoli ospedali: non erano attrezzati per garantire assistenza adeguata ai pazienti affetti da patologie gravi né erano organizzati per la riabilitazione necessaria per il recupero di abilità e condizioni di vita normali. Non ha senso perciò rimpiangere un tipo di struttura che non sarebbe stata utile né ai malati né alla migliore organizzazione del lavoro degli ospedali maggiori». Secondo il manager «la finalità dell’accordo, dunque, non si presta ad altre chiavi di lettura. L’intesa è stata voluta unicamente nell’intento di dare ai pazienti la dovuta assistenza e non favorisce gli interessi delle cliniche private, in quanto tale attività non comporta per l’Azienda oneri aggiuntivi: le prestazioni richieste, infatti, rientrano nel budget già assegnato a quelle strutture. Qualunque altra interpretazione è solo pretestuosa e strumentale».

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